Politica in fibrillazione

Terremoto politico ad Arcore, la Giunta va sotto sul bilancio: Esecutivo Bono al capolinea?

Clamoroso in Consiglio Comunale: stasera, mercoledì 22 aprile, la maggioranza di centrodestra è andata sotto sul Consuntivo 2025. Decisivi i "no" di Fratelli d'Italia e lo strappo della leghista Di Tullio. Mozione di sfiducia già depositata: il Comune rischia il commissariamento

Terremoto politico ad Arcore, la Giunta va sotto sul bilancio: Esecutivo Bono al capolinea?

Doveva essere la serata del bilancio consuntivo, si è trasformata, con tutta probabilità, nel “funerale” politico della Giunta di centrodestra di Arcore guidata dal sindaco Maurizio Bono. In un’aula carica di tensione, l’Esecutivo è andato ufficialmente K.O., battuto dai numeri di un’Assise che ha voltato le spalle al primo cittadino.

Il tabellone finale non lascia spazio a interpretazioni: 8 voti a favore e 9 contrari. La maggioranza si è sgretolata sotto i colpi del “fuoco amico”, consegnando il Comune a una crisi che, salvo colpi di scena, appare ormai irreversibile.

I “traditori” e lo strappo della Lega

A pesare come macigni sono stati i voti contrari di Fabio Varrecchia e Giovanni Timpano (Fratelli d’Italia), la cui posizione critica era nota, ma il vero colpo di grazia è arrivato da Valeria Di Tullio.

Il consigliere della Lega ha ufficializzato una rottura che nell’aria aleggiava da mesi. Durante i lavori dell’Assise Di Tullio ha rassegnato le dimissioni da coordinatore cittadino del Carroccio, anticipando il suo “no” al bilancio. Un gesto che ha sancito la fine dell’idillio con Bono, con cui i rapporti erano tesi da tempo immemore.

I numeri della caduta:

Contro (9): 6 consiglieri di opposizione + Varrecchia (FdI), Timpano (FdI) e Di Tullio (Lega).

A favore (8): Resto della maggioranza e sindaco.

Caos in aula: seduta sospesa piu volte

Dopo il voto, in Assise è successo di tutto. Il consigliere del Partito democratico Simone Sgura ha colto l’attimo depositando immediatamente una mozione di sfiducia nei confronti della Giunta. Documento firmato da tutti i suoi colleghi dell’opposizione.

La Presidente del Consiglio, Laura Besana, visibilmente provata, è stata costretta a sospendere la seduta per ben tre volte nel tentativo di riportare l’ordine tra i banchi di una maggioranza letteralmente scioccata. Volti pallidi, consultazioni frenetiche nei corridoi e il silenzio spettrale dei fedelissimi di Bono hanno fatto da cornice a una disfatta politica totale.

La reazione furiosa dell’assessore al Bilancio

Se tra le fila della maggioranza serpeggiavano visi lunghi e molta delusione, sicuramente la reazione più furiosa è stata quella dell’assessore al Bilancio Serenella Corbetta che più volte, dopo la sospensione dell’Assise, si è rivolta ai suoi ormai tre ex colleghi di coalizione per chiedere le motivazioni del loro voto contrario. Di Tullio, Varrecchia e Timpano non hanno voluto replicare a Corbetta.

Un silenzio assordante che ha portato l’assessore al Bilancio ad annunciare in aula che avrebbe ritirato i punti successivi all’ordine del Giorno (uno di essi riguardava una importante variazione di bilancio) e avrebe portato all’attenzione della Giunta una richiesta di variazione straordinaria riguardanti stanziamenti importanti su diversi capitoli (manutenzione condominio ” I portici”, restituzione di 45mila euro ad un cittadino arcorese che aveva versato oneri di urbanizzazione non pertinenti, stanziamento per “Offerta Sociale” di 200mila euro, stanziamento per il Conto termico che finanzierebbe la ristrutturazione della scuola Dante Alighieri e il rifacimento degli spogliatoi del centro sportivo comunale in gestione alla Casati Arcore).

 

L’ombra di Pino Tozzi: “Il Regista”

Tra il pubblico, a godersi lo spettacolo, c’era un uomo che non ha fatto nulla per nascondere la propria soddisfazione: Pino Tozzi. L’ex assessore alla Sicurezza, licenziato da Bono tre anni fa, è stato visto gongolare apertamente.

 

I rumors di corridoio lo indicano come il vero “grande vecchio” dietro l’operazione, il regista capace di tessere la tela che ha portato i consiglieri ribelli a staccare la spina all’amministrazione.

Addirittura al termine dell’Assise lo stesso Tozzi, con un sorriso a dir poco smalliante, si è avvicinato al consigliere di opposizione Paola Palma per un breve scambio di battute tra cognati. Un gesto che ha il sapore della riappacificazione dopo quanto accadde nel settembre del 2021 al Teatro Nuovo di Arcore quando lo stesso Tozzi, durante il dibattito elettorale organizzato dal Giornale di Vimercate in occasione delle elezioni del 2021, aveva inveito proprio contro la cognata, allora candidata sindaco per il centrosinistra.

Dimissioni subito? No di Gaye

Dopo la decisione del presidente dell’Assise Besana di negare la discussione della mozione di sfiducia nei confronti di Bono, i nove consiglieri che hanno votato contro al bilancio consuntivo erano quasi tutti d’accordo sul presentare immediatamente le dimissioni dalla carica di consigliere comunale e, di conseguenza, determinare la fine della legislatura. Erano tutti d’accordo tranne il consigliere Cheick Tidiane Gaye che all’ultimo si sarebbe rifiutato di firmare il documento. Anche se la possibilità di dimissioni, da parte dei nove, non è ancora sfumata. Ma c’è un particolare da tenere in considerazione: domenica 24 maggio i consiglieri comunali di tutti comuni della Provincia dovranno recarsi al voto per il rinnovo del Consiglio provinciale.

m

Cosa succede ora?

Il futuro di Arcore è appeso a un filo. Ecco l’iter tecnico dei prossimi giorni: la Presidente Besana ha eccepito sulla mancanza di motivazioni nell’immediato, ma l’iter è avviato. Ora la mozione di sfiducia dovrà essere discussa non prima di 10 giorni e non oltre i 30 dalla presentazione. Se la sfiducia passerà, il Consiglio verrà sciolto e arriverà un Commissario Prefettizio per traghettare il Comune alle elezioni che si terranno, con tutta probabilità, nella primavera del 2027.

 

Per il sindaco Bono si prospetta una notte lunghissima. Appena terminata l’Assise ha riunito i suoi assessori per una riunione di Giunta. Tra le mura del palazzo si vocifera che il primo cittadino stia valutando le dimissioni anticipate per riprendere in mano l’iniziativa politica prima che sia l’aula a cacciarlo definitivamente.

Il comunicato stampa di Timpano, Varrecchia e Di Tullio

Terminato il Consiglio i tre consiglieri di maggioranza hanno così commentato il voto in Assise.

“Non riteniamo più sostenibile la prosecuzione dell’attuale esperienza amministrativa – hanno dichiarato i tre consiglieri di maggioranza che hanno votato contro l’Esecutivo – Nel corso degli ultimi mesi è emersa con crescente evidenza una gestione accentrata dell’azione amministrativa, accompagnata da un insufficiente coinvolgimento dei consiglieri, che ha progressivamente svuotato il ruolo del Consiglio comunale e limitato il contributo politico e istituzionale dei suoi componenti. A ciò si aggiungono difficoltà nella gestione e nella coesione del gruppo di maggioranza, nonché il venir meno di un clima di rispetto e confronto, elementi essenziali per il buon funzionamento dell’azione amministrativa. Il sindaco aveva annunciato una fase di svolta e rinnovamento che, allo stato attuale, non ha trovato concreta attuazione. Alla luce di queste criticità, riteniamo venuto meno il rapporto fiduciario alla base del mandato e chiediamo al Sindaco di assumere le conseguenti determinazioni, restituendo la parola ai cittadini. La credibilità delle istituzioni si fonda su partecipazione, rispetto dei ruoli e condivisione delle scelte: condizioni che oggi riteniamo non più garantite. Agli arcoresi non si può chiedere fiducia senza assicurare ascolto, rispetto e reale coinvolgimento. Teniamo a precisare che la scelta di votare contro è di carattere politico e non tecnico”.