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Lissone: approvato il "Piano triennale di prevenzione della corruzione"

L’Amministrazione Comunale prosegue il controllo e la trasparenza di tutte le sue azioni. Il nuovo Piano scritto in collaborazione con i dipendenti.

Lissone: approvato il "Piano triennale di prevenzione della corruzione"
Politica Monza, 13 Aprile 2021 ore 12:53

Un costante monitoraggio delle aree maggiormente a rischio, con particolare riferimento all’acquisizione e alla progressione del personale ai contratti pubblici. Un’attenzione specifica verso i settori dell’urbanistica, dei lavori pubblici e dell’edilizia, dove il Piano Nazionale Anticorruzione prevede specifici approfondimenti nell’ambito del “Governo del Territorio”.

Lissone: approvato il "Piano triennale di prevenzione della corruzione"

Con Delibera di Giunta Comunale di mercoledì 7 aprile, il Comune di Lissone ha approvato il nuovo “Piano triennale di prevenzione della corruzione", nel quale è contenuta la valutazione del rischio di esposizione a fenomeni corruttivi di aree e processi amministrativi, effettuata secondo la metodologia prevista dall’Autorità nazionale anti-corruzione

Coinvolti anche i dipendenti

Il Piano approvato dalla Giunta è il frutto - novità del 2021 - di un percorso formativo ed operativo che nei mesi scorsi ha coinvolto circa 70 dipendenti dell’Ente (dirigenti, incaricati di posizione organizzativa, responsabili di procedimento, referenti di servizi) articolati in 15 gruppi di lavoro. Ciascun gruppo di lavoro, guidato da docenti specializzati in materia di risk management, ha partecipato a 3 sessioni di formazione con la finalità di mappare le attività e i processi di lavoro gestiti dall’unità organizzativa di
riferimento, individuare e consolidare le misure organizzative finalizzate a prevenire qualsiasi forma di sviamento rispetto all’interesse pubblico perseguito, misurare il rischio di maladministration per ciascun processo di lavoro.

Il percorso formativo ha visto la partecipazione attiva dei dipendenti coinvolti che hanno proposto, ripensato e approfondito le misure organizzative di prevenzione del rischio corruttivo. Il personale coinvolto ha così contribuito in prima persona a stendere metodologie per avvicinarsi alla reale comprensione del fenomeno corruttivo e ad attuare azioni mirate per evitare che esso sia presente nell’Ente.

La mappatura dei rischi

Come già nel Piano in vigore negli anni passati, nella mappatura dei rischi e dei processi sono presenti specifiche voci riguardanti le responsabilità dei dirigenti e le tempistiche di attuazione per ogni singola azione. Il Piano, a livello operativo, indica le azioni necessarie alla riduzione dei rischi e comprende le misure in materia di trasparenza. Una specifica sezione riguarda proprio le tempistiche, le modalità e le azioni da attuare per aggiornare la sezione relativa alla Trasparenza sul portale istituzionale che ormai da anni trova evidenza in home page.
Per le aree a maggior rischio, e di conseguenza oggetto del Piano, sono individuate azioni relative allo svolgimento di attività di gestione delle entrate, delle spese e del patrimonio, controlli, verifiche, ispezioni e sanzioni, incarichi e nomine, affari legali e contenziosi. Fra i Settori maggiormente a rischio, valutati con indice numerico, figurano i processi di pianificazione generale dell’urbanistica e quelli di pianificazione attuativa, assegnazione/concessione di Beni comunali ad Associazioni iscritte nel Registro comunale, affidamenti diretti, banche dati e informative di verbali di contestazione, costituzione in giudizio, procedure negoziate, pagamenti, assegnazione alloggi ERP, Rilascio e controllo dei titoli abitativi edilizi.

Il codice di comportamento

Il Piano richiama ai compiti di controllo e monitoraggio da parte del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT), che dal 12 ottobre 2020 è il Segretario comunale dottor Francesco Bergamelli. Sono inoltre ulteriormente specificati i compiti di dirigenti e dipendenti e l’importanza della formazione atta a prevenire il rischio di corruzione.
Tutti i dipendenti sono tenuti ad osservare le misure necessarie alla prevenzione e al contrasto della corruzione, nonché al rispetto di quanto prescritto dal Codice di Comportamento del Comune di Lissone; i dipendenti hanno inoltre il dovere di prestare la loro collaborazione al Segretario generale nelle sue funzioni di Responsabile della Prevenzione della Corruzione e, fermo restando l'obbligo di denuncia all'autorità giudiziaria, segnalano al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza eventuali situazioni di illecito di cui siano venuti a conoscenza.

La cultura della legalità

Il Piano anti-corruzione si inserisce nella rete territoriale di contrasto alla criminalità organizzata che l’Amministrazione Comunale di Lissone persegue mediante l’adesione ad Avviso Pubblico ed il supporto a Brianza SiCura.

Dal 2012 infatti il Comune di Lissone aderisce all’Associazione Avviso Pubblico che rappresenta gli Enti Locali impegnati nel diffondere i valori della legalità e della democrazia. Inoltre, dal 2015 la città di Lissone ha aderito al Protocollo d’intesa denominato “Manifesto Brianza SiCura” redatto dall’organismo di coordinamento intercomunale “Brianza SiCura”. Scopo di questo organismo è quello di intraprendere un percorso intercomunale che consolidi e accresca il movimento di contrasto all’illegalità attraverso iniziative coordinate.
Con l’adesione al protocollo, il Comune di Lissone si è impegnato a mettere al primo posto della propria attività amministrativa i principi di legalità e ad accrescere la cultura della legalità, sviluppando un percorso intercomunale di iniziative volte alla corretta informazione e alla prevenzione della corruzione.
Nel mese di giugno 2019 Brianza SiCura è diventata organismo di diritto privato: a seguito di questa modifica di assetto, come specificato nel Piano, “il Comune di Lissone intende ribadire la propria adesione agli stessi attraverso la sottoposizione al Consiglio Comunale di un ordine del giorno di espresso sostegno all’associazione medesima ed ai contenuti dell’attività svolta”.

Il whistleblowing

Già introdotto negli anni passati, un paragrafo riguarda specificamente il “Whistleblowing”, ovvero la tutela del dipendente pubblico che segnali illeciti; previsto un apposito applicativo informatico per la segnalazione degli illeciti da parte dei dipendenti e dei collaboratori delle imprese fornitrici del Comune,
che garantisce la riservatezza dell’identità del segnalante. Il Comune, inoltre, ha predisposto il Piano Annuale di Formazione in materia di etica, integrità ed altre tematiche inerenti il rischio corruttivo, pensato soprattutto per i dipendenti destinati ad operare in settori particolarmente esposti a rischi corruttivi.

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