Processo Aeb - A2A

Le minoranze al sindaco Rossi: “Rinunci alla prescrizione”

Cambia il giudice del Tribunale di Monza e i tempi del procedimento si allungano. Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia chiedono "un atto di responsabilità istituzionale e di rispetto verso la comunità"

Le minoranze al sindaco Rossi: “Rinunci alla prescrizione”

Seregno: processo Aeb – A2A. Le minoranze chiedono al sindaco Alberto Rossi, imputato, di rinunciare alla prescrizione a fronte dell’imminente trasferimento del giudice di Monza, titolare del fascicolo, al Tribunale di Milano.

Rischio prescrizione nel processo

La posizione è stata espressa in una nota da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia alla luce degli ultimi sviluppi del procedimento penale in corso al Tribunale di Monza per la contestata integrazione societaria tra Aeb e A2A, con sei imputati fra cui il sindaco Alberto Rossi e l’assessore Giuseppe Borgonovo. Le minoranze sono intervenute “in nome di quella trasparenza più volte proclamata dal sindaco in Consiglio comunale”.

Il nuovo giudice di Monza

Il giudice titolare del procedimento, Valentina Schivo, in primavera si trasferisce al Tribunale di Milano ed è stata sostituita da Debora Vanini, con il rischio di un significativo allungamento dei tempi processuali e la concreta possibilità che si arrivi alla prescrizione dei reati contestati prima di una sentenza di merito. Una simile eventualità non sarebbe nell’interesse della città di Seregno, né dei cittadini, che hanno il diritto di conoscere la verità su una delle operazioni più rilevanti e discusse degli ultimi anni, con importanti ricadute sul patrimonio pubblico e sul futuro dei servizi locali”, sostengono le opposizioni consiliari. Con il nuovo giudice sono già state calendarizzate tre udienze, fra febbraio e maggio.

“Un atto di responsabilità istituzionale”

Le minoranze chiedono formalmente al sindaco Rossi e all’assessore Borgonovo “di rinunciare alla prescrizione, qualora dovesse maturare. Una scelta che non ha alcuna finalità strumentale o politica, ma che risponde esclusivamente all’esigenza di consentire l’accertamento pieno della verità. Rinunciare alla prescrizione sarebbe un atto di responsabilità istituzionale e di rispetto verso la comunità di Seregno, a tutela della trasparenza amministrativa e della fiducia dei cittadini nelle istituzioni. La città merita chiarezza. La giustizia deve poter fare il suo corso”. Le minoranze consiliari avevano chiesto le dimissioni del sindaco dopo il rinvio a giudizio per questa vicenda.