Polemica

Pedemontana, in Consiglio Regionale bocciata mozione presentata dall'opposizione: è scontro tra Pd e Lega

Acceso botta e risposta oggi, martedì 5 aprile, dopo che oggi una mozione presentata dal Pd in Consiglio Regionale è stata bocciata.

Pedemontana, in Consiglio Regionale bocciata mozione presentata dall'opposizione: è scontro tra Pd e Lega
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Acceso botta e risposta oggi, martedì 5 aprile, tra Lega e Pd su Pedemontana dopo che oggi una mozione presentata dal Pd in Consiglio Regionale è stata bocciata.

Pedemontana, in Consiglio Regionale bocciata mozione presentata dall'opposizione: è scontro tra Pd e Lega

Sul caso è intervenuto nel pomeriggio, con una nota ufficiale, il vicepresidente del carroccio al Pirellone Andrea Monti:
"Un atteggiamento irresponsabile e senza senso, quello del Pd in Consiglio regionale che oggi ha presentato una mozione contro Pedemontana; è evidente che ci sta prendendo per il...naso" - ha commentato Monti a seguito della bocciatura dell'Aula Consiliare.

"Ormai siamo al paradosso: il Pd sottopone un testo che chiede ben sedici modifiche ad un progetto che è già stato messo in gara e aggiudicato. Sarebbe stato più onesto se avesse gettato la maschera e chiesto di non realizzare Pedemontana, perché questo è il risultato che si sarebbe ottenuto approvando la mozione che oggi, invece, è stata sonoramente bocciata", spiega Monti.
"La sceneggiata odierna", aggiunge il consigliere regionale leghista, "è stata un'incoerente presa in giro rispetto a tutto quello che è accaduto negli ultimi 25 anni. E in Aula l'ho sottolineato, durante il mio intervento, ricordando che del progetto si è iniziato a discutere negli anni novanta. E all'epoca tra gli attori che contribuirono a definire il tracciato dell'infrastruttura c'era l'allora sindaco di Cesano Maderno Gigi Ponti, che oggi siede nei banchi del Pd in Consiglio regionale, e il sindaco Perego di Seregno, che aveva come assessore all'urbanistica Arturo Lanzani, che oggi ho trovato citato nella mozione come voce contraria all'opera".

"Durante il mio intervento", spiega ancora Monti, "ho voluto smontare anche molti dei falsi miti che la Sinistra sta utilizzando per attaccare l'opera: l'infrastruttura non è affatto deserta in quanto, dal 2019, ha già generato tre milioni di euro di utile; non è deserta ma anzi ampiamente utilizzata, con un volume di traffico pari a quello dell'autostrada della Cisa e destinato ad aumentare una volta terminato il tracciato stabilito, specie sulle tratte B2 e C. E a chi infine si trincera dietro un finto ambientalismo, ricordo che sarà imponente la dimensione delle aree verdi e boscate che verranno realizzate con la piantumazione di alberi e arbusti: nella tratta B2 verranno piantati 9.914 alberi e 59.445 arbusti, nella tratta C 27.723 alberi e 148.267 arbusti.

Quindi Pedemontana realizzerà aree verdi e di nuovi boschi grandi quanto 192 campi da calcio e pianterà 245.349 tra nuovi alberi e arbusti. Un intervento non da poco dal punto di vista ambientale".
"Il Pd faccia pace con se stesso", conclude il consigliere leghista; "nel giugno del 2018 ci ha fatto votare una mozione che impegnava il Governatore Fontana a concludere l'opera il prima possibile e dopo quattro anni ci chiede di chiudere un progetto che è già andato in gara? Evidentemente la coerenza non abita in casa Pd...".

Per il Pd la maggioranza ha "votato no all'ascolto del territorio"

Non manca l'intervento del Pd. Secondo Ponti la maggioranza in Regione "ha votato no all'ascolto del territorio. Si continua con gli errori che hanno portato all’eterna  incompiuta lombarda".

“Il progetto  attuale – ha detto Ponti - presenta forti criticità, soprattutto in relazione all’impatto ambientale, al consumo di suolo, all’ incremento di traffico nel sistema viario locale, alla  compromissione della biodiversità, all’ interferenza con le aree verdi di pregio e con la rete ecologica regionale, così come segnalato da numerosi sindaci e da molte associazioni territoriali".
“La maggioranza al Governo della Regione- ha affermato ancora Ponti- non è riuscita a giungere al varo di un’opera che sia effettivamente funzionale alla mobilità e nel contempo sia correttamente inserita nel territorio, nonostante la massima disponibilità dei Governi nazionali che si sono succeduti. Proporre delle modifiche condivise con il territorio e stilate in 16 punti  da Arturo Lanzani, docente di Tecnica e pianificazione urbanistica al Politecnico di Milano, serve per dare senso a una revisione che renda gli interventi più compatibili con il territorio e a  integrarla con mitigazioni ambientali. La maggioranza ha risposto con un secco no a qualsiasi revisione o integrazione migliorativa del progetto. Questo è un atteggiamento che ha caratterizzato questi anni e che ha portato a cambiare dieci presidenti di Pedemontana, oltre che alla continua dilazione dei tempi. Continueremo a batterci perché le opere infrastrutturali in Lombardia vengano fatte per l’utilità e nel rispetto del territorio”.

Fumagalli "I finanziatori sono scappati da un progetto non profittevole"

Su quanto accaduto oggi in Consiglio Regionale si è espresso anche Marco Fumagalli del Movimento 5 Stelle.

"È un dato di fatto che Pedemontana sia un’opera eccessivamente costosa, figlia di un progetto ormai superato - si legge in una nota del Consigliere Regionale. Il fatto che la proprietà di Pedemontana sia al 100% di Regione Lombardia la dice lunga sulla fiducia che hanno le imprese e le società finanziarie sul rendimento dell’investimento. Se Confindustria è così interessata a quest’opera, perché non contribuisce alle spese per la sua realizzazione, lasciando ai contribuenti i soldi per la Sanità? Se Pedemontana fosse veramente la gallina dalle uova d’oro che racconta la Lega, ci sarebbe la coda di investitori, pronti ad acquistarne le azioni. E invece, mentre il mondo dell’impresa fa la fila per poter guadagnare sulla sanità, che al contrario dovrebbe essere senza profitto, l’onere dell’autostrada più costosa del mondo viene lasciato sulle spalle dei contribuenti. Tutti hanno venduto le azioni di Pedemontana, così a pagare il prezzo dello scempio ambientale e finanziario è rimasta solo Regione Lombardia, vittima della miopia del centrodestra, della quale la collettività farà ancora una volta la spese e salderà i conti. Una domanda al centrodestra che governa la Regione da tempi immemore: la Gianetti Ruote ha chiuso i battenti perché non c’è Pedemontana o perché l’egoismo di pochi ha decretato che per l’arricchimento di qualcuno, in molti dovevano restare senza lavoro?» così il Consigliere Regionale Marco Fumagalli (M5S) annuncia il voto favorevole del gruppo regionale pentastellato alla mozione: “Revisione del progetto dell’Autostrada Pedemontana Lombarda”.

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