LabMonza contro I’anti-accattonaggio e per un'accoglienza su modello Sprar

LabMonza mette in discussione le politiche di sicurezza avviate dalla giunta Allevi e fa il punto sulle politiche per l’accoglienza del territorio

LabMonza contro I’anti-accattonaggio e per un'accoglienza su modello Sprar
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Gli esponenti della lista civica di sinistra LabMonza hanno incontrato sabato esperti e persone impegnate sul territorio al Binario 7 per discutere le politiche di sicurezza avviate dalla giunta Allevi e le politiche per l’accoglienza da realizzare sul territorio.

«L'ordinanza anti-accattonaggio è illegittima»

Un’occasione di confronto dal quale sono scaturite critiche e proposte, a partire dai primi provvedimenti del nuovo sindaco in materia di sicurezza: «L’ordinanza anti-accattonaggio di Allevi è illegittima a livello normativo» ha commentato Claudio Colombo, ex-assessore e avvocato amministrativista «perché non rispetta le previsioni di legge, non essendo limitata a luoghi specifici e motivati. Inoltre, è anche inefficace, come dimostrano i casi di cronaca che proseguono indistintamente».

Il Daspo urbano «è culturalmente pericoloso»

Anche l’uso del Daspo urbano è stato attaccato nel suo senso e nei suoi effetti: «è culturalmente pericoloso» ha commentato Mirko Mazzali, avvocato penalista e delegato alle periferie del Comune di Milano «perché aumenta la falsa percezione che l’ordine pubblico sia competenza del Sindaco, mentre lo è delle forze dell’ordine: si alimentano false speranze che poi è impossibile soddisfare. Chi sta usando il Daspo urbano, come il sindaco di Sesto San Giovanni e quello di Monza, ignora che così facendo si rischia di intasare i Tribunali a cui spetta la convalida del richiesto provvedimento. Invece che celebrare processi concernenti gravi reati, i giudici dovranno occuparsi di soggetti che non hanno Commesso reati, per applicare un provvedimento peraltro inefficace.»

Accoglienza: «il Comune promuova il modello Sprar»

Si è poi discusso di politiche per l’accoglienza e l’interculturalità. Dall’intervento di Stephan Greco del Consiglio nazionale Arci, sono state evidenziate le differenze fra il modello Sprar per l’accoglienza dei richiedenti asilo, dove i Sindaci sono protagonisti, e i suoi pregi rispetto ai progetti Cas, gestiti dalle prefetture, da cui spesso scaturiscono i casi più problematici (come quello monzese di via Asiago).

LabMonza sfida l’amministrazione Allevi

Secondo LabMonza, se si concorda sulla criticità dell’accoglienza gestita dalla Prefettura, e come evidente dalle ultime dichiarazioni dell’assessore Arena si ammette l’impotenza del Comune su queste situazioni, la nuova amministrazione di Monza confermi la propria adesione al patto dei sindaci ed aumenti la capienza del progetto Sprar, unica salvaguardia contro il ripetersi di casi negativi come quello di Via Asiago.
Fabio Bonacina, assessore al Comune di Macherio, ha mostrato come un piccolo Comune possa gestire l’arrivo di un numero proporzionalmente elevato di richiedenti asilo positivamente ed in sinergia, non in conflitto, con i residenti e cittadini.
Infine, Josep Sassou, presidente dell’associazione “Afriaca”, ha illustrato come i migranti già arrivati e stabilitisi qui possano giocare un ruolo fondamentale nelle politiche di accoglienza dei nuovi richiedenti asilo e rifugiati, perché più di tutti conoscono le difficoltà e le differenze culturali che vanno affrontate per permettergli di ambientarsi ed adattarsi.

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