Sulbiate, “Le mie memorie” di Maurizio Stucchi

Il leader e candidato sindaco di "Sulbiate Insieme" ha scritto una lettera nella quale ha sparato a zero contro la maggioranza

Sulbiate, “Le mie memorie” di Maurizio Stucchi
27 Luglio 2017 ore 15:08

E’ stata pubblicata ieri, mercoledì, sull’Albo Pretorio del Comune di Sulbiate e non mancherà di far discutere.

Stiamo parlando della lettera, scritta dal candidato sindaco della civica “Sulbiate Insieme” Maurizio Stucchi e messa agli atti durante il primo Consiglio comunale dello scorso mese di giugno.

L’ex vicesindaco ha sparato a zero contro l’attuale maggioranza.

Ecco, di seguito, la lettera che vi proponiamo in maniera integrale.

“Confermo la volontà di dimettermi”

Sig. Sindaco, signori Consiglieri,
ho messo a disposizione del Gruppo la mia posizione di candidato sindaco non eletto cui spetta un seggio in Consiglio, confermando la mia ferma intenzione di rinunciare allo scopo di facilitare la transizione verso un periodo di normalità nella dinamica istituzionale. Tuttavia il Gruppo ha deciso che per un primo periodo di attività sarà utile la mia presenza in Consiglio a supporto dell’azione dei nuovi eletti. Svolgerò per il tempo necessario questo compito e poi finalmente concluderò questa fase della mia vita a servizio della comunità civile che avevo programmato dovesse concludersi nel 2014 dopo due mandati da sindaco. Come noto, prima della scadenza del secondo mandato conferitomi dai sulbiatesi, quattro consiglieri nel 2011 hanno deciso di disattendere il 67% del voto popolare del 2009 dimettendosi e avviando una lunga fase nella quale non ha prevalso la realizzazione dei programmi concreti che servono al Paese ma la ricerca di “mandare a casa” ad ogni costo i nostri amministratori.

Sulbiate Insieme è una certezza

Un obiettivo già fallito nel 2012 e solo apparentemente e momentaneamente ottenuto con il voto del 11 giugno 2017. ‘Sulbiate Insieme’ è comunque ancora presente in quest’aula, come lo è da più di tre decenni in modo coerente e con la certezza di contenuti programmatici, di continuità e di persone. E’ una sicurezza per i sulbiatesi, contrariamente alle tante persone incoerenti, alle molte effimere sigle e gruppi che si sono accesi e spenti come candeline in questi anni. ‘Sulbiate Insieme’ rappresenta in queste elezioni quasi il 25% degli aventi diritto al voto, li rappresentiamo con la forza di chi sa esattamente quello che vuole fare e certi di avere alle spalle una storia concreta di programmi dichiarati in grandissima parte realizzati bene.
L’aggregazione che comincia oggi a guidare il nostro Comune rappresenta poco più del 30% degli aventi diritto al voto, non ha storia, non ha espresso riferimenti ideali e di indirizzo, ha un programma generico e sconosciuto persino allo stesso sindaco, ha raccolto un consenso basato sulla “voglia di nuovo” e sul racconto distorto di cose non fatte dal sindaco e degli amministratori uscenti che invece sono precise
procedure pubbliche in corso di avanzato stato di attuazione oppure scelte di privati che esercitano legittimamente i loro diritti.

Lascerò questo posto da Consigliere ad una giovane donna

Lascerò questo posto da Consigliere ad una giovane donna, Erica Dosso, che era una bimba quando mi venne chiesto nel 1999 di “dare una mano” per il nostro Comune. Questo fatto è fondamentale per tutti noi e rappresenta la solidità del gruppo Sulbiate Insieme che oggi in quest’aula inizia il suo lavoro con la terza generazione di Amministratori. “Quello che desideri per tuo figlio desideralo per i cittadini” era lo slogan di quel periodo, Erica Dosso con Gionata Colnaghi e gli altri giovani del Gruppo, rappresentano quei figli e quei desideri che in questi anni sono stati veramente realizzati per loro. Oggi siamo qui a testimoniare con orgoglio che Sulbiate Insieme ha saputo mettere in pratica quelle intenzioni. Ogni panzana sul mio e sul nostro conto sia stata detta per carpire la buona fede degli elettori in questi 6 anni di veleni, adesso che dalle parole si dovrà passare ai fatti, si rivelerà incredibile ed inconsistente come le persone che le hanno espresse.
Prima di lasciare voglio però brevemente tracciare una memoria a questa assemblea della mia esperienza di Amministratore per la quale ringrazio tutti i sulbiatesi, compresi coloro che hanno ritenuto di cambiare preferenza dato che in questa tornata abbiamo raccolto poco più di 700 voti ma in passato abbiamo raggiunto numeri di voto quasi doppi. E’ un’esperienza che ha visto momenti di importanti risultati che sono unanimemente riconosciuti, ma anche ha assunto aspetti di profonda delusione che qui voglio ricordare affinché si mantenga alto il livello di controllo democratico.

Le amministrazioni Cavenago e Giorgi le peggiori degli ultimi 30 anni

A proposito di fatti e risultati, i sulbiatesi e la nuova generazione di amministratori qui convocati non possono ignorare che la storia recente dice che le due amministrazioni peggiori degli ultimi 30 anni per risultati e contenuti – dal 1995/1999 sindaco Cavenago e dal 1999/2004 sindaco Giorgi – sono proprio quelle che furono guidate da molti amministratori che hanno animato – coalizzati contro Sulbiate Insieme – i lunghi 6 anni di guerriglia istituzionale dal 2011 ad oggi. La risultante di questa fase è stata la costituzione di ‘per Sulbiate’, la preparazione di questa campagna elettorale congiunta e infine il fallimento politico di ‘Facciamoci in Quattro per Sulbiate’ che ha determinato certamente l’esito delle elezioni con i comportamenti e le incoerenti e vendicative indicazioni di voto che alleghiamo agli atti.

Ho iniziato a fare il consigliere comunale nel 1999

Ho iniziato a fare il Consigliere comunale proprio nel 1999 l’ultimo anno del secolo scorso, diventando nel tempo il bersaglio di questa antica politica delle vendette all’insegna del tribale principio che “in politica vale tutto” purché si distrugga l’avversario del momento. Credo non sia irrilevante per i giovani seduti in questa assemblea sapere che in questi anni tutti gli attori della prima saga (1999-2004) e di questa seconda (2017-2022), entrambe giocate all’insegna della “voglia di nuovo”, sono stati l’un l’altro acerrimi avversari o nemici
almeno una volta.
Così come quasi tutti voi seduti oggi in Consiglio, ho esordito in “Sulbiate Insieme” da neofita dell’opposizione per sostenere le ragioni del gruppo e del suo sindaco perdente Gianpiero Cavenago che era stato insultato e deriso (proprio da molte persone oggi sue alleate), in una campagna elettorale subdola e fasulla al pari di quella appena conclusa da lui e dal suo gruppo vergognosamente manipolata.

Anche nel 1999 vinse il nuovo che avanzava

Anche nel 1999 vinse il nuovo che avanzava e nel ruolo di minoranza ‘Sulbiate Insieme’ scelse di focalizzare il nostro lavoro di opposizione solo su tre obiettivi: la nuova scuola con il referendum, il salvataggio dall’abbattimento della Casa Colonica San Paolo e il contrasto al piano regolatore cementificatore. Il “nuovo” era tanto fasullo che si sciolse come neve al sole e alla verifica dei fatti, venne mandato a casa dai sulbiatesi dopo solo 5 anni. Era tanto falso quel “nuovo” che tutti oggi disconoscono quell’esperienza compresi due signori – loro si vecchi attivisti – ancora oggi seduti in questo Consiglio. Il nostro primo mandato 2004-09 servì a fare la nuova scuola e moltissime altre cose fra le quali il Piano di Governo del Territorio ancora in vigore che cercò di mitigare i disastri del Piano regolatore di ‘Comune Aperto’.

Il secondo mandato vide l’opposizione coalizzarsi intorno sigle politiche di Forza Italia e Lega che ospitarono i reduci di ‘Comune Aperto’; da parte nostra decidemmo di ospitare alcune persone dichiaratamente di area PD – sempre su base programmatica e non politica – al fine di pacificare il sistema e superare le divisioni dei tempi passati. Questa scelta provocò l’uscita del binomio Cavenago-Mattavelli che abbandonò Sulbiate Insieme per non finire con quelli che consideravano politicamente incompatibili per amministrare con loro. Da quel momento il duo avviò il progetto politico di convincere le opposizioni, compresi i gli “incompatibili” del PD, a concludere in anticipo l’esperienza del loro ex gruppo ‘Sulbiate Insieme’. Cosa che riuscì nel 2011 con le dimissioni presentate d’intesa con le opposizioni.

Il terzo nostro mandato è storia recente e fu favorito dall’incapacità nel 2012 degli ex-nemici di unire persone, principi e convenienze, che si dimostrarono oggettivamente troppo lontani fra di loro.

“L’impossibile” invece nel 2017 è avvenuto

“L’impossibile” invece nel 2017 è avvenuto. Sull’interesse pubblico ha prevalso la “voglia di non perdere ancora”. Sappiamo tutti che la probabilità di incontrarsi sui principi è pressoché nulla e quella di fare cose concrete è affidata soltanto alla capacità di voi nuovi consiglieri, perché nessuno dei vecchi giocolieri della politica novecentesca sulbiatese – tutti qui schierati davanti a noi – è mai riuscito a concludere memorabili progetti pubblici o di comunità, fatti salvi i periodi nei quali sono stati accolti a turno dall’ospitale Sulbiate Insieme.
Voglio anche fare un veloce commento, sempre personale, sui contenuti degli appelli finali espressi nelle ore precedenti il voto che sono la sintesi perfetta del livello che abbiamo raggiunto.
Li allego a questa mia dichiarazione fra gli atti pubblici perché diventino parte documentale della nostra storia amministrativa e consentano prossime verifiche della verità che verrà dimostrata dai fatti ai sulbiatesi che sono stati ingannati da contenuti informativi alterati e profondamente scorretti.

Il riferimento a “Facciamoci in Quattro” per Sulbiate

Anche ‘Facciamoci in Quattro per Sulbiate’ decide di fare all’ultimo minuto il suo appello al voto, nonostante non siano candidati. Un primo comunicato stampa di inizio campagna che lasciava libertà di voto, vien disatteso con una campagna aggressiva nelle varie assemblee e nelle piazze e nei bar a fianco di “per Sulbiate”.

Infine l’appello che si allega agli atti, viene consegnato alle famiglie l’ultimo giorno di campagna elettorale (persino distribuito a cura della lista n.1) e conferma la giravolta politica con l’invito a votare Lista n.1. Nel finale del testo, oltre al solito elenco di cose fatte giudicate fallimentari, emerge la motivazione con una frase che da il senso a tutto: “siamo lontani dal ‘Sulbiate Insieme pensiero’ la cui impostazione
politica invade la sfera personale e mortifica la crescita civile del paese, perché la gente non si sente libera di parlare e si allontana dalla vita politica e dalla vita pubblica. E’ ora di dire basta a questi condizionamenti”.

“Della Torre si vanta dell’inesperienza come vostro punto di forza”

Una frase dai contorni inquietanti che spiega da sola la confusione e la fragilità delle motivazioni di questo Gruppo che si condanna all’irrilevanza, – dopo aver bruciato un consenso del 30% di voti moderati raccolti nel 2012 e non essendo riuscito a fare una lista – con la decisione di svendere il Comune ai loro detrattori storici a danno del nostro Gruppo che pure avevano guidato in passato. Il candidato Della Torre nel suo appello si vanta dell’inesperienza come vostro punto di forza, afferma di non dovere rendere conto a logiche vecchie e poco chiare e di avere un team con conoscenza delle macchine amministrative di comuni, provincia e regione. Credo sia un caso più unico che raro leggere di un sindaco che chiede il voto facendosi forte della propria inesperienza. Sulla disponibilità dell’aiuto di un team di
persone che ha conoscenze presso gli Enti, sono affermazioni che avremo modo di verificare presto.

Inmerito invece al fatto che non dovranno rendere conto alla vecchia politica vi invito a considerare che per mettere in minoranza la lista civica “per Sulbiate” in questo Consiglio basteranno i voti di 3 soli esponenti del Partito Democratico presenti fra gli eletti. Un modo semplice e già sperimentato anche a Sulbiate per costringervi ad eseguire gli ordini di partito ribaltando la volontà popolare e quella della vostra proclamata “inesperienza-competente”.
Lei sig. Sindaco invece, facendo riferimento alla nostra lista in particolare a me, sostiene che noi preferiamo “il vecchio o meglio, l’usato, perché ritenuto più sicuro e affidabile”. Il “Nuovo” è un termine sul quale lei tanto ha insistito. Possiamo dire che questo aggettivo è stato il ‘filo rosso’ che ha attraversato la sua campagna elettorale e il tema forte che Lei ha cavalcato. Per citare ancora sue parole, il nuovo sarebbe una garanzia per “tornare ad essere un Paese dove si vive bene”, e ancora afferma che “Sento la necessità di rivolgermi in particolare a quegli elettori in cui prevale la voglia di nuovo”.
Mi sembra opportuno sottolineare che il nuovo in politica come in altri ambiti della vita umana non è un valore in sé quando non è accompagnato da altre caratteristiche quali ad esempio da competenza, impegno, intelligenza e retti intendimenti. Non le sarà sfuggito al sindaco che spesse volte il nuovo da solo ha peggiorato la vita dei cittadini e lo stato delle cose.

Che bordate all’indirizzo di Paolo Antoniazzi e Guglielmo Stucchi

Mi permetto anche di farle notare che oggettivamente il “vecchio” e l’usato è molto più presente nella sua ompagine, infatti:
a) avete come capogruppo il Sig. Antoniazzi che fu Amministratore già nel 1999 quando aveva all’incirca la mia attuale età. E’ questa la vostra rappresentazione della voglia di nuovo?
b) avete come Vicesindaco Stucchi Guglielmo il quale esordì in politica fondando Comune Aperto con Antoniazzi e che in questi 20 anni ha saltellato in 5 diversi gruppi in 4 diversi mandati amministrativi – per la cronaca: Comune Aperto, Partito Democratico, Sulbiate Insieme, Sulbiate Democratica e Solidale e infine Per Sulbiate – con particolare accanimento contro ‘Sulbiate Insieme’ che aborriva nel 1999, poi abbracciò nel 2009 e di nuovo oggi disprezza con tutte le sue forze;
c) al contrario il sottoscritto, che riconosce il valore primario del ricambio delle persone, si accinge a concludere la sua esperienza amministrativa sempre nello stesso Gruppo e avendo 60 anni; mi sarei volentieri ritirato a 57 anni, nel 2014, dopo 2 mandati pieni da Sindaco eletto dai sulbiatesi, ma alcuni suoi attuali sostenitori qui presenti, nel 2011 decisero diversamente facendo cadere quell’amministrazione nel disprezzo della volontà popolare;
d) e vi risparmio l’elenco delle persone che sono il vero “vecchio” della politica sulbiatese che oggi celebrano il “nuovo che avanza” e che in questi mesi hanno riproposto la più becera rappresentazione dell’antico vizio che ai fatti concreti e ai programmi da realizzare preferisce
anteporre convenienze, invidie, falsità e cattiverie.

“Non mi sembrate messi bene nel presentarvi come il “nuovo che avanza”

Francamente non mi sembrate messi molto bene nel presentarvi come il “nuovo che avanza”. Se aggiungiamo che dichiarate quale punto di forza la vostra inesperienza, che il vostro programma ha messo a nudo la sua impreparazione sui contenuti così alti e importanti da essere sconosciuti allo stesso candidato Sindaco, credo che i nostri concittadini non abbiano molti motivi per essere tranquilli. Fra poche settimane avremo modo di discutere le variazioni al bilancio e confidiamo di potere vedere le vostre modifiche che lo metteranno in condizioni di attuare le promesse del vostro programma elettorale e si colga con evidenza il “Nuovo” da voi tanto invocato. Ci aspettiamo, a questo punto, un cambiamento deciso  delle scelte amministrative con l’indicazione dei nuovi obbiettivi che, coerentemente con il suo programma elettorale la nuova Amministrazione si darà. Come previsto dalla norma dovranno essere quantificate le
risorse da mobilitare e i conseguenti tempi di realizzazione. Le assicurazioni circa l’esperienza del suo team e la presenza del nuovo Vicesindaco mi inducono a pensare che il programma sia stato forgiato tenendo conto delle risorse di bilancio che lui ha potuto visionare e
analizzare nei 5 anni trascorsi all’opposizione controllando atti, documenti e contenuti. Siamo quindi ragionevolmente certi che qualora non si realizzassero le vostre promesse elettorali, non potrete invocare la “difficoltà di bilancio” compresa la conseguente incapacità di chi vi ha preceduto.
Sappiate sin da ora che questa giustificazione sarà respinta. Così come non invocherete, in caso di
inadempienza sui programmi promessi, la complessità e la farraginosità delle norme che già ben conoscete
vista la vostra dichiarata competenza. Anche in questo caso respingiamo da subito ogni giustificazione.

“Alla fine voglio fare una considerazione che riguarda la mia persona”

Sono stato dipinto, anche ma non solo in questa campagna elettorale, come persona autoritaria e insensibile alle opinioni degli altri che tira diritto nella fermezza granitica delle sue convinzioni anche prevaricando i ruoli e le aspettative di altri. A fronte di questi attacchi personali su contenuti e comportamenti che mai hanno avuto a che fare con le nostre scelte amministrative ho ottenuto la stima e la solidarietà di molti amici ma anche di molte persone che conosco appena.
Francamente non mi riconosco in questa descrizione che è molto lontana dal mio sentire e dalla considerazione in cui tengo il prossimo.
Si è trattato, a mio parere, di un attacco duro ma soprattutto privo di ogni fondamento reale usato strumentalmente nel confronto politico dove persona e comportamenti si sono confusi in un groviglio inestricabile che ha inquinato molti rapporti anche tra persone alle cui spalle esisteva un consolidato rapporto che risaliva ai tempi della gioventù.
Da parte mia anche in questa campagna elettorale al di là del confronto che è stato acceso sia nel programma ma soprattutto nell’appello al voto, mi sono concentrato sulle nostre qualità e proposte concrete e non mi sono mai permesso di citare né il candidato sindaco né i componenti della sua squadra. Auspico per il futuro un deciso cambiamento di atteggiamento del quale notiamo i segni di rinnovamento
almeno nella gran parte delle nuove persone qui sedute. Confido che oggi si concluda questa fase grazie alle nostre nuove persone elette, grazie alla nostra promessa odierna di metterci le migliori intenzioni e anche del fatto che io stesso – che mio malgrado sono stato involontario segno di contraddizione in questi anni – nel giro di pochi Consigli Comunali presenterò le dimissioni per facilitare la distensione, un vero rinnovamento, ma soprattutto il ritorno alla guida del paese della terza generazione di Sulbiate Insieme.
Ringrazio tutti per l’onore che mi è stato riservato negli scorsi 13 anni di poter essere il sindaco e vice sindaco della nostra Sulbiate, l’ho fatto con grande impegno, dedizione e totale disinteresse, sempre cercando la giustizia e lavorando per la pace.

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