Il raduno

Sul pratone di Pontida tanti militanti del territorio

Dal senatore monzese della Lega Massimiliano Romeo, al capogruppo della Lega in regione Lombardia Alessandro Corbetta al sindaco di Concorezzo Mauro Capitanio, in tanti domenica hanno preso parte al raduno della Lega

Sul pratone di Pontida tanti militanti del territorio
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Non erano 100mila come ha comunicato il partito. Secondo la Questura decisamente meno, ma comunque più dello scorso anno. Con tanto verde, quasi come ai vecchi tempi della «Padania libera», punteggiato da bandiere regionali - su tutte quelle dei veneti col leone di San Marco e scritte inneggianti all’autonomia - e qualche bandiera bianca «Salvini premier» (rimpolpate dall’organizzazione a ridosso del discorso del segretario, omaggiando le prime file con qualche decina di vessilli da sventolare a favore di telecamera).

Domenica il raduno di Pontida

Il raduno di Pontida della Lega di domenica scorsa ha segnato il tentativo di Matteo Salvini di sorpassare a destra la premier Giorgia Meloni, impegnata in contemporanea a Lampedusa con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. L’ospite più attesa, Marine Le Pen, leader indiscussa della destra francese, non ha tradito le attese (anche se più di un militante ha vissuto la sua presenza come un’invasione di campo poco opportuna). Con gestualità e tono di voce sapientemente gestiti per scaldare la folla, ha snocciolato i soliti temi della droite: difesa della famiglia tradizionale, di aziende e prodotti locali, contrasto all’immigrazione, sì al nucleare.

Temi che lo stesso Salvini ha poi riproposto nel suo intervento finale, facendo seguito ai governatori delle regioni a trazione leghista, all’avvocato Giulia Bongiorno, ai capigruppo di Camera e Senato, ai rappresentanti dei parlamentari europei e ai ministri. Via di stoccate agli ambientalisti: «Curino l'ambiente i nostri contadini, pescatori e cacciatori, non i burocrati». All’Islam: «Da guardare con attenzione. Velo islamico e 8 marzo non vanno d’accordo, i socialisti facciano pace con se stessi». A Bruxelles: «Difendiamo le nostre aziende, non ci faremo “tirar su” a farina di grilli e formaggio finto». Sulla famiglia tradizionale: «Ognuno ami chi vuole, ma un bambino viene al mondo se ci sono una mamma e un papà, non con un utero in affitto». E ovviamente sui migranti: «Farò e faremo tutto quello che è democraticamente permesso per bloccare l'invasione con ogni mezzo necessario».

Tanti militanti brianzoli presenti

Sul «pratone» tanti militanti del territorio: a cominciare dal senatore monzese della Lega Massimiliano Romeo
dal  consigliere regionale brianzolo e capogruppo della Lega in regione Lombardia, Alessandro Corbetta, e ancora l'assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi con il sottosegretario all’Autonomia Regionale Mauro Piazza. Presente anche Matteo Lando della Lega Giovani di Monza e Brianza e il segretario provinciale Andrea Villa 

Tra i presenti anche il sindaco di Concorezzo Mauro Capitanio e il sindaco di Giussano Marco Citterio  e diversi militanti arrivati da Roncello, Giussano e Veduggio.

Le foto

Di seguito le foto dei diversi gruppi brianzoli presenti alla manifestazione:

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Massimiliano Romeo

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Alessandro Corbetta con Fermi e Piazza

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Gruppo di Roncello, Molgora

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Matteo Lando Lega Giovani MB e il segretario Andrea Villa

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Gruppo di Veduggio con il sindaco Dittonghi

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Foto 6 di 7

Gruppo di Giussano con il sindaco Marco Citterio

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Foto 7 di 7

Gruppo di Concorezzo con il sindaco Mauro Capitanio

 

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