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"Le destre provano a prendersi la nostra città": Capitanio e Sala contro Cereda

Lettera aperta del deputato della Lega e risposta del candidato sindaco del centrosinistra su destre, fascismo e comunismo.

"Le destre provano a prendersi la nostra città": Capitanio e Sala contro Cereda
Politica Vimercatese, 14 Ottobre 2021 ore 17:11

La campagna elettorale a Vimercate si infiamma a pochi giorni dal ballottaggio di domenica 17 e lunedì 18 ottobre che sancirà chi succederà a Francesco Sartini alla guida della città.

E i protagonisti della polemica sono, da una parte, l'onorevole del Carroccio Massimiliano Capitanio e il candidato sindaco di centrodestra Giovanni Sala, e dall'altra Francesco Cereda, candidato sindaco del centrosinistra.

Cosa è successo?

Ad innescare la polemica è stato lo stesso Sala che ieri sera, mercoledì 13 ottobre, durante un faccia a faccia con Cereda ha accusato quest'ultimo di aver inviato una lettera alla cittadinanza di Vimercate (in realtà è stata inviata a coloro che nel 2016 avevano partecipato alle Primarie del centrosinistra) mettendo in guardia i suoi concittadini da una possibile vittoria di Sala al ballottaggio, sottolineando che "le destre si sono attivate come non mai e provano a prendersi la nostra città". Una frase che non è piaciuta a Sala e che ha provocato la piccata replica anche di Capitanio.

Cosa ha scritto Cereda ai vimercatesi?

"Cara concittadina, caro concittadino, se mi permetto di scriverti a casa è perché so di poter contare su di te. E perché  Vimercate ne ha bisogno. Il prossimo fine settimana, domenica 17 e lunedì 18 ottobre, si voterà per scegliere il prossimo sindaco di Vimercate. Sarà davvero importante esserci e far in modo che tutti ci siano. Con 5005 preferenze al primo turno siamo arrivata a un passo dal risultato, ma è ancora tutto possibile. Le destre si sono attivate come non mai e provano a prendersi la nostra città. Noi siamo pronti con un progetto nuovo per renderla più bella, più vivibile, più attenta a tutti. Ma serve davvero il tuo aiuto. Serve che tu non ci faccia mancare la tua presenza e il tuo appoggio, anche se per qualche motivo non sei venuto o venuta a votare al primo turno. Serve che nelle prossime ore tu ti attivi per assicurarsi che tutti coloro che conosci vadano a votare mettendo una croce sul nome del candidato sindaco, su Francesco Cereda. Vimercate ha bisogno di te. Contiamo su di te. Grazie".

La presa di posizione di Capitanio

A stretto giro di posta non si è fatta attendere la replica di Capitanio, che ha inviato a Cereda una lettera aperta. Capitanio, come Sala, si è detto in particolare infastidito soprattutto per il fatto che Cereda consideri "sua" la città. E il leghista, dopo aver ricordato al candidato sindaco di centrosinistra che "Vimercate non è cosa vostra", ha voluto porre l'accento sui suoi valori, dichiarandosi  antifascista e anticomunista. "Io personalmente sono antifascista e anticomunista, lei ha ancora qualche ora per dichiararsi pubblicamente antifascista e anticomunista -  ha replicato Capitanio - Spero non abbia problemi a farlo...".

La lettera di Capitanio

"Caro Francesco Cereda, sono Massimiliano Capitanio, deputato della Lega, nato a Vimercate e residente a Concorezzo. Non ho avuto il piacere di conoscerla, ma credo non mancheranno le occasioni.
Ho letto con un certo stupore, e non le nego un po’ di disappunto, il suo messaggio ai vimercatesi in cui, anziché spiegare il programma in base al quale i cittadini dovrebbero votarla, esprime preoccupazione per il fatto che “le destre si sono attivate come non mai e battuta sul Coranoprovano a prendersi la nostra Città”.
Le scrivo perché quando dice “nostra” intende un po’ anche la “mia”: sono nato a Vimercate, ho frequentato il liceo Zucchi in città prima in via Valcamonica e poi a Oreno, ho lavorato al Giornale di Vimercate dal 1998 al 2009, ho fatto volontariato sulle ambulanze dell’Avps, di cui sono ancora socio, per oltre 13 anni e domani mattina, venerdì, alle 8,30, sarò all’ospedale di Vimercate per la donazione Avis.
Mi sono impegnato in questa campagna elettorale perché amo Vimercate, ho stimato il lavoro (e lui lo sa) del sindaco Enrico Brambilla, ma da quindici anni la città si è spenta, si è fermata, si è isolata. E la responsabilità è in gran parte da attribuire ai partiti che la sostengono".

"Nessuno vuole “prendersi” la città ma solo governarla meglio"

"Quando scrive che “le destre si sono attivate come non mai e provano a prendersi la nostra Città” commette un errore di una gravità talmente abnorme che voglio attribuirlo solo a stanchezza e inesperienza e non piuttosto a malafede o voluta strategia - ha continuto Capitanio -  In primo luogo qui nessuno vuole “prendersi” la città (che non è nostra, ma è di tutti), ma solo governarla meglio: in prima persona ho lavorato (anche ad un tavolo con l’ex sindaco Sartini) e con Regione Lombardia perché si procedesse, dopo anni di stallo, alla riqualificazione dell’ex ospedale, ho affiancato il presidente dell’Avps Elio Brambati perché non ci fossero ostacoli nell’organizzare il punto tamponi in via XXV Aprile e soprattutto l’hub vaccinale presso l’ex Esselunga, ho lavorato perché si fermasse la migrazione di studenti verso Monza e Lecco attivando presso il Vanoni il Liceo in Scienze Umane (ex magistrali); come membro della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera ho lavorato perché l’ufficio postale di Ruginello non chiudesse, ho impegnato il Governo a stanziare il prima possibile risorse per la metropolitana a Vimercate e potrei andare avanti.
In secondo luogo fa sorridere, e preoccupare allo stesso tempo il fatto di invocare, lo spettro delle destre: in questo modo lei prova a dividere la città in un momento in cui il presidente della Repubblica Mattarella invoca coesione e lo fa, tra l’altro, in un modo che Giorgio Gaber aveva intelligentemente archiviato con una canzone".

"Io sono antifascista e anticomunista, lei?"

"A Vimercate non c’è un pericolo “destre” (se per caso volesse ammiccare a inesistenti e deprecabili nostalgie neofasciste) e spero nemmeno di “sinistre”, almeno quelle sinistre che in questi giorni hanno armato gli scontri no-green pass a Milano (1 persona arrestata e 57 denunciate). Io personalmente sono antifascista e anticomunista, lei ha ancora qualche ora per dichiararsi pubblicamente antifascista e anticomunista. Spero non abbia problemi a farlo. Vada soprattutto a guardare in faccia le persone che abbiamo candidato: lavoratori, imprenditori, volontari, catechiste, animatori, commercianti, artigiani, dirigenti. Vada a dire a loro che “le destre provano a prendersi la nostra Città”. Caro Cereda, Vimercate non è cosa vostra. Lei potrebbe anche essere il nuovo sindaco di Vimercate, ma impari a essere il sindaco di tutti e senza paraocchi ideologici. Non è con questi trucchetti che riporteremo a votare il 50% dei vimercatesi che purtroppo non ha votato al primo turno per Vimercate. Non è con questi trucchetti che dovrebbe cercare di fermare il cambiamento di quanti voteranno per Giovanni Sala".

La replica di Cereda: "Polemica creata sul nulla per alzare i toni"

Non si è fatta attendere la risposta di Cereda che però non ha voluto entrare nel merito delle questioni sollevate da Capitanio e Sala.

"Francamente non ho molto da commentare - ha detto il candidato sindaco del centrosinistra -  Mi sembra veramente una polemica fatta sul nulla. Un tentativo di alzare i toni in questo finale di campagna elettorale in maniera pretestuosa che con me non attacca. Ho scelto un altro stile e ho intenzione di mantenerlo. Abbiamo tante proposte per Vimercate e voglia di realizzarle con tutti quelli che vorranno collaborare, senza preconcetti. Aperti al dialogo e al confronto con tutti - anche con gli onorevoli di Concorezzo - come abbiamo sempre fatto. Per il bene della nostra città e di tutti i Vimercatesi".

 

 

 

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