Incapacità di fare rete

Sostegno alle scuole paritarie, Brianza in ordine sparso

Centrodestra e centrosinistra si muovono per chiedere più fondi, ma non trovano unità di intenti.

Sostegno alle scuole paritarie, Brianza in ordine sparso
Monza, 14 Giugno 2020 ore 09:40

Sostegno alle scuole paritarie, Brianza in ordine sparso. Centrodestra e centrosinistra si muovono per chiedere più fondi ma non trovano unità di intenti. In Regione è stata invece approvata una mozione a larghissima maggioranza.

Sostegno alle scuole paritarie, Brianza in ordine sparso

Che le scuole paritarie debbano far fronte a importanti problemi di bilancio per il fermo delle lezioni causa Covid  crediamo sia problema noto. Una questione che andrebbe affrontata con  unità di intenti, come successo in qualche ambito. Non tra le forze politiche brianzole, che al momento procedono  in ordine sparso.

In Regione unità di intenti

Non così in Regione, dove martedì scorso il Consiglio ha approvato all’unanimità una mozione che impegna ad aumentare significativamente la dotazione finanziaria delle misure di sostegno alle scuole paritarie e alle famiglie degli studenti, considerato che i provvedimenti governativi emanati durante il periodo di emergenza sanitaria si caratterizzano per “l’insufficienza” degli interventi in tale settore.

Una  mozione approvata a larghissima maggioranza (57 voti a favore e 1 astenuto), il cui primo sottoscrittore era Luca Del Gobbo (Noi con l’Italia).
Il documento chiedeva in particolare alla Giunta di aumentare la dotazione di strumenti come il “buono scuola” della Dote scuola, introducendo anche soluzioni innovative.

La mozione impegna anche Regione Lombardia a farsi parte attiva presso il Governo per il reperimento dei fondi necessari e per la piena applicazione anche economica della legge n.62 del 2000 sulla parità scolastica e il diritto allo studio”. Ha votato a favore anche il Partito democratico, alla luce di alcune modifiche al testo accettate dal relatore.

In provincia MB ognuno fa da sé

In Regione dunque il tema è riuscito a far ritrovare unità a tutte le forze politiche in un momento dove i rapporti fra maggioranza e minoranza non sono certo dei migliori. In provincia MB viceversa (inteso come territorio, non come Ente), questa unità di intenti non si è vista.

Scuole paritarie: Concettina Monguzzi
Il sindaco di Lissone Concettina Monguzzi

Lunedì 8 giugno infatti 24 sindaci del centrosinistra, su iniziativa del primo cittadino di Lissone Concettina Monguzzi hanno diffuso un appello al Premier Giuseppe Conte per “incrementare il fondo straordinario di 65 milioni sin qui destinati a coprire i costi fissi della forzata chiusura dei servizi educati e delle scuole dell’infanzia paritarie, per poi provvedere ulteriori risorse economiche per garantire la ripresa dell’attività nel prossimo anno scolastico”.

“Le scuole paritarie – rimarca ancora in conclusione la lettera aperta – sono ricche di storia, sono state volute fortemente dalle famiglie nel corso degli anni e sono costantemente supportate dagli Enti locali attraverso convenzioni con i Comuni che ben ne comprendono l’utilità e il valore. Al Parlamento chiediamo che il supporto economico necessario a garantire la funzionalità economica delle scuole paritarie non venga esclusivamente demandato ai Comuni.

“Occorre intervenire con ulteriori integrazioni per tutelare posti di lavoro dal momento che la cassa integrazione del corpo docente è scaduta lo scorso 31 maggio, con inevitabili conseguenze per i bilanci di chi dal mese di marzo è soggetto a una consistente riduzione dello stipendio. Occorre intervenire per tutelare il diritto alla scuola delle nostre giovani generazioni“.

“Perché alcuni sindaci sono stati esclusi?”

L’iniziativa dei 24 primi cittadini del centrosinistra non è sfuggita al sindaco di Mezzago Massimiliano Rivabeni che si è chiesto il perché della sua esclusione, perché nessuno gli ha chiesto di sottoscrivere quel documento.

Sostegno scuole paritarie
Massimiliano Rivabeni, sindaco di Mezzago

“Succede  – scrive non senza ironia il sindaco di Mezzago – che i sindaci brianzoli di centrosinistra prima chiedano a gran voce un tavolo Welfare alla Provincia e poi continuino imperterriti ad attivare iniziative che tutti, anche noi che non siamo di centrosinistra, potremmo condividere… ma evidentemente la mia visione politica di tutti (da destra a sinistra) uniti per le cose che servono al territorio, soprattutto in questo momento storico, rimarrà un’utopia.

“Essendo io un sindaco brianzolo e non avendo ricevuto richieste di adesione appare chiaro che noi, che non siamo di centrosinistra, siamo dunque stati volutamente esclusi. Questo è il primo avvilente pensiero che ho avuto nel leggere la missiva che il sindaco di Lissone scrive al Governo Conte e in 23 sindaci brianzoli di centrosinistra hanno sottoscritto”.

Poi, essendo attento anche a quanto accade a livello nazionale, Rivabeni non si è astenuto dalla stoccata politica e ha aggiunto: “Che i sindaci di centrosinistra di fatto insorgano, seppur in modo composto con una lettera, la dice lunga sullo stato di salute della maggioranza di Governo“. Quindi ha ricordato  che in Parlamento la Lega si è già mossa su questo tema, anticipando di fatto una comunicazione di qualche giorno dopo a firma dei due senatori brianzoli della Lega, Massimiliano Romeo ed Emanuele Pellegrini.

La Lega: “Sostengano la nostra proposta”

Sostegno sucole paritarie: senatori Romeo e Pellegrini
I senatori brianzoli della Lega Massimiliano Romeo ed Emanuele Pellegrini

Evidentemente  – scrivono i due parlamentari leghisti – il Partito democratico vive in stato di dissociazione, per cui la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra; ma l’aspetto comico lascia spazio a quello tragico se lo fanno sulla pelle dei cittadini, degli alunni, del territorio e dei lavoratori.

Se il Partito democratico nazionale ritiene davvero importante il ruolo sociale, l’azione educativa e i posti di lavoro sul territorio garantiti dalle scuole paritarie, sostengano la proposta della Lega già depositata in Senato che permetterebbe di devolvere il 10 per mille del gettito Irpef alle scuole paritarie e agli asili nido privati. Se invece ritengono le paritarie un orpello che va lasciato morire senza rimpianti, avvisino i loro sindaci e le loro emanazioni territoriali di non perdere tempo. Ma ci risparmino questa vergognosa pantomima sulla pelle di insegnanti, alunni e genitori”.

Il dibattito in Consiglio a Carate

Nella settimana uscente, sul tema c’è stato anche il dibattito in Consiglio comunale a Carate, con un’articolata mozione di Forza Italia che impegnava la Giunta a sostenere le scuole paritarie, alla fine approvata con il voto contrario di Partito democratico e Movimento 5 Stelle.

Sicuramente tutti i partiti e movimenti hanno valide motivazioni per fare determinate scelte, anche se a volte queste motivazioni sfuggono ai più e c’è il rischio che i cittadini restino disorientati. Ma tant’è.

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