Villasanta

Sì alla schiscetta a scuola, il Tar dà ragione ai genitori

Sei famiglie avevano impugnato la circolare della preside Terzoli che impediva il consumo della schiscetta a scuola

Sì alla schiscetta a scuola, il Tar dà ragione ai genitori
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Si al pranzo portato a scuola da casa, i genitori dell'istituto comprensivo di Villasanta vincono al Tar.

Ennesimo colpo di scena di quella che oramai è diventata una vera e propria telenovela, a Villasanta, sul discorso autorefezione, cioè la possibilità per gli studenti delle due scuole elementari "Villa" e "Oggioni" e della media "Fermi" di consumare il pasto portato da casa. Dunque il Tar ha stabilito che gli studenti possono portarsi il pranzo da casa senza usufruire del servizio mensa, annullando l'atto con cui la dirigente Nora Terzoli, lo scorso settembre, aveva vietato l'autorefezione.

Il Tar ha dato ragione ai genitori

La preside Nora Terzoli, come detto, aveva escluso la possibilità di consumare a scuola la tradizionale schiscetta a scuola.

Tutto ebbe inizio nel 2022 quando una dozzina di mamme e papà, sulla scorta di alcune pronunce del Tar Lombardia e del Consiglio di Stato, avevano chiesto alla dirigente la possibilità di introdurre questa opzione. Durante il mese di gennaio e febbraio dello scorso anno si era dibattuto molto in Consiglio di Istituto di questa ipotesi e, successivamente, era stato adottato il Regolamento che prevedeva la possibilità, per i ragazzi delle scuole elementari e medie, di poter consumare, in mensa, il cibo portato da casa insieme ai loro compagni che, invece, utilizzano il servizio di refezione. Decisione che, però, è sata disattesa, come affermato dalla dirigente la quale, nella sua missiva dello scorso settembre inviata ai genotiri, aveva  ripercorso i punti salienti della questione.

Già lo scorso autunno il Tar aveva sospeso il decreto della dirigente, ora invece è arrivata la sentenza.

Cosa dice la sentenza?

"L'istituto scolastico, avendo approvato uno specifico regolamento, ha mostrato di avere capacità organizzativa per consentire l'autorefezione - si legge nella sentenza - La dirigente ha l'0bbligo di garantire, nei limiti dei mezzi a disposizione, l'esecuzione del regolamento in materia di autorefezione".

Si era opposto il Ministero della Pubblica Istruzione

Ad opporsi ai genitori, ricordiamo, era stato il Ministero della Pubblica Istruzione che aveva chiesto il rigetto del ricorso, eccependone anche l’inammissibilità per difetto di interesse e mancanza di legittimazione passiva dell’amministrazione scolastica, oltre che difetto di giurisdizione del Giudice adito, con riferimento alla domanda di accertamento del diritto all’auto-refezione.
Secondo il Ministero dell’Istruzione, la nota impugnata consisterebbe “in una mera comunicazione” – e non in un provvedimento amministrativo - della dirigente scolastica ai genitori degli alunni, non sarebbe interpretabile come divieto di auto-refezione, e, anche qualora fosse annullata, “ciò non apporterebbe alcun risultato utile ai soggetti ricorrenti”.

Di tutt'altro avviso, invece, la decisione del Tar che riconosce ai genitori e ai loro figli l'interesse legittimo di portarsi il pranzo da casa a scuola.

Ce l'abbiamo fatta

"Dopo oltre due anni di battaglie siamo felici di annunciare la nostra schiacciante vittoria. Il pieno di diritto di tutti gli alunni del Comprensivo Villasanta di consumare a scuola il loro pasto domestico è stato definitivamente sancito dalla sentenza di oggi - hanno commentato i genitori ricorrenti - I tentativi di ostacolarci da parte del Comune di Villasanta e di Pellegrini Spa sono caduti nel vuoto. Cari genitori, a maggio riapriranno le iscrizioni per la conferma, o meno, dei vostri figli, al servizio di refezione comunale. Perché subire passivamente altri rincari? Da oggi avrete la possibilità di una scelta piena e legittima".

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