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Rampe di carico per camion: i criteri per la scelta

Rampe di carico per camion: i criteri per la scelta
Idee & Consigli 08 Novembre 2022 ore 07:00

C'è un elemento fondamentale all'interno delle baie industriali utilizzate per le operazioni di carico e scarico da mezzi pesanti: si parla delle rampe di carico per camion, le quali hanno il ruolo di collegare una superficie fissa, ovvero il piano del magazzino, a una superficie mobile, ovvero il piano del rimorchio. Non esiste però un'unica tipologia di rampe industriali: è necessario scegliere il modello giusto considerando lo spazio a disposizione per le manovre dei mezzi pesanti, l'escursione positiva e negativa, la flessotorsione laterale, l'altezza della banchina, il tipo di mezzi da servire, il tipo di carrello utilizzato per le operazioni di carico e di scarico, e via dicendo. Vediamo quindi per esempio quali tipologie di rampe di carico per camion vengono proposte nel catalogo Armo, azienda italiana leader del settore, che può contare su 50 anni di esperienza.

Le principali tipologie di rampe di carico per camion

Rampe a sponda rotante: le rampe con spondina o becco rotante di Armo costituiscono uno strumento sicuro e pratico per colmare il gap tra il piano del magazzino e il cassone del camion, garantendo un alto livello di facilità di utilizzo. Tra i punti di forza di questa tipologia di collegamento tra la baia di carico e il rimorchio del camion vi sono anche degli aspetti legati alla manutenzione. La peculiare forma della spondina Armo previene infatti l'accumulo di detriti, così da eliminare sul nascere la possibilità di problemi alla rotazione; in secondo luogo, il posizionamento frontale del motore, localizzato sul pianale fisso della pedana, permette controlli veloci per la manutenzione ordinaria, come per esempio la verifica dei livelli dell'olio.

Pedane a spondina telescopica: le pedane a spondina telescopica rappresentano una tipologia completamente diversa di rampe di carico. Si parla infatti in questo caso di rampe che, in luogo della spondina rotante, presentano un becco telescopico capace di estendersi fino a 500 millimetri o fino a 1000 millimetri. La possibilità offerta è quindi quella di avere un piano sicuro per le operazioni di carico e di scarico anche nei casi in cui, vista la disposizione della baia di carico, non sia possibile per i camion effettuare il classico avvicinamento in retromarcia, o nei casi in cui lo spazio risulti insufficiente per l'effettivo appoggio del becco della rampa. Le pedane a spondina telescopica risolvono questi problemi, garantendo un collegamento sicuro in quasi tutte le possibili posizioni del rimorchio rispetto alla spondina.

Mini rampe da banchina: le mini rampe da banchina sono state ideate per attrezzare le banchine con uno scarto ridotto in termini di altezza tra il piano del magazzino e quello dei rimorchi. Per venire incontro a ogni esigenza dei magazzini, Armo propone nel proprio catalogo delle mini rampe sia da esterno sia da da fossa, così da poter installare eventualmente la pedana sia in nuove baie di carico, sia come sostituzione di impianti precedenti. Va sottolineato che l'utilizzo di queste rampe risulta estremamente semplice, grazie all'automazione della pedana che, una volta attivata, segue automaticamente i movimenti del cassone, garantendo un collegamento comodo e sicuro. Le mini rampe da banchina Armo costituiscono così l'alternativa ideale alle classiche rampe idrauliche.

Rampe di raccordo in alluminio: ci sono infine le rampe di raccordo in alluminio. Si tratta di una tipologia di collegamento estremamente versatile, in grado di colmare qualsiasi dislivello presente tra il piano del rimorchio e quello del magazzino. Realizzate in lega leggera e acciaio, garantiscono allo stesso tempo un alto livello di sicurezza e una manutenzione agevole e veloce.

La messa in sicurezza della baia di carico non si esaurisce con la sola scelta della migliore rampa di carico. Di volta in volta sarà infatti necessario installare anche altri positivi, in base alle esigenze e alle peculiarità del contesto: si parte dalle più semplici guide a terra o dai tamponi respingenti per arrivare a dispositivi più complessi, come i sistemi di sicurezza automatizzati con semaforo e gli innovativi sistemi di attracco con gestione distanza.

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