Progetti scolastici

Scuole di Villasanta in prima linea per un uso consapevole della rete… e non solo

"Abitare le emozioni", "Io ho scelto", "Generazioni connesse", "Benessere digitale": sono solo alcuni dei tanti progetti messi in campo dall’Istituto comprensivo di Villasanta

Scuole di Villasanta in prima linea per un uso consapevole della rete… e non solo
Scuola Vimercatese, 12 Febbraio 2021 ore 12:38

Le scuole di Villasanta si confermano in prima linea per un uso consapevole della rete.

“Abitare le emozioni”, “Io ho scelto”, “Generazioni connesse”, “Benessere digitale”: sono solo alcuni dei tanti progetti messi in campo dall’Istituto comprensivo di Villasanta, guidato dalla preside Nora Terzoli, nel corso degli anni, per sensibilizzare alunni e famiglie circa i pericoli del web ed educare le giovani generazioni ad un uso corretto della tecnologia, implementandone il suo utilizzo anche nella didattica quotidiana.

Settimana ricca di eventi

La settimana appena trascorsa ha visto i ragazzi protagonisti di eventi significativi, nei quali le tante classi dell’istituto hanno avuto occasione di confrontarsi, in prima persona, con chi opera in campo educativo o chi si occupa della rilevazione e gestione delle problematiche connesse ad un uso non consapevole delle tecnologie digitali.

Nella mattinata di martedì 9 febbraio, le classi terze medie hanno preso parte all’evento “Cuori connessi”, che quest’anno, per via della pandemia, non si è tenuto in tour nei teatri italiani, ma sui canali social della Polizia Postale.

“#CUORICONNESSI – Tu da che parte stai?”

Più di 3mila scuole in tutta Italia hanno avuto l’occasione di confrontarsi su temi fondamentali quali l’iper-connessione delle giovani generazioni e i rischi della navigazione in rete, con l’obiettivo di rendere i ragazzi cittadini digitali capaci di gestire le sfide del mondo virtuale e di riconoscerne i pericoli.

“Attraverso il racconto delle storie dei loro coetanei, pubblicate nel nuovo libro “#CUORICONNESSI – Tu da che parte stai?”, i ragazzi hanno potuto immedesimarsi e riflettere sulle possibili conseguenze di azioni che possono sembrare innocue, come l’invio di foto intime o i commenti offensivi, ma che si rivelano spesso causa di gravi disagi emotivi per chi ne è vittima, nonché vere e proprie azioni perseguibili penalmente”, hanno sottolineato gli insegnanti.

Genitori a confronto con i volontari del progetto “Safe2Web”

Consapevoli di quanto sia fondamentale il coinvolgimento delle famiglie nell’azione educativa dei figli, la serata del 9 febbraio è stata dedicata proprio a loro (clicca qui per rivedere l’incontro). I genitori hanno preso parte ad un evento live sulla piattaforma “Teams” organizzato dalla scuola in collaborazione con i volontari del progetto Safe2Web di HPE (Hewlett Packard Enterprise) e Generazioni Connesse, durante il quale si sono confrontati con le difficoltà di accompagnare i figli nel “mondo virtuale”, dimensione nella quale i ragazzi sembrano essere molto più a loro agio dei loro genitori.

La sensazione di mamme e papà di sentirsi inadeguati

Hanno condiviso strumenti per esercitare un controllo sicuro sulle attività dei ragazzi, senza inibire o proibire l’uso della tecnologia, ma garantendo quel necessario accompagnamento dell’adulto, in un mondo che può rivelarsi pieno di pericoli, che un adolescente non sarebbe in grado di gestire in autonomia. Durante la serata è emersa fortemente la sensazione di inadeguatezza di molti genitori nel rapportarsi con il mondo virtuale dei loro figli, appartenenti alla cosiddetta “generazione Z”.

Da qui, inevitabilmente la preoccupazione di non riuscire a proteggerli come vorrebbero. I relatori hanno fornito utili consigli per impostare, anche nella realtà virtuale, una relazione proficua tra figli e genitori, alla quale i primi possono contribuire con le loro abilità e conoscenze del mondo della rete e i secondi con la consapevolezza dei pericoli e la capacità di valutare le conseguenze delle loro azioni: una relazione basata sulla fiducia reciproca piuttosto che sul controllo.

Alla scoperta delle emozioni

Ieri pomeriggio, giovedì 11 febbraio, la dottoressa Lorenza Magni, che da anni incontra i ragazzi dei due ordini di scuola primaria e secondaria di primo grado in un percorso alla scoperta delle emozioni, ha incontrato le famiglie per una relazione sul lavoro svolto con gli alunni della scuola “Fermi”: ha evidenziato la difficoltà dei ragazzi di “abitare le emozioni” in questo tempo “sospeso” della pandemia e nel mondo virtuale dei social e ha ribadito la necessità di fornire loro regole di utilizzo degli strumenti digitali e un’attenta e rassicurante supervisione genitoriale.

Strumenti utili per prevenire il bullismo

Le recenti esperienze sono il frutto di un’azione di formazione costante messa in campo dall’IC Villasanta, nel corso degli anni, per prevenire ogni forma di bullismo e di prepotenza e per educare ad una cittadinanza digitale consapevole.
Anni fa, la scuola, con l’aiuto del “Safer Internet Centre Italia”, ha elaborato una propria policy di E-Safety indicante le norme comportamentali e le procedure per l’utilizzo delle TIC in ambiente scolastico e le misure per la prevenzione di ogni forma di prevaricazione o di cyber-bullismo.

“Il benessere digitale”

Lo scorso anno, i docenti avevano collaborato con il team di ricerca “Benessere digitale” dell’Università Bicocca di Milano, che si occupa del rapporto tra media digitali e qualità della vita, lavorando alla stesura di progetti interdisciplinari legati al mondo della tecnologia, da diffondere nelle scuole secondarie di primo grado.

“L’attenzione dimostrata dagli alunni e i riconoscimenti avuti da più parti in merito alla loro attiva partecipazione a questi momenti sono il risultato più bello che la scuola potesse attendere – hanno sottolineato le insegnanti – Il loro apprezzamento del progetto sarà motivo per continuare a investire nella direzione della formazione, per contribuire all’educazione di cittadini capaci di relazioni vere, empatiche e sincere e prevenire ogni forma di prevaricazione e prepotenza, sia essa reale o celata dietro lo schermo anonimo di uno smartphone”.

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