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Docente fantasma, i genitori scrivono al Miur

Il caso è esploso in una scuola primaria di Monza dopo anni di sostituzioni

Docente fantasma, i genitori scrivono al Miur
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Una docente di matematica «fantasma» sta creando non pochi problemi in una scuola primaria di Monza. Dopo aver subito da anni cambi e sostituzioni alla faccia della continuità didattica, i genitori della sezione hanno deciso di prendere carta e penna e scrivere direttamente al Ministero dell’Istruzione dopo l’ennesima «tegola» arrivata con la ripresa scolastica.

La docente è in malattia

«Quest'anno l'insegnante di matematica risulta non pervenuta. La cattedra è stata assegnata a una maestra che da anni esercita il suo (per altro) legittimo diritto al ricongiungimento familiare - raccontano i genitori - Purtroppo quest'anno non essendo la docente riuscita ad ottenerlo (per motivi a noi sconosciuti), sta inviando giorni di malattia e non sembra intenzionata a prendere servizio. Questa situazione crea un grosso danno agli studenti che in questo modo non potranno avere una supplenza fissa».

La lettera al Miur

Una doccia fredda per i genitori e gli alunni dell’elementare di Monza che dopo due anni di scuola a singhiozzo tra quarantene, chiusure, Dad, ora si trovano ad affrontare anche questa ennesima mancanza. E la «somma» delle situazioni ha inevitabilmente fatto rovesciare un vaso già colmo. Oltre che al Miur, i genitori hanno scritto anche al sindaco di Monza Dario Allevi (che ha la delega di Anci all’Istruzione) informandolo della situazione.
I genitori hanno anche incontrato la dirigente scolastico dell’istituto che ha preso a cuore il problema, ma non ha - purtroppo - per come è l’ordinamento italiano la possibilità di risolverlo.

La preside non può fare nulla

«La preside ci ha gentilmente ascoltato e spiegato come non sia nei suoi poteri modificare lo stato di fatto. Noi come genitori ci chiediamo cosa sia possibile fare per superare questo gap istituzionale in cui ci troviamo (e come noi chissà quanti altri studenti) - hanno poi ribadito i genitori che hanno indirizzato la missiva - Quello dello studio è un diritto imprescindibile e deve essere garantito a tutti, è vergognoso vedere la differenza rispetto a enti privati o paritari». In casi come questi (seppure non così frequenti per fortuna) il rischio, infatti, è di ripercussioni sulla didattica e sul reale apprendimento degli alunni, «sballottati» tra diverse supplenze. «E' inaccettabile che i nostri figli non ricevano un'adeguata istruzione - scrivono ancora i genitori d - Spiegateci come può un insegnante la cui permanenza può essere rinnovata presso la classe ogni 2 o 3 giorni organizzare e portare avanti il programma con dei bambini di 8 anni! Chiediamo solo una valida alternativa a questo vuoto».

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