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Nasce un Comitato MB per il no al referendum

Alla Camera del Lavoro si è costituito il Comitato della provincia di Monza e Brianza per promuovere il no al referendum sulla giustizia

Nasce un Comitato MB per il no al referendum

Alla Camera del Lavoro di Monza e Brianza, si è costituito il Comitato della provincia di Monza e Brianza per promuovere e sostenere il NO nelle urne del Referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo 2026.

I promotori

Il Comitato territoriale è costituito da Cgil, Anpi, Acli, Arci, Libera, Auser, Federconsumatori, SuniaA, Boa, Alisei, CDC, art. 32 Salute bene comune, Comitato free Barghouti, dai partiti Pd, M5S, Avs, Prc, Pci e le giovanili GD e UGS e dalle liste civiche Rete Civica Brianza, Cittadini Per Lentate, Cuore A Sinistra Nova Milanese, Immaginarcore, Siamo Varedo, Passione Civica Cesano Maderno, Lista Per Vedano, Mezzago democratica, Desio Libera, Seveso Futura, MonzAttiva, Altra Bovisio Masciago, Limbiate Solidale, Lab Monza, Desio Bene Comune, Listone di Lissone, Muggiò partecipata, Progetto Macherio Bareggia.

 

“Una battaglia importantissima perché significa difendere la nostra democrazia e la sua Costituzione: una democrazia rappresentativa e partecipante, fondata sull’autonomia e l’indipendenza dei poteri esecutivo, legislativo e giudiziario –  dichiarano i referenti del Comitato – Difendere la Costituzione vuol dire difendere la democrazia da ogni tentativo di mettere in discussione l’assetto istituzionale e i suoi valori fondamentali”.

Il Comitato avrà il compito di coordinare e organizzare le iniziative territoriali per informare e sensibilizzare cittadine e cittadini sull’importanza di votare no al referendum.

 L’appello

“È in gioco la nostra Costituzione, e con essa gli equilibri e la qualità della nostra democrazia – spiegano i promotori brianzoli – L’indipendenza del potere giudiziario non è un privilegio, ma l’unica garanzia affinché tutte le cittadine e i cittadini siano uguali davanti alla legge. Con questa legge di riforma costituzionale della giustizia e della magistratura, il Governo di destra di Giorgia Meloni, invece, punta a un modello di giustizia, da assoggettare al controllo diretto della politica, debole con i potenti e feroce con i deboli, per garantirsi e poter garantire impunità e mani libere da qualunque controllo di legalità. È innanzitutto questa la ragione della nostra contrarietà. La nostra idea è radicalmente alternativa e coincide con quella disegnata dalle madri e dai padri costituenti, secondo la quale i cittadini, attraverso i corpi intermedi (partiti, forze sociali, associazioni, realtà della società civile), partecipano attivamente alla vita democratica, contribuendo e incidendo sulle decisioni economiche e sociali per migliorare la condizione concreta delle persone e le prospettive del Paese”.