Interrogazione in Aula

Parcheggio a pagamento a Carate Brianza: «Solo il 14% di utilizzo, il posteggio è un flop»

Il consigliere-commerciante del Partito Democratico fa il punto sulla gestione a pagamento dell’area di sosta in centro e chiede di ripristinare il disco orario.

Parcheggio a pagamento a Carate Brianza: «Solo il 14% di utilizzo, il posteggio è un flop»

«Non voglio essere polemico, ma costruttivo». Ha esordito così Luca Caslini, consigliere comunale del Partito Democratico a Carate Brianza e commerciante, durante l’ultima seduta del Consiglio comunale. Al centro del suo intervento in Aula, un’interrogazione lunga e dettagliata sul futuro del parcheggio Martiri delle Foibe, diventato a pagamento tra le polemiche poco più di un anno fa.
Grazie ad un accesso agli atti, Caslini ha presentato cifre che dipingono un quadro non certo «roseo» per le casse comunali e per la vivibilità del centro.

Il bilancio: incassi dimezzati dalle spese di gestione

Nel 2025, il posteggio pubblico a fianco della sede della sede della Polizia locale, ha incassato 19.238 euro, ma la gestione operativa (tra ticket, riparazioni continue alle sbarre, malfunzionamenti delle gettoni ere e nuovi conta-monete) è costata oltre 9.000 euro.

«Abbiamo un incasso netto di circa 10mila euro in un anno – ha sottolineato il consigliere dem – senza contare il costo del personale della Polizia locale, che deve gestire quotidianamente i problemi tecnici. Solo nei primi mesi del 2026 abbiamo già preventivato altri 2.200 euro per riparazioni. Mi chiedo: ne vale davvero la pena?».

Ma il dato più allarmante riguarda l’affluenza. Secondo l’analisi del consigliere, basata sui 16.839 veicoli transitati in un anno, il parcheggio lavora ad una media di 68 auto al giorno: «In un’area da 40 posti, significa che il parcheggio è pieno per circa un’ora e mezza al giorno. Per il resto del tempo è deserto: parliamo di un tasso di utilizzo del 14 per cento…».

Il confronto con il passato, quando la sosta era regolata da disco orario, è netto: «Prima la saturazione era intorno al 66 per cento. Dove sono finiti i 250 veicoli che ogni giorno non utilizzano più quest’area? Intasano le vie limitrofe o, peggio, hanno smesso di venire a Carate Brianza perché trovano il sistema della sbarra scomodo e punitivo».

Da commerciante che vive il centro «24 ore su 24» (Caslini è titolare del negozio di ottica proprio davanti al posteggio di piazzale Martiri delle Foibe), il consigliere di minoranza ha lanciato l’allarme sulla competitività del cuore cittadino rispetto alla grande distribuzione: «Se un cliente vive un disagio ogni volta che deve fare una sosta breve, cambia abitudine. La sbarra è vissuta come un ostacolo fisico e psicologico. Vedere il centro deserto dopo le 18, anche in estate, è un’immagine triste per una città che non merita l’etichetta di “paese morto”, ma che così viene penalizzata».

La sua proposta? Tornare al disco orario: una via d’uscita, secondo Caslini ma anche per l’intero gruppo del Pd: «Per garantire la rotazione – ha concluso – basterebbe il disco orario, magari con controlli più frequenti della Polizia locale per evitare i furbetti che spostano l’orario durante la pausa caffè. Volete proseguire su questa strada o intendete correggere il tiro?».

L’assessore replica

Nessun passo indietro, ma un’apertura «sulla gestione» dall’Amministrazione comunale che ha conferma la linea sul parcheggio a pagamento del piazzale Martiri delle Foibe.
L’assessore con delega alla Polizia locale, Fabio Cesana ha richiamato, ancora una volta, il concetto di «rotazione della sosta» che aveva portato la Giunta Veggian a trasformare l’area pubblica precedentemente regolata con il disco orario.

Secondo l’assessore, prima dell’installazione delle sbarre automatizzate, i circa 40 posti della piazza venivano «sequestrati» per l’intera giornata dai dipendenti delle attività limitrofe: «E il parcheggio evidentemente non è nato per fare cassa, perché di fatto cassa non ne fa…», ha spiegato dati alla mano.

«È nato, invece, per dare un servizio laddove prima l’area era occupata da auto che non si spostavano mai. Preferite un parcheggio pieno di veicoli dei dipendenti o un parcheggio vuoto ma disponibile per il cliente che deve andare al bar, in un negozio, in banca o in ufficio?».
Cesana ha ricordato poi l’esistenza di alternative gratuite realizzate nella zona dal Comune, come i parcheggi di via San Martino e di via Silvio Pellico (nell’area ex Telecom), ma ha anche onestamente ammesso le difficoltà dei frequenti guasti registrati all’impianto, precisando però che la procedura è chiara («Se l’impianto non funziona, la sbarra resta alzata e il parcheggio diventa a libera fruizione finché non viene riparato»).

Infine l’assessore ha respinto le accuse di «aver agito nell’ombra» un anno fa, ricordando che l’associazione Commercianti era stata informata preventivamente e che «la regolamentazione del parcheggio faceva parte del programma elettorale» della coalizione. In coda la provocazione lanciata ai negozianti: «Se il problema sono i pochi centesimi del biglietto, perché il commerciante non si offre di pagarlo al proprio cliente?».

Se, insomma, sulla «forma» (il parcheggio a pagamento con sbarra) non si discute, sui «modi» l’Amministrazione si è però detta «disposta a dialogare»: «Se vogliamo fare delle valutazioni relativamente alle fasce orarie o alle modalità di apertura e chiusura, questo può essere oggetto di valutazione. Ma sul fatto che il posteggio a pagamento in quella zona sia uno strumento utile e che la nostra intenzione sia quella di proseguire su questa strada, non ci sono dubbi: andremo avanti», ha concluso l’assessore Cesana.