20 e 21 settembre

Verso il referendum: il No di Rampi e il Sì di Corbetta

Domenica e lunedì alle urne per decidere se tagliare o meno 345 parlamentari.

Verso il referendum: il No di Rampi e il Sì di Corbetta
Monza, 17 Settembre 2020 ore 09:50

Verso il referendum: il No di Roberto Rampi (Partito democratico) e il Sì di Gianmarco Corbetta (Movimento 5 Stelle). Domenica e lunedì i cittadini alle urne per decidere se tagliare 245 parlamentari.

Verso il referendum: il No di Rampi (Pd) e il Sì di Corbetta (M5S)

Con quasi sei mesi di ritardo rispetto alla data inizialmente prevista, domenica e lunedì,  20 e 21 settembre, potremo recarci alle urne per dire la nostra sul taglio dei parlamentari. Il referendum costituzionale era infatti programmato in un primo tempo il 29 marzo, poi il rinvio causa pandemia.

Trattandosi di referendum costituzionale (il quarto della nostra Repubblica) non c’è quorum, quindi l’esito della votazione sarà valido a prescindere dal numero di persone che si recheranno alle urne. Si vota domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Oltre a documento di identità e tessera elettorale quest’anno bisogna recarsi ai seggi muniti di mascherina e fare attenzione al distanziamento.

Il quesito e le posizioni dei partiti

Chi voterà «Sì» in pratica darà il suo ok alla riduzione dei deputati da 630 a 400 e dei senatori da 315 a 200. Restano i senatori a vita, ma in numero massimo di 5. Finora invece 5 era il numero massimo che ciascun Presidente della Repubblica poteva nominare. Ridotti anche i parlamentari eletti all’estero: i deputati scendono da 12 a 8, i senatori da 6 a 4. Se vincerà il No le cose resteranno come sono ora.

In sede di votazione in Parlamento la modifica alla Costituzione che taglia il numero di parlamentari ha avuto una maggioranza molto ampia, oseremmo dire bulgara. Poi sono iniziati i distinguo. Così ad esempio il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha invitato a votare Sì ma non tutti i suoi lo seguiranno. Lo stesso dicasi per il leader della Lega Matteo Salvini. Lui voterà Sì ma il governatore della Lombardia Attilio Fontana, solo per fare un esempio, ha già annunciato il suo No. Ha espresso tanti dubbi  sull’opportunità di votare Sì pure Silvio Berlusconi, quindi anche in Forza Italia non c’è una posizione unitaria.

Restano fermamente convinti della bontà del Sì il  Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia.  Matteo Renzi (Italia Viva) ha lasciato libertà di voto  Schierati ufficialmente per il «No» troviamo Azione di Carlo Calenda e +Europa di Emma Bonino e altri partiti della variegata sinistra. Per il No anche il movimento delle Sardine, l’Anpi e altre associazioni.

Ricordiamo che il referendum è stato voluto da uno schieramento trasversale di senatori, altrimenti la riforma sarebbe passata senza alcuna consultazione.

Qui presentiamo proprio le posizioni di due senatori, Roberto Rampi, vimercatese, esponente del Partito democratico e Gianmarco Corbetta, Bovisiamo, esponente del Movimento 5 Stelle. I due in queste settimane non si sono limitati a dire quel che voteranno ma hanno fatto campagna elettorale con convinzione, anche con lettere ai giornali (Rampi) e apparizioni Tv (Corbetta).

“Non tagliamo le corde vocali con cui far sentire la nostra voce”

Taxi o bus? Il senatore Pd Rampi sceglie la bicicletta
Il senatore del Partito democratico Roberto Rampi

Il senatore del Partito democratico Roberto Rampi è fra quanti hanno chiesto il referendum, quindi il suo è un “No” convinto, che ha illustrato in più occasioni perché “non si tratta di tagliare posti, prebende, stipendi ma si tratta di tagliare le corde vocali con cui far sentire la propria voce e le mani con cui determinare i propri destini”.

Rampi è consapevole che c’è tanta gente che pensa che la politica sia inutile, che già tagliare qualche centinaio di esponenti politici è un bel risultato “ma chi ragiona così dovrebbe riflettere che se si vuol dare per scontato che i politici non possono che essere dannosi parassiti, allora averne sempre meno renderà semplicemente ognuno più dannoso, meno diluito per così dire nella propria supposta velenosa influenza”.

A giudizio di Rampi, insomma, non c’è una sola ragione per cui questo taglio potrebbe avere esiti positivi.

“Il tema – rimarca – è avere buoni politici e cercare di capire l’impegno, l’attività di ognuno nell’Aula ma anche in ognuna delle quattordici commissioni e delle centinaia di temi specifici da presidiare, in ognuno dei territori così diversi di cui composta la nostra lunghissima penisola”.

A giudizio del senatore Pd se si fa questo esercizio “si arriverà velocemente a cogliere che i numeri pensati dai Costituenti non erano estratti a sorte”.

“L’obiettivo non è il risparmio, bensì una maggiore efficienza”

Il senatore del Movimento 5 Sette Gianmarco Corbetta

Il senatore Gianmarco Corbetta del Movimento 5 Stelle è invece convinto che “il taglio del numero dei parlamentari è una necessità ampiamente condivisa tra i cittadini. Quella del 20-21 settembre è un’occasione storica da non perdere, perché se non passa ora, del taglio dei parlamentari non se ne riparlerà più per i prossimi 50 anni”.

Corbetta rimarca quindi che “l’obiettivo di questa riforma costituzionale non è il risparmio economico (che è comunque una conseguenza non trascurabile): la riduzione serve per avere un Parlamento più efficiente e allineato ai numeri delle maggiori democrazie europee. Mancherà la rappresentanza a tanti territori? Falso. La rappresentanza non riguarda i territori ma gli elettori; tutti i territori, più o meno popolosi, vedranno ridursi di circa un terzo gli eletti, in egual misura. L’attuale numero dei parlamentari fu stabilito nel 1963; da allora a oggi il mondo è completamente cambiato! La facilità di spostamento, lo sviluppo delle telecomunicazioni e l’avvento del digitale rendono estremamente più facile per un parlamentare mettersi in contatto e rappresentare le istanze di un gran numero di elettori. Non esiste nessun rischio democratico”.

A che fa presente che si procede al “taglio” senza una nuova legge elettorale Corbetta ribatte  che “la nuova legge è nei patti di Governo, che non abbiamo nessuna intenzione di tradire. Si procederà speditamente da settembre in avanti, non occorrerà molto tempo”.

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