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Planimetria catastale: come richiederla e perché è utile averla

Planimetria catastale: come richiederla e perché è utile averla
Idee & Consigli 30 Maggio 2022 ore 14:46

Hai messo gli occhi su una casa da acquistare o vuoi vendere la tua abitazione? Uno dei documenti necessari è la planimetria catastale, che può essere richiesta anche online. Si tratta della fotografia che il catasto possiede di una specifica unità immobiliare, che non ha una scadenza precisa se non nel momento in cui viene aggiornata presso l’Agenzia delle Entrate. La planimetria catastale contiene la destinazione d’uso dei locali e la disposizione delle diverse stanze. Come già accennato, viene richiesta al momento di una compravendita, di una locazione o di una gestione immobiliare, ma può servire anche per ragioni fiscali, e in particolare per il calcolo della rendita catastale (valore utilizzato per il calcolo delle tasse di proprietà).

Può servire non solo al privato cittadino, ma anche agli agenti immobiliari, agli amministratori di condominio, alle banche prima di erogare un mutuo, a geometri o commercialisti. E’ la legge a prevedere che prima della stipula di un atto di compravendita sia verificata la conformità catastale dell’immobile. Un documento che è formato da data e protocollo di presentazione al catasto, nome del tecnico che l’ha redatto, luogo in cui si trova l’immobile, scala di rappresentazione, estremi identificativi catastali (foglio, particella, subalterno).

La planimetria catastale non è un atto pubblico, in quanto può essere richiesta o dall’intestatario dell’immobile o da un suo delegato, che nel caso specifico può essere un professionista del settore.

Un tema, quello della riorganizzazione del catasto, che da mesi è al centro del dibattito politico. C’è l’intenzione di fare chiarezza nel settore, visto che ci sarebbero oltre 2 milioni di immobili presenti negli archivi del catasto che però non appaiono nelle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti. Un “vuoto” che il governo punta a colmare, anche su pressione dell’Unione Europa (ha indicato la regolarizzazione del catasto come condizione per ottenere i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza). Per alcune parti politiche, una riforma del catasto finirebbe per far aumentare le tasse sugli immobili, ed è per questo che si sta procedendo separando la ricognizione di immobili e fabbricati dalla revisione delle rendite. E’ evidente che un aggiornamento andrà fatto, visto che i valori in vigore oggi risalgono al 1989, valori che ormai hanno poca attinenza con il mercato di oggi. Tre le linee guida che stanno alla base della riforma: identificare gli immobili fantasma, riclassificare sin da subito e con le regole attuali gli immobili che hanno cambiato le loro caratteristiche, aggiornare le rendite ai valori reali.

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