La verifica fiscale Guardia di Finanza è un controllo che può generare timori e incertezze nei contribuenti.. Anche una simulazione verifica fiscale può aiutare a prepararsi in modo consapevole, riducendo rischi ed errori e gestendo al meglio il rapporto con i verificatori. Vediamo insieme come funziona e quali comportamenti adottare per affrontarla correttamente.
Che cos’è la verifica fiscale della Guardia di Finanza
La verifica fiscale Guardia di Finanza è un’attività di controllo svolta dal Corpo della Guardia di Finanza con l’obiettivo di accertare il corretto adempimento degli obblighi tributari e fiscali. Si tratta di uno strumento essenziale per contrastare l’evasione e l’elusione fiscale, garantendo l’equità del sistema tributario.
La verifica può riguardare persone fisiche, lavoratori autonomi, imprese individuali, società di persone o di capitali, enti commerciali e non commerciali. Può essere avviata a seguito di analisi di rischio, segnalazioni, controlli incrociati o nell’ambito di piani di intervento programmati. I verificatori possono accedere ai locali dell’attività, esaminare la documentazione contabile e fiscale, richiedere chiarimenti e acquisire informazioni utili.
L’attività ispettiva può essere di breve durata oppure protrarsi nel tempo, a seconda della complessità della posizione del contribuente. Al termine della verifica viene redatto un processo verbale di constatazione (PVC), nel quale sono riportate le eventuali irregolarità riscontrate e le osservazioni delle parti. È importante sottolineare che la verifica fiscale Guardia di Finanza non coincide automaticamente con una sanzione: è piuttosto una fase istruttoria che può condurre, eventualmente, a successivi accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Come comportarsi in caso di verifica
Tra i principali diritti vi è quello di essere informati sulle ragioni del controllo, sull’oggetto della verifica e sui periodi d’imposta interessati. Il contribuente ha inoltre la facoltà di farsi assistere da un professionista qualificato, come un commercialista o un avvocato tributarista, fin dalle prime fasi dell’ispezione. È previsto anche il diritto di prendere visione degli atti, presentare memorie difensive e formulare osservazioni in merito ai rilievi contestati.
Accanto ai diritti, esistono precisi doveri. Il contribuente è tenuto a collaborare con i militari della Guardia di Finanza, mettendo a disposizione i documenti richiesti e fornendo informazioni veritiere e pertinenti (i casi di cronaca relativi a ciò che i militari possono scoprire sono molteplici). La collaborazione non implica rinunciare alla propria tutela, ma consente di gestire il controllo in modo più ordinato e professionale.
Come gestire la verifica fiscale da parte della Guardia di Finanza
All’inizio dell’attività ispettiva è legittimo chiedere l’esibizione dell’ordine di accesso, che deve indicare i nominativi dei verificatori, l’oggetto dell’intervento e gli anni d’imposta oggetto di controllo. Questo passaggio consente di avere un quadro chiaro della situazione e di verificare la regolarità dell’operato.
Essere informati sui propri diritti e obblighi aiuta a rispondere correttamente alle richieste e a evitare dichiarazioni improprie. In questo contesto, il supporto di un professionista esperto in controlli fiscali è fortemente consigliato: il consulente può interfacciarsi con i verificatori, assistere nella produzione della documentazione e valutare eventuali contestazioni.
Qualora non tutta la documentazione sia immediatamente disponibile, è possibile richiedere termini congrui per la consegna. Le risposte alle domande devono essere precise e sintetiche, evitando di fornire informazioni non richieste o interpretazioni personali.