Amministrative 2027

Per il Centrodestra ipotesi primarie per il candidato sindaco

Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia sondano i nomi in campo e c’è chi spera di calare l’asso Massimiliano Romeo

Per il Centrodestra ipotesi primarie per il candidato sindaco

Manca un anno al voto per le Amministrative a Monza, ma dopo che il Centrosinistra ha sciolto il riserbo sulla ricandidatura dell’attuale sindaco Paolo Pilotto, anche nel Centrodestra cominciano i primi movimenti. Con una novità: potrebbero affidarsi anche loro alle primarie come fa da anni il Pd e lasciar decidere gli elettori su chi potrebbe essere il giusto candidato sindaco della terza città di Lombardia evitando le solite spartizioni politiche?

L’asso nella manica leghista

Di certo c’è che a volere un ruolo da protagonista senza dubbio ci si mette la Lega anche se – a meno di un colpo di scena – è difficile lo ottenga.
La segreteria non fa mistero di avere ben tre nomi da spendere per un papabile candidato lumbard: il giovane ex assessore Federico Arena (ultimamente un po’ uscito dai radar) o più papabile l’ex vicesindaco Simone Villa, uomo di sostanza e di esperienza, papà di quattro figli, che potrebbe anche essere gradito all’ala cattolica.
Il vero asso nella manica, però, è il nome di Massimiliano Romeo, che tutti riconoscono come il profilo politicamente più forte in campo. Il problema, evidente, è la sua collocazione romana: Massimiliano Romeo è capogruppo della Lega in Senato e la domanda che rimbalza da settimane è sempre la stessa: lascerebbe davvero Roma per tornare a Monza? Per molti, lui sarebbe il «cavallo di razza» che potrebbe portare a una vittoria schiacciante per il seguito che ancora ha in città, ma allo stesso tempo nessuno è in grado di garantire che Romeo sia disposto a fare questo passo.
È un nome che unisce, ma anche un nome che rischia di restare solo sulla carta.

Fratelli d’Italia e la minestra

Quanto a Fratelli d’Italia, il problema è l’opposto: è forte del consenso elettorale delle ultime Politiche, ma ha meno nomi spendibili. C’è chi fa quello dell’ex assessore al Bilancio Marco Meloro, di certo però con molto meno seguito dell’ex sindaco Dario Allevi. Se per molti resta l’unica opzione, c’è chi legge la sua candidatura come una «minestra riscaldata». Insomma, per gli amanti del marketing l’operazione non fila: si troverebbe a scontrarsi direttamente con lo stesso Pilotto con cui ha perso l’ultima volta. Vale più la nostalgia di chi lo rimpiange o la sensazione che il Centrodestra non abbia altre carte da giocare?
Ai posteri l’ardua sentenza.

Forza Italia guarda al centro

Non sono più nette le cose in campo azzurro, dove torna a riaffacciarsi l’ipotesi di Pierfranco Maffè, il medico «prezzemolino» su cui al tempo Berlusconi fece il gran rifiuto. Il suo nome non viene mai messo completamente da parte perché rappresenta un pezzo di elettorato cruciale: l’area cattolica.

Un’area che alle ultime elezioni fu determinante proprio in senso opposto, perché Maffè non presentò una sua lista e i voti dei democristiani finirono sul candidato cattolico Paolo Pilotto, professore di religione, contribuendo in parte alla vittoria del Centrosinistra. Per alcuni, ripartire da lì significa evitare di ripetere lo stesso errore; per altri, Maffè resta un profilo troppo debole per guidare una coalizione ampia. Se si guarda al territorio, figure seppure valide come Giuliano Ghezzi o Massimiliano Longo non sembrano in grado di mettere tutti d’accordo (correnti interne agli azzurri comprese).

La strategia del Centrodestra

Sul piano strategico, nel Centrodestra cresce la convinzione che senza una coalizione molto larga non si possa vincere. Il riferimento è doppio e ricorrente: da un lato Monza 2022, dove il Pd ha costruito una macchina elettorale ampia e inclusiva; dall’altro Cinisello Balsamo, dove Marco Ghilardi ha vinto puntando su molte liste e su una rete diffusa di consenso.

C’è anche da dire che il Centrodestra non ha ancora avviato un tavolo formale sul tema delle candidature. Ognuno sta giocando la propria partita e i capoluoghi vengono considerati scenari diversi, da affrontare con tavoli più ampi. E non è da escludere che Monza possa scegliere di seguire l’esempio milanese, dove il Centrodestra per la prima volta, potrebbe ricorrere alle elezioni primarie per scegliere il candidato sindaco del 2027, come ha anticipato il milanese Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo.