Politica
Carate Brianza

L’ex assessore rompe il silenzio dopo cinque mesi

«La Lega in città oggi è stata affossata da due consigliere saputelle manovrate da un Presidente in cerca di visibilità...»

L’ex assessore rompe il silenzio dopo cinque mesi
Politica 22 Gennaio 2022 ore 16:00

«Se il cambio di passo voluto sarà in meglio o in peggio saranno i tempi a dirlo...». Era il 5 agosto scorso quando con un messaggio via Whatsapp alla redazione che gli chiedeva un’intervista dopo il clamoroso siluramento da assessore voluto dal suo partito, Alessandro Terraneo declinava gentilmente la richiesta. A distanza di poco più di cinque mesi l’ex delegato in Giunta della Lega, classe 1954, ha accettato di rompere il silenzio sulla vicenda del suo allontanamento dall’Esecutivo che - dice - «mi ha profondamente deluso e amareggiato».

L’ex assessore rompe il silenzio dopo cinque mesi

Superati lentamente gli strascichi del Covid-19 e di una successiva operazione chirurgica che erano arrivati a compromettergli quasi la possibilità di camminare e muoversi, l’ex assessore ha vuotato un sacco troppo pieno per essere ancora tenuto in soffitta. E lo ha fatto nel suo stile, garbato ma diretto.
«La mia colpa? Quella forse di avere fatto al meglio l’assessore per rispondere ai bisogni e alle necessità della mia città e un po’ meno il “politico”, mettendo in secondo piano la gestione del partito, non candidandomi più alla segreteria, né al direttivo di sezione», racconta.
Prima di riavvolgere il nastro, partiamo da oggi... Che idea si è fatto del rimpasto di fine estate?
Dopo sei mesi dalle mie dimissioni (a fine luglio, ndr) quel “cambio di passo” che era stato annunciato come necessario per motivare il mio allontanamento, è stato un passo all’indietro. Non sono io a dirlo: è sotto gli occhi di tutti. La Lega, che alle amministrative del 2018 era risultata la prima forza della coalizione di centrodestra conquistando 5 seggi in Aula, ne esce oggi profondamente ridimensionata, con un assessore in meno e con un consigliere (Davide Terruzzi, ndr) che, prima di Natale, ha avuto il coraggio di staccare la spina e dire basta coerentemente con quanto aveva sostenuto dopo che il direttivo prese la decisione di mettermi da parte...

Ma il suo successore è stato indicato come esponente nell’Esecutivo in quota Lega. Perché allora parla di “un assessore in meno” in seno al Carroccio?
Non conosco l’architetto Barbara Baroncelli. Posso confermare che, in ventisei anni di militanza, non l’ho mai incontrata e né vista una sola volta ad un banchetto o ad un’iniziativa e, tanto meno, ad una riunione in sezione. Ho letto in una vostra intervista dopo la sua nomina che per due anni avrebbe ricoperto l’incarico di consulente del segretario cittadino, ma posso assicurare che era sconosciuta a me, agli uffici stessi e pure al presidente della commissione Territorio. Se poi la «triade» vuole far credere così ne prendiamo atto...

Scusi, Terraneo, e chi sarebbe la «triade»?
Beh, è evidente che il risultato di questo indebolimento del partito sia il frutto di una manovra di un Presidente del Consiglio (Maurizio Schena, ndr) in cerca di visibilità, che ha ottenuto il consenso di due giovani consigliere “saputelle” (il capogruppo Alessia Scotti e il consigliere Gaia Torrente, già segretario di sezione del Carroccio in città). Una triade che, prima del siluramento del sottoscritto, ha imposto anche il cambio del capogruppo in Aula (Fausto dei Molinari venne sostituito da Scotti) per il quale mi ero detto, a suo tempo, personalmente contrario.

Ha avuto modo di comprendere a distanza di mesi quella necessità di un cambio di passo che era alla base del suo siluramento da assessore da parte della Lega?
No. Mi è stato rinfacciato di essere poco comunicativo, ma non sono avvezzo alla politica fatta con i social, non è nel mio stile. Per me contano i risultati e non i proclami. Mi sento a posto con la coscienza. Nei tre anni da assessore ho presenziato tutti i giorni in ufficio; ho effettuato sopralluoghi quasi quotidianamente, ho risposto insieme al sindaco alle istanze della città. Dopo il nubifragio ad Agliate ero l’unico in strada quel pomeriggio e mi sono preso anche le maleparole dei residenti danneggiati. Per mesi, ad ogni temporale, ho trascorso serate e risvegli all’alba a monitorare la griglia alle Fontanelle chiedendo agli uffici che venisse pulita. La goccia che ha fatto traboccare a loro dire il vaso è stato il bando da 5 milioni di euro con il quale sono stati programmati interventi che si attendevano da tempo: dalla rimozione dell’amianto alle Gaggioli alla bonifica dell’ex piattaforma comunale in via Tagliamento delle quali si parlava da anni. Mi è stato rinfacciato di non averne dato conto al partito: ma ritengo che da assessore che conosce il territorio fossi in grado, d’intesa con il sindaco e con il responsabile di settore, di decidere quali opere fossero prioritarie per quel piano. Su strade e marciapiedi, con l’avvio del Piano di abbattimento delle barriere architettoniche in Giunta abbiamo stanziato oltre un milione di euro. E non solo. Ciò detto, su input del sindaco, a scapito magari della programmazione, con gli uffici abbiamo lavorato tantissimo per partecipare a bandi e per ottenere risorse statali e regionali importantissime per il territorio e che nel 2021 con due variazioni il 26 aprile e il 20 settembre hanno poi permesso di finanziare una serie di progetti di importanza fondamentale.

Dopo 26 anni di militanza, di cui quattro mandati come segretario cittadino, può dirsi concluso definitivamente il suo impegno nella Lega?
Con la Lega a Carate Brianza, finché saranno presenti certi personaggi di certo sì. Me ne guarderei bene. I valori della Lega dove milito dal 1995 restano però per me punti di riferimento.

Perché si è dimesso e non ha lasciato che fosse il sindaco a sfiduciarla e a revocarle le deleghe come accaduto alla sua ex collega di Giunta, Eleonora Frigerio?
Perché il mio rapporto con il sindaco è sempre stato chiaro e perché il sindaco nei nostri incontri personali mi ha sempre garantito il suo sostegno. Se poi abbia diversamente sostenuto altro nei miei riguardi non mi è dato sapere... Di certo, di fronte alla richiesta del partito avvallata dal confronto interno anche dal commissario provinciale, si è trovato evidentemente con le mani legate. Una cosa è certa: in questa Lega, con questi uomini, non mi riconosco più... Alle prossime amministrative? Se ci saranno questi personaggi di certo, per la prima volta, dopo un quarto di secolo non potrò di certo accordare la mia preferenza al Carroccio...

Alessandro Terraneo in breve

Classe 1954, perito industriale in arti grafiche all’istituto tecnico «Don Bosco» di Milano, Alessandro Terraneo è uno dei volti di più lungo corso nelle file della Lega. La nomina ad assessore ai Lavori pubblici nel giugno 2018, dopo la vittoria alle amministrative del centrodestra, era stata per lui come il coronamento di una carriera di impegno e passione nelle file del Carroccio (del quale per quattro anni è stato anche segretario cittadino), iniziata molto prima come militanza, ma che aveva avuto il suo battesimo ufficiale nel 1995 quando si candidò e venne eletto per la prima volta come consigliere. In Aula Terraneo, oggi pensionato e residente a Costa Lambro, ci era tornato altre tre volte: dal 2002 al 2003 e, ancora, nel quinquennio 2004-2009 e poi dal 2009 al 2012 ricoprendo anche il ruolo di presidente di diverse commissioni. Per lui anche un’esperienza in Consiglio provinciale dall’ottobre 2012 al giugno 2013 al posto del dimissionario Diego Terruzzi.

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