Non si placa la bufera politica e sociale che sta scuotendo Lesmo in vista delle celebrazioni del 25 Aprile. Dopo il durissimo affondo dell’Anpi di Arcore contro la scelta della Comunità Pastorale Santa Maria di Lesmo, Camparada e Correzzana di celebrare le Prime Comunioni proprio nel giorno della Liberazione, arriva la controffensiva dei consiglieri comunali di opposizione di centrodestra.
Il documento congiunto
Luca Zita, Federica Bonfanti, Carlo Colombo e Laura Confalonieri hanno firmato un documento congiunto che non usa giri di parole per definire l’uscita della sezione arcorese dell’Associazione Partigiani guidata da Emanuela Restelli: un mix di “infondatezza” e “pretestuosità” che rischia di avvelenare il clima cittadino.
“In un momento storico carico di tensioni e di criticità, di tutto si poteva sentire il bisogno tranne che di una polemica le cui infondatezza e pretestuosità si commentano da sole”, hanno sottolineato i consiglieri di minoranza.
“Sorprende che l’Anpi semini rancore”
Il punto centrale della critica dei consiglieri è il paradosso di un’associazione che dovrebbe tutelare la memoria e la convivenza civile, ma che – a loro dire – starebbe facendo l’esatto opposto.
“Stupisce che a seminare rancori e veleno sia proprio l’Associazione alla quale viene riconosciuto il ruolo di promuovere la memoria e i valori di rispetto e pacifica convivenza”, scrivono i consiglieri.
Secondo l’opposizione di centrodestra, l’attacco frontale a don Mauro Viganò e alla Chiesa locale è un atto che tradisce lo spirito della lotta antifascista, nata proprio per seminare “il riconoscimento e il rispetto reciproco”.
Il richiamo a Mattarella: “Il 25 Aprile è coesione, non scontro”
Per rispondere all’Anpi, che aveva accusato la parrocchia di mancare di rispetto ai “preti ribelli” e alla storia, i consiglieri citano la massima autorità dello Stato: il Presidente Sergio Mattarella.
Il 25 Aprile, ricordano, deve essere la “Festa dell’identità italiana, ritrovata e rifondata dopo il fascismo”. Un momento, dunque, di coesione sociale e solidarietà, non un terreno di scontro ideologico su un calendario parrocchiale.
“Stupisce che a seminare rancori e veleno sia proprio l’Associazione alla quale storicamente ed universalmente viene riconosciuto il ruolo ed il merito di promuovere la memoria e la consapevolezza delle nostre più recenti dinamiche storiche, la cura ed il radicamento dei valori di rispetto e di pacifica convivenza che la lotta antifascista ha seminato, la pratica di relazioni improntate al riconoscimento ed al rispetto reciproco”.
“Caccia alla visibilità in un momento critico”
La nota dei consiglieri si fa ancora più tagliente quando analizza le motivazioni dietro la protesta dell’Anpi. In un contesto globale segnato da conflitti devastanti, i rappresentanti del centrodestra si sarebbero aspettati “maggiore prudenza e discernimento”.
Al contrario, la polemica viene liquidata come un tentativo di ottenere “visibilità di circostanza”, piuttosto che una reale risposta a “spinosità nel tessuto delle relazioni locali”. In breve: un polverone sollevato ad arte che non trova riscontro nella realtà quotidiana di Lesmo e delle sue frazioni.
“Chi ha lanciato la prima pietra, la sappia anche raccogliere e riporre”
L’auspicio finale dei quattro consiglieri è un invito al dietrofront, con una metafora evangelica che suona come un monito:
“Ci auguriamo che chi ha lanciato la prima pietra, la sappia anche raccogliere e riporre. Sarà stato il migliore modo anche per lui per celebrare il 25 Aprile”. Resta ora da capire se l’invito al silenzio e alla riflessione verrà accolto o se la piazza di Lesmo, il prossimo 25 Aprile, vedrà una partecipazione divisa tra i fiori del monumento ai caduti e le tuniche bianche dei bambini in chiesa.