Mercoledì a Lissone

Un mazzo di fiori per ricordare il radicale Enzo Tortora

I gruppi locali di Più Europa Brianza e Radicali MB renderanno omaggio al giornalista e conduttore televisivo nell'anniversario dell'arresto

Un mazzo di fiori per ricordare il radicale Enzo Tortora
Monza, 12 Giugno 2020 ore 10:53

Un mazzo di fiori a Lissone per ricordare i 37 anni dall’arresto del giornalista ed eurodeputato radicale Enzo Tortora.

Enzo Tortora si ricorda a Lissone

Mercoledì mattina, alle 10, il gruppo Più Europa Brianza e i Radicali Monza-Brianza deporranno simbolicamente un mazzo di fiori in via Enzo Tortora a Lissone.

Un gesto simbolico per ricordare il 37esimo anniversario dall’arresto dell’ex presidente del Partito Radicale tra il 1981 e il 1986.

Ogni anno i militanti dei Radicali e di Più Europa, in occasione del 17 giugno, si recano in visita alle carceri e alla casa circondariale di Monza. Un appuntamento che, quest’anno, a causa dell’emergenza legata al coronavirus è saltato.

Ma gli attivisti hanno comunque voluto organizzare un piccolo evento per celebrare la memoria della battaglia giudiziaria di Tortora e lo faranno a Lissone, uno dei pochi Comuni lombardi ad avergli dedicato una strada nell’agosto del 2008. Da qui l’idea di posizionare un piccolo mazzo di fiori ai piedi della toponomastica dedicata al giornalista e noto conduttore tv rimasto coinvolto in un episodio di malagiustizia tra il 1983 e il 1986.

Il “Caso Tortora”

Il 17 giugno del 1983 Enzo Tortora venne arrestato con l’accusa di associazione a delinquere di stampo camorristico. Ad un anno dal suo arresto, nel 1984, venne eletto deputato al Parlamento europeo nelle liste del Partito Radicale di cui fu anche presidente. Il 17 settembre del 1985 l’europarlamentare venne condannato a dieci anni di carcere, mentre il 9 dicembre il Parlamento Europeo respinse all’unanimità la richiesta di autorizzazione a procedere.

Il 31 dicembre il giornalista si dimise da europarlamentare e, rinunciando quindi all’immunità parlamentare, restò agli arresti domiciliari. Il 15 settembre 1986 arrivò l’assoluzione con formula piena dalla Corte d’appello di Napoli.

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