Interpellanza della Lega

La “moschea” di via Milano raddoppia?

Il consigliere Trezzi segnala un secondo capannone a disposizione dell'associazione islamica Anasr nel quale si svolgerebbe attività di culto, ma in un comparto artigianale. La replica dell'assessore

La “moschea” di via Milano raddoppia?

A Seregno interpellanza della Lega che segnala un secondo capannone a disposizione dell’associazione islamica Anasr, destinata anche ad attività di culto, ma in un comparto artigianale e produttivo.

La “moschea” di via Milano raddoppia?

In via Milano un nuovo capannone a disposizione dell’associazione islamica Anasr, vicino a quello giù in uso nel quale vengono segnalate attività di preghiera e di culto. Lo rivela la Lega, in una interpellanza all’indirizzo del sindaco, Alberto Rossi, nella quale il consigliere Edoardo Trezzi chiede lumi sull’immobile nel comparto produttivo di via Milano, mentre “l’attività svolta all’interno dall’associazione culturale non sembrerebbe avere natura produttiva”. Proprio per questo il capannone a due passi dallo scalo ferroviario è sempre stato definito “la moschea” della città.

Trezzi: “Il Comune non dovrebbe vigilare?”

Il segretario locale del Carroccio riporta “le segnalazioni di numerosi cittadini e i sopralluoghi effettuati personalmente nelle giornate del venerdì a mezzogiorno e del sabato sera” nei quali è stata riscontrata “una significativa presenza di persone, che inizialmente sostavano all’esterno degli immobili, con possibili ripercussioni sulla viabilità e sull’ordine pubblico, per poi accedere ai locali di via Milano. La libertà di culto è un diritto riconosciuto dalla Costituzione della Repubblica Italiana e non è mia intenzione metterlo in discussione, ma il Comune, fin dal 2020, avrebbe dovuto vigilare attentamente ed effettuare verifiche adeguate in relazione alle numerose segnalazioni presentate dal gruppo consiliare della Lega” in Consiglio comunale.

L’assessore: “Nessun problema di sicurezza”

Il Tar ha dato ragione ai ricorrenti, che si stanno muovendo per quanto è loro consentito – la replica dell’assessore all’Urbanistica, Giuseppe  Borgonovo – Parlare di spazi ricreativi, educativi e attività anche economiche collegate non è per nulla correlabile ad attività di culto e non mi risultano in quella zona richieste specifiche per avviarne di nuove. La destinazione d’uso di quell’ambito è servizi economici, non si possono fare cose diverse”. Nel corso degli anni “abbiamo monitorato la situazione sotto il profilo dell’ordine pubblico e della sicurezza, ma anche le forze dell’ordine non hanno rilevato nessun problema. Borgonovo definisce la segnalazione del Carroccio “un tentativo di strumentalizzazione politica per andare a creare un senso d’insicurezza ingiustificato”.