2.631,75 euro: è questo il costo medio mensile di un posto letto in una delle 738 Residenze sanitarie assistenziali del territorio di ATS Brianza. Al giorno fanno 87,72 euro, all’anno 31.581.
Anziani e RSA, costi in crescita e liste d’attesa: la fotografia di Fnp Cisl
In Lombardia siamo il territorio con le rette medie più alte, secondi solo all’ATS Città Metropolitana di Milano dove si arriva anche a quota 97,85 euro, e nel caso dei cosiddetti “solventi” anche a 103 euro.
Invecchiamento della popolazione
La questione è centrale e, visto l’innalzamento dell’età media, è destinata a diventarlo sempre di più: su 1.213.050 abitanti nel territorio (al 01/01/25) si contano infatti 295.514 over 65enni (24,36%), 5000 in più del 2024 quando la popolazione residente era di 1.211.258.
A tracciare il quadro della situazione è un report realizzato annualmente dalla Fnp, il sindacato dei pensionati della Cisl, che analizza i dati forniti da Regione Lombardia, dalle Ats e dalle singole strutture.
Il costo totale di una degenza si compone di due parti: c’è una quota sanitaria (tariffa) e una quota sociale o alberghiera (retta). Nei posti letto “contrattualizzati” (ovvero convenzionati con il sistema pubblico), la Regione paga la quota sanitaria e l’assistito quella sociale/alberghiera, mentre nei posti letto “solventi” la spesa è tutta a carico dell’assistito.
Il peso economico sulle famiglie
“Il problema è sotto gli occhi di tutti – osserva la segretaria della Fnp Cisl Monza Brianza Lecco, Caterina Valsecchi –, se consideriamo che il valore medio di una pensione varia tra 1.300 e 1.400 euro al mese, anche aggiungendo i 550 euro dell’indennità di accompagnamento si resta ben al di sotto dell’importo della retta e quindi bisogna attingere ad eventuali risparmi o all’aiuto di congiunti e parenti. A partire dal periodo post pandemico la Regione ha erogato contributi per circa 220 milioni di euro annui agli enti gestori delle Rsa, ma non è intervenuta per sostenere le famiglie che si trovano sempre più in difficoltà, in un contesto economico già complicato. Con l’assessorato al Welfare è in atto un confronto su questo tema e l’auspicio è che si possano concordare presto delle misure finalizzate a contenere le spese a carico degli utenti”.
Liste d’attesa e carenza di posti
Chi non può permettersi la spesa di una Rsa spesso ricorre ad una badante: in Lombardia, secondo Assindatcolf e Centro Studi Idos, nel 2028 ne serviranno 153 mila. Ma l’impatto economico non rappresenta l’unica criticità: chi si trova nella necessità di ricoverare un anziano ha anche il problema di trovargli un posto in tempi accettabili.
Nel 2025 le domande in lista d’attesa nel territorio di Ats Brianza, che comprende le Province di Monza Brianza e Lecco, erano 14.829, 1.220 in più del 2024 (va precisato che si può fare domanda in diverse strutture). In molti casi, tra la ricerca di un letto libero e di importi più accessibili, le famiglie sono costrette a portare il proprio caro in altre province, lontane dal luogo di residenza.
Nell’ultimo anno questo fenomeno è cresciuto, come dimostra il significativo allungamento delle “code” nelle ATS Montagna (+42%) e Valpadana (+37%). In Lombardia, il tasso di saturazione dei posti è del 98% e il tempo medio di attesa all’ingresso è di 116 giorni.
Impatto sociale e umano
Questa “migrazione” ha anche un forte risvolto emotivo. È, infatti, evidente che se i famigliari vivono a molti chilometri di distanza, la frequenza delle visite è destinata a diminuire, accentuando così i problemi di solitudine di cui soffrono molti anziani.
“Il mondo delle Rsa è a tutti gli effetti un mercato – afferma il Segretario Generale CISL Monza Brianza Lecco, Mirco Scaccabarozzi – ma viste le implicazioni sociali che lo riguardano non può essere gestito solo come tale. Oltre alle notevoli differenze di costi, ci sono diversità anche nei servizi. Il report ha evidenziato che ci sono strutture che nella retta includono prestazioni importanti che altrove vengono fatte pagare, aumentando ulteriormente i costi per le famiglie. Sarebbe auspicabile giungere ad una maggiore uniformità, definendo una tipologia di servizi che devono essere garantiti per tutti gli ospiti delle Rsa accreditate. È anche questa una questione di equità e giustizia”.
Servizi offerti nelle strutture
Il 66% delle strutture territoriali analizzate garantisce un servizio di lavanderia e stireria, il 51% prevede il parrucchiere, il 42% il podologo, mentre appena il 19% il trasporto.
Un altro tema emergente in Lombardia è quello delle persone affette da Alzheimer. Nella regione le persone con diagnosi di questa patologia o di demenza sono 33.254.
I posti dedicati stanno aumentando: nel 2025 si contano 195 Nuclei Alzheimer con 4.910 letti e il trend è in aumento con 330 in più rispetto al 2024, ma il fabbisogno è molto superiore. Nel territorio di ATS Brianza i nuclei Alzheimer sono 26 con una disponibilità di 659 posti letto, 6 strutture in più del 2024 con un incremento di 133 posti.
Delle 73 Rsa attive (+3 sul 2024) 70 sono private (96%) e 3 pubbliche (4%). Tra le realtà private, 19 hanno la natura giuridica di fondazione, 17 di cooperativa sociale.
I posti letto autorizzati sono 6.637, di questi 5.283 sono anche “contrattualizzati” e 1.354 solo solventi. Negli ultimi 5 anni i posti contrattualizzati sono rimasti stabili (+1%) mentre quelli solventi sono aumentati di 445 unità (+49%).
In Lombardia gli assistiti totali nel 2025 sono stati 88.456. L’età media all’ingresso nella Rsa è di 85,5 anni. Secondo gli ultimi dati disponibili il tasso di mortalità nei primi 30 giorni dal ricovero è dell’8%. Il sistema delle Rsa lombarde occupa 68.183 lavoratori e lavoratrici.
L’offerta di assistenza sociosanitaria non si esaurisce però con le sole Rsa, in Lombardia sono infatti attivi 142 alloggi protetti per gli anziani, 63 centri diurni, 156 comunità alloggio sociale, 305 centri diurni integrati, 185 comunità sociosanitarie e 73 hospice.