Amministrative 2027

Pilotto ricandidato? La coalizione frena: “Condivisione”

Il Pd ha annunciato di voler riconfermare un Pilotto bis, ma MonzAttiva è entrata a gamba tesa con un messaggio chiaro: "Parliamone". Intanto le incognite al centro, il caso Moccia e la fuoriuscita Turato da chiarire

Pilotto ricandidato? La coalizione frena: “Condivisione”

Nel Centrosinistra fino alla scorsa settimana la situazione in vista della Amministrative 2027 a Monza sembrava  lineare, quanto meno sulla scelta del candidato. Il Pd aveva annunciato che la coalizione avrebbe ripuntato sul sindaco uscente Paolo Pilotto, ma il silenzio-assenso del resto della coalizione non è durato molto.

MonzAttiva non ci sta

A gamba tesa è entrata MonzAttiva che ha mandato una nota che con qualche giro di parole, arriva poi dritta al punto: «È imprescindibile basare il futuro sulla pari dignità di ogni componente della coalizione. La sua costruzione deve avvenire collettivamente, a partire dalla scelta del candidato Sindaco. Per MonzAttiva, il candidato sindaco dovrà guidare la coalizione in quanto garante di un progetto collettivo, in continuità con le basi create in questo mandato, e non come espressione gerarchica».
Non c’è un veto su Pilotto, ma nemmeno un’investitura, piuttosto un «parliamone».
MonzAttiva chiarisce il suo ruolo distinto dal Pd: «Attivi e indipendenti, consideriamo il bene comune il nostro unico punto di riferimento. Abbiamo nel nostro Dna la capacità di sapere ascoltare la città e poi agire, senza dover chiedere alcun tipo di permesso a lontani centri di potere. È con queste premesse che il nostro movimento civico vuole lanciare un appello a tutte le forze progressiste: già da oggi è arrivato il momento di iniziare a lavorare insieme, stabilendo da subito regole certe e un metodo condiviso».

Quanto sarà larga la coalizione?

Insomma, finora quelli di MonzAttiva, guidati da Chiara Pozzi (con al suo interno i consigliere Sergio Visconti e Ilaria Guffanti e l’assessore Carlo Abbà) sono stati «Zitti e buoni» almeno pubblicamente come cantano i Maneskin, ma hanno fatto capire che la ricostruzione del Centrosinistra non li vedrà proni. Come reagirà il Pd?
MonzAttiva non le manda a dire: «La collaborazione non può essere solo uno slogan, ma deve tradursi in una pari dignità d’azione e rappresentanza nell’intera coalizione. Dalla stesura del programma alla comunicazione esterna, ogni passaggio deve essere chiaro per tutti», ribadisce il gruppo. Oltre a questo c’è l’incognita è la tenuta interna di una coalizione che fu molto ampia dal Centro alla sinistra più radicale. Pilotto ha vinto nel 2022 anche grazie a un equilibrio delicato tra anime molto diverse, che ora rischiano di entrare in tensione. Lab Monza è posizionata nettamente a sinistra e potrebbe rendere complessa la convivenza con forze più moderate. Azione, in particolare, è una variabile decisiva: resterà nella coalizione o guarderà a un’area centrista alternativa? Qui entra in gioco anche il ruolo di Martina Sassoli, figura trasversale e politicamente mobile. Ex assessora azzurra, è poi stata eletta in Regione con la lista di Letizia Moratti ma non è poi rientrata all’ovile in Forza Italia come l’ex sindaca meneghina (sembra proprio per il veto di quest’ultima).

Nascerà un polo di centro?

Sassoli oggi milita in Noi Moderati con Maurizio Lupi e Maristella Gelmini, collocandosi formalmente al centro, ma senza ancora una traduzione chiara sul piano locale. Ultimamente sembra molto vicina anche al consigliere di Civicamente Paolo Piffer, che storicamente corre da solo e non ama le coalizioni tradizionali, ma questa volta potrebbe cambiare strategia? Potrebbe nascere un polo centrista capace di attrarre pezzi sia dal Centrosinistra sia dal Centrodestra? La risposta non è affatto scontata, così come resterebbe da sciogliere il nodo del candidato sindaco di questo possibile terzo polo. Sassoli non è un mistero possa mandare avanti il fedelissimo Francesco Cirillo, avvocato e figura moderata. Piffer accetterebbe di non essere lui l’aspirante sindaco? Tra i nodi aperti ci sono poi quelli di Italia Viva e dei Liberaldem di Francesca Pontani. Se la prima coalizione dalla fuoriuscita di Alberto Pilotto (fratello del sindaco) e della stessa Pontani si è riavvicinata alla maggioranza di Pilotto, i Liberaldem sembrano sempre in più aperto contrasto con gli ex amici del Pd.
La Pontani è da tempo una voce critica nei confronti di Pilotto e difficilmente potrebbe tornare a sostenerlo senza una svolta evidente. Dove potrebbe andare? Anche per il centro non sarebbe facile tenere assieme anime così diverse.

Le incognite: Moccia e Turato

In un quadro così movimentato, ci sono due elementi da attenzionare.
Un tassello è quello dell’assessore alla Sicurezza Ambrogio Moccia. In passato aveva una sua lista e il peso elettorale di Osvaldo Mangone, ex azzurro, fu determinante perché diventasse l’ago della bilancia alle elezioni 2022 dove si alleò al ballottaggio con Pilotto, guadagnandosi un posto in Giunta.
Il Centrodestra non fa mistero nel corteggiarlo: arrivano segnali continui di apprezzamento per il suo lavoro, accompagnati da una narrazione precisa: sarebbe un assessore capace, ma con «le mani legate» sulla sicurezza a causa della linea dem della Giunta. Il sottotesto è evidente: provare a logorare il suo rapporto con il sindaco e riportarlo nell’area che, a suo tempo, avrebbe potuto contare su di lui come alleato decisivo. Riuscirà questa strategia? A rendere il quadro ancora più instabile c’è infine Giada Turato, ex assessora dem, definita da molti una «scheggia impazzita». Corteggiata da diversi schieramenti, alla fine ha fondato un movimento suo, Connetti Mb.
Alla prova delle urne avrà un seguito elettorale? E a chi si avvicinerà? È difficile immaginarla di nuovo a sostegno del Pd, e non è escluso che possa guardare all’area di Piffer o a una soluzione alternativa. Di certo non sarà una pedina neutra.