Parla il consigliere regionale

San Gerardo verso la trasformazione in Irccs: il punto di vista di Gigi Ponti

“Operazione che rientra a pieno titolo nella revisione della sanità brianzola, ma né i consiglieri regionali, né l’Assemblea dei sindaci sono stati aggiornati su un iter gestito come una pratica burocratica”.

San Gerardo verso la trasformazione in Irccs: il punto di vista di Gigi Ponti
Monza, 28 Settembre 2020 ore 23:00

“Regione Lombardia dà seguito all’iter per trasformare l’Ospedale San Gerardo di Monza in un Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico senza che i contenuti siano stati condivisi con il territorio. Non va assolutamente bene”, è contrariato Gigi Ponti, consigliere regionale del Pd, per le modalità, non certo per l’opportunità che si apre per il nosocomio monzese.

San Gerardo e la trasformazione in Irccs: il punto di vista di Gigi Ponti

La Giunta regionale ha approvato la richiesta dell’Asst di Monza di trasformare il San Gerardo in un Irccs nell’ambito delle tecnologie biomediche avanzate per la medicina di precisione, “operazione che rientra a pieno titolo nella revisione della sanità brianzola, ma né i consiglieri regionali, né l’Assemblea dei sindaci sono stati aggiornati su un iter gestito come una pratica burocratica”, incalza Ponti.
“Per come la questione dell’Irccs è stata trattata da Regione Lombardia, dato che gli istituti di ricerca devono avere delle finalità specifiche rispetto al campo di applicazione, non è indifferente per la Brianza capire in quale direzione si potrà andare generando maggiori conoscenze e un percorso di crescita dell’offerta dei servizi – spiega il consigliere Pd –. Questa riorganizzazione è
un’occasione vera per avere una proposta unitaria in Brianza, per chiudere il periodo di incertezza nella programmazione legata anche alle vicende economiche, e di rilanciare una serie di strutture presenti sul territorio come l’ospedale di Desio, oppure dare una funzione a un ospedale dismesso ma che può tornare a essere operativo, come quello di Giussano”.

Di fatto, secondo Ponti, tutta l’esperienza del Covid ha dimostrato che “la Brianza ha una carenza grave sulle strutture di secondo livello e su questo l’Ats dovrà relazionare puntualmente. Ora abbiamo modo di riparare a gravi carenze per poi dedicarci a questioni importantissime come le interminabili liste d’attesa per persone con cronicità o altre patologie”.

Tutto ciò, per il dem, dovrebbe suggerire “una valutazione congiunta, un approfondimento con gli esperti del settore, un ragionamento condiviso con i principali interlocutori, a partire dai sindacati che rappresentano i lavoratori all’interno di queste strutture, ma qui siamo di fronte a un dialogo che non è mai cominciato e a un silenzio assoluto che non lascia ben sperare per
prossimo il futuro”.

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