Dibattito da remoto

Il Pd: “Servono strutture di sorveglianza per i malati Covid”

Esponenti del Partito democratico di Monza e Brianza hanno discusso delle criticità legate alla pandemia.

Il Pd: “Servono strutture di sorveglianza per i malati Covid”
Monza, 15 Novembre 2020 ore 11:25

Il Pd: “Servono strutture di sorveglianza per i malati Covid”. Esponenti del Partito democratico di Monza e Brianza hanno discusso delle criticità legate alla pandemia.

Il Pd: “Servono strutture di sorveglianza per i malati Covid”

Si sono ritrovati da remoto ieri mattina, sabato 14 novembre, per fare il punto della situazione sull’emergenza sanitaria. In collegamento sulla pagina social del Pd Monza Brianza, coordinati dal segretario provinciale Pietro Virtuani, c’erano il senatore Roberto Rampi, il consigliere regionale Gigi Ponti, il sindaco di Lissone Concetta Monguzzi e il capogruppo della minoranza di BrianzaReteComune in Consiglio provinciale Vincenzo Di Paolo.

Virtuani, introducendo il dibattito, ha rimarcato gli errori fatti nel corso della prima ondata “che sarebbe imperdonabile rifare in questa occasione. Come Pd tanto in Provincia che in Regione cerchiamo di dare il nostro contributo su due direttrici fondamentali: servono strutture di secondo livello, per creare una rete efficiente su tutto il territorio. Poi assoluta trasparenza sui dati, per avere sul territorio quei servizi che servono a contenere la pandemia”.

Da questo punto di vista Virtuani ha lamentato la “chiusura della maggioranza sia in Regione e che in Provincia, una chiusura  sbagliata e pericolosa perché nella seconda ondata la situazione non è più leggera rispetto alla prima”.

Ha quindi preso la parola Di Paolo che ha criticato la lettera dei sindaci leghisti dopo il penultimo Dpcm del Premier Conte, ha lodato l’impegno dei sindaci alle prese con i ritardi nella distribuzione dei vaccini per le antinfluenzali e fatto il punto sulle proposte fatte alla Provincia per un maggior coinvolgimento degli amministratori locali.

“Non basta l’appuntamento settimanale in videoconferenza, abbiamo proposto  convocazioni più frequenti del Consiglio provinciale, che non è mai intervento sull’emergenza sanitaria.  Poi abbiamo chiesto un coinvolgimento dell’Assemblea dei sindaci su questo tema e un ampliamento della cabina di regia alla quale oggi, oltre al Prefetto e alle autorità sanitarie della Provincia, partecipano il presidente della Provincia e il sindaco della città capoluogo. Abbiamo chiesto un ampliamento ad altri sindaci, suddivisi per fasce di popolazione, non solo per scambio di informazione ma per incidere di più sui processi decisionali”.

Finora queste richieste, ha sottolineato Di Paolo, non hanno avuto esito positivo.

“Sulle vaccinazioni siamo pronti da tempo ma…”

Ha quindi preso la parola il sindaco Monguzzi. Ha ricordato innazitutto che a settembre il Piano dell’Ats per potenziare la rete dei servizi sul territorio era pronto. “Con tre obiettivi: prevenire, prevedere e prendersi cura.  C’è tutto quello che abbiamo chiesto, ma il Piano è applicato solo in parte e bisogna partire da lì per dire quello che manca e quello che bisognava fare in modo più sistematico.

“Noi interveniamo in rete coi medici di medicina generale e i pediatri, sia peri test rapidi che perle vaccinazioni. Sulle vaccinazioni siamo pronti da tempo ma c’è carenza di vaccini che arriveranno dal 18 novembre, ma non si sa in che quantità. Questo è problematico. Ogni giorno dobbiamo dilazionare le date. E ciò significa anche un grande dispendio di energie. La stessa cosa con i test rapidi. I medici hanno trovato il canale per collaborare con i Comuni, ma non sappiamo quanti test arriveranno né quando sarà possibile eseguirli. Nel mezzo ci sono i cittadini che ci chiedono i buoni pasto, un’assistenza domiciliare diversa…”.

A questo punto anche Monguzzi ha introdotto il discorso delle strutture di secondo livello, o Covid Hotel se così si vogliono chiamare: “Servono strutture di sorveglianza che in occasione della prima ondata avevamo già attivato, ma eravamo arrivati tardi perché ci era stato chiesto tardi. Servono tempistiche chiare, non servono parole, servono dei fatti”.

Le lacune dell’organizzazione sanitaria

Su quanto non è stato fatto si è soffermato anche Ponti: “Questo tipo di organizzazione sanitaria aveva e ha lacune importanti che si sono manifestate tutte. Non siamo in grado di assistere le nostre comunità di fronte a una situazione così grave. Gli ospedali si sono riempiti, i poliambulatori che dovevano essere pronti a livello territoriale sono chiusi perché la medicina territoriale è stata smantellata.

“Ieri sono intervenuto per fare sollecitare un intervento sul fronte degli ospedali perché è necessario avere strutture di appoggio, luoghi dove persone possono essere accolte le persone uscite da stato di grave difficoltà ma che hanno ancora bisogno di essere assistite perché in casa non c’è possibilità di farlo. Si era valutata apertura ospedale di Giussano ma a tutt’oggi questa struttura, aperta come ambulatorio, non ha posti letto. Ats ha comunicato che aprirà 10 posti in un albergo di Sala al Barro, nel Lecchese. E’ insufficiente, vanno messe in campo altre disponibilità. Bisogna moltiplicare la capacità organizzativa”.

Ponti è quindi tornato sul tema della collaborazione: “Se la Provincia è la casa dei Comuni, come tutti diciamo, ci deve essere la possibilità di fare incontrare i consiglieri provinciali. Deve avere capacità di resilienza”.

Il senatore Rampi ha ricordato l’unità di intenti del Partito democratico a  livello provinciale, regionale e governativo. “Con la pandemia sono venuti al pettine i nodi della Riforma regionale della Sanità, che ha ucciso la medicina di territorio e la prevenzione”.

Ha quini pensato ai ragazzi, agli studenti più fragili: “La scuola non deve espellere i più fragili e i più deboli, ma avere un occhio di riguardo per loro, questo è previsto nel Dpcm. Noi siamo disponibili a dare una mano in questa situazione perché le soluzioni proposte dal centrodestra ad oggi non hanno funzionato”.

“Non bisognerà lasciare indietro nessuno”

“Bisognerà lavorare senza lasciare indietro nessuno – gli ha fatto eco Ponti – Dare ai sindaci le risorse per organizzare una rete di solidarietà sul territorio e poter fare tamponi a casa a chi ha in sintomi Covid”.

Ha concluso Virtuani facendo un plauso ai Comuni per l’impegno che stanno mettendo nell’affrontare l’emergenza pandemica, un punto sul quale perlomeno tanto centrodestra che centrosinistra sono d’accordo perché da mesi i sindaci, gli amministratori di Monza e Brianza sono davvero sotto pressione e meritano sicuramente  un plauso.

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