Ritorna l’appuntamento con “Parola di Sindaco: il territorio raccontato dai suoi protagonisti”. Stiamo parlando del fortunato format radiofonico di Young Radio, che da quest’anno può contare sulla collaborazione con il nostro Giornale.
Dopo la chiacchierata con il sindaco di Concorezzo lo scorso mese di novembre e il primo cittadino di Arcore a dicembre, la scorsa settimana è toccato al sindaco Lorenzo Galli, primo cittadino di Villasanta, ospite del direttore di Young Radio Alfredo Somoza. Durante la diretta è intervenuto anche il nostro giornalista Rodrigo Ferrario.
Tanti i temi affrontati insieme a lui durante la lunga chiacchierata: dalle crisi aziendali che hanno colpito Villasanta nell’ultimo periodo (con essa anche la sua azienda) al sogno di dare vita ad un piano casa per realizzare palazzine a prezzi calmierati per le giovani coppie. Ma non solo; perché il sindaco ha elencato altri due punti importanti: il nodo area Nord che sarebbe finalmente ad una svolta e il conto termico, cioè la possibilità di un partenariato pubblico privato per alleggerire i costi delle bollette.

C’è un tema su quale interroghiamo sempre i sindaci del territorio: in generale non è un periodo florido per l’industria. Com’è la situazione a Villasanta?
Villasanta non è più la Villasanta industriale di 40 anni fa nel senso che una volta c’erano tante aziende manifatturiere che si occupavano di meccanica e tessile. Io conosco bene il discorso della crisi perché mi vede coinvolto in prima persona. La meccanica italiana fa parte della filiera dell’Automotive, oggi in crisi. Purtroppo tutte le aziende che dipendono da questo comparto ne risentono della crisi. Sono d’accordo con il passaggio ad automobili meno inquinanti ma andrebbe governato meglio. Oggi purtroppo l’Europa si ritrova ad aver gestotp male questo processo, tant’è che soffriamo molto la concorrenza cinese. Ci sono molte aziende tedesche che si stanno riconvertendo alla produzione bellica. Potrei farlo anche io con la mia azienda (Imv Presse, ndr) ma non è nell’etica della mia famiglia; siamo contrari sulla produzione di armamenti.

Lei arriva da un’esperienza imprenditoriale. Quali sono le maggiori difficoltà nel fare il sindaco?
Sicuramente l’immediatezza delle decisioni e di poterle mettere in pratica. Nel privato è un procedimento più snello, nel pubblico purtroppo no. In Amministrazione tutto dipende dal bilancio. Però devo dire che in Comune ho trovato funzionari veramente in gamba e lo stereotipo del dipendente statale fannullone non è affatto vero a Villasanta.
Qual è la situazione che si vive a Villasanta dal punto di vista della povertà e delle disuguaglianza?
Villasanta sta diventando un paese d’élite e questo sicuramente per via della sua posizione vicina al Parco e a Monza. Una posizione che piace, dove si vive ancora in un paese ma con servizi vicini alla città: per esempio c’è la stazione che ci porta in venti minuti a Milano. Villasanta piace, crea appetibilità e c’è un’immigrazione di persone che arrivano da Milano e Monza, con un potere d’acquisto maggiore. Tutto questo sta facendo schizzare il prezzo al metro quadro delle case. Purtroppo notiamo che i giovani villasantesi fanno fatica a trovare casa proprio per via dei costi. Stiamo pensando di rilanciare l’edilizia convenzionata. E poi ci sono molte famiglie che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Per questo dobbiamo fare sempre più rete con le associazioni del territorio per cercare di aiutare tutti.
Per quanto riguarda l’Area Nord, la cartolina di ingresso arrivando da Arcore, ci sono novità?
Il discorso si sta evolvendo. Con la proprietà ci sono stati molti incontri e posso dire che siamo a buon punto. Non posso anticipare nulla ma credo che tra qualche settimana saremo in grado di annunciare un progetto che coinvolgerà cooperative e associazioni. Sono orgoglioso per il fatto che abbiamo sempre mantenuto la barra dritta mantenendo quell’area adibita a servizi.
Ci racconta cosa significa il Conto termico 3.0? Quali vantaggi porterà alla collettività e all’ambiente?

A dire la verità ogni anno tra utenze, manutenzione e gestione di energia elettrica e riscaldamento in tutti gli immobili pubblici mettiamo sul piatto circa 1,4 milioni di euro. Il Comune non ha le risorse per mettere mano a tutto il patrimonio edilizio costruito durante gli anni del boom economico. Partendo da questa riflessione abbiamo colto un’opportunità: cioè quella di attuare un partenariato tra pubblico e privato, Merito, dicevamo, delle opportunità offerte dal cosiddetto «Conto Termico», ovvero un maxi incentivo, promosso dallo Stato e gestito dal Gestore dei servizi energetici, che offre contributi diretti a fondo perduto per interventi legati all’efficientamento energetico. Intenzione dell’Amministrazione, dicevamo, è quello di cogliere l’opportunità, ma attraverso il cosiddetto partenariato pubblico privato. In sintesi, il Comune metterebbe a disposizione tutti gli immobili di proprietà e in cambio otterrebbe da parte di aziende di settore proposte progettuali volte alla riqualificazione energetica degli edifici.
Recentemente avete presentato un tavolo delle politiche giovanili. In cosa consiste?
Con i giovani ho molto a che fare e ci parlo spesso. Ma mi accorgo che ho 50 anni e non penso come loro. Dico questo perché non vogliamo fare l’errore di calare dall’alto una proposta ai ragazzi. Rischiamo di proporre qualcosa di non appetibile. Bisogna coinvolgerli in maniera da spronarli a tirare fuori gli spunti che possono interessarli. Noi ci poniamo in ascolto. Più in generale, sui problemi legati alla sicurezza e ai giovani, dico che noi non sposiamo l’idea della repressione. Non ci piace giocare a guardie e ladri perché i problemi non si risolvono così. Dobbiamo lavorare con le scuole e le famiglie sull’aspetto educativo. E questo lo vorremmo fare mettendo a disposizione spazi e cercando di dare sempre più rete con la parrocchia e le associazioni.
Qual è il suo rapporto con i Social?
Lo dico con tutta sincerità, non sono tanto per i Social anche perché non ho tempo di seguirli. Occuparsene in modo serio vuol dire davvero metterci tanto tempo. Me ne sono accorto sia in campagna elettorale che durante il periodo in cui svolgevo volontariato per Leleforever. E poi sui Social non sempre le cose vengono descritte per come sono. C’è troppa semplificazione della realtà.
Per cosa vorrebbe essere ricordato e cosa vorrebbe lasciare a Villasanta?
I progetti di cui abbiamo parlato prima sono importanti e pesanti dal punto di vista economico e strutturale. Sono anche molto attesi, forse da decenni, a Villasanta. Ecco solo il fatto di riuscire a farli partire mi basterebbe. Tra sindaci, quando ci troviamo, diciamo sempre che un primo cittadino, oggi, lavora per chi arriverà dopo di lui. Per esempio ci vogliono cinque anni per progettare un asilo. Mi piacerebbe lasciare una macchina comunale che funzioni sempre meglio. Diciamo che mettere in pista tutto il discorso della rigenerazione del conto termico sarebbe davvero già importante.