No Salvini Day, antirazzisti in piazza a Crema

Sabato 17 novembre in piazza Duomo a Crema si protesterà contro il "razzismo di Stato".

No Salvini Day, antirazzisti in piazza a Crema
14 Novembre 2018 ore 18:38

La Crema antirazzista non molla il colpo. Dopo gli episodi di razzismo sfociati, in qualche caso, in tentativi di aggressione e minaccia, Crema si prepara a manifestare. Sabato 17 novembre alle 15.30 in piazza Duomo gli antirazzisti cremaschi si daranno appuntamento per il No Salvini Day contro “le politiche razziste del Governo, per un mondo senza frontiere e sfruttamento”.

L’aggressione del 1 novembre

A spingere gli antirazzisti cremaschi a scendere in piazza per manifestare contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini, è stato, soprattutto, l’ultimo episodio accaduto in città lo scorso 1 novembre. “Un ragazzo, riconosciuto come antifascista, è stato minacciato sul posto di lavoro da una decina di neonazisti provenienti da svariati centri del Nord Italia – hanno raccontato – Anni di austerità targata PD hanno permesso a questi elementi di emergere e trovare un loro spazio nella scena politica Italiana, per non parlare del nuovo governo, pappa e ciccia con varie organizzazioni di estrema destra”.

La tentata aggressione, riportata anche dagli organi di stampa, era stata sventata solo grazie all’intervento di alcuni presenti. Anche il sindaco Stefania Bonaldi era intervenuta sulla questione sollevando dure critiche.

Il vero problema è la povertà

“Non pensiamo che la questione possa concludersi qui: questi fatti hanno dei responsabili. In Italia l’1% della popolazione detiene il 25% della ricchezza totale – hanno fatto sapere attraverso una nota – Per capirci, i 14 italiani più ricchi possiedono beni per un ammontare di 107 miliardi di dollari, di contro più di 17 milioni di italiani (quasi 1 su 3) sono a rischio povertà; il 12.5% dei minorenni vive in povertà assoluta. E il problema sarebbero gli immigrati? I migranti, tra torture, violenze e morti (1 su 18 muore nella traversata verso l’Europa), abbandonano il sud del mondo spinti dalla miseria, dalla guerra e dal bisogno di fuggire regimi dittatoriali spesso sostenuti e finanziati da quei paesi che ora gridano all’emergenza, pensiamo ai bombardamenti in Siria e al sostegno dei governi europei ai vari signori della guerra in Libia”.

L’immigrato: un capro espiatorio

“L’immigrato è il capro espiatorio di un ingranaggio assassino, lo straniero è delinquente, pericoloso, terrorista, ma se c’è da spaccarsi la schiena a costo zero fa comodo al padrone – hanno proseguito – E’ inutile parlare di integrazione quando l’unico obiettivo è quello di creare manodopera priva di diritti e garanzie.Con il “Decreto Sicurezza” inoltre, Salvini ed il M5S, riprendono l’impianto e le politiche razziste e liberticide già adottate con Minniti dal PD ed alleati vari: nuovi centri di detenzione, leggi più repressive per migranti e non, accordi killer con la Libia, chiusura dei porti e criminalizzazione delle ONG, pugno di ferro contro chi protesta”.

E’ la guerra dei poveri

“La propaganda razzista del governo ha il solo scopo di creare paura e divisione nella società, affinché giovani e lavoratori, invece di ribellarsi ad un presente di povertà e repressione, se la prendano con i più deboli; è la guerra tra poveri…ed a vincere è sempre il padrone – hanno concluso – Con l’inganno del “pericolo immigrati” ancora una volta si riducono i diritti, si peggiorano le condizioni di vita, si impediscono le lotte al fine di rendere i lavoratori (italiani e stranieri) divisi, deboli, e ricattabili”.

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