Con una tecnica particolare

I soci dell'UICI di Monza imparano a giocare a golf

Nelle ultime settimane i soci sono stati impegnati sul campo da golf di Usmate Velate, sotto la guida di un maestro federale

I soci dell'UICI di Monza imparano a giocare a golf
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Inizialmente era sembrata una follia. Ma dopo i primi allenamenti tutti si sono dovuti ricredere. Impressionanti i progressi fatti dagli atleti soci dell'UICI di Monza, Associazione che riunisce persone non vedenti o ipovedenti, che nelle ultime settimane sono stati impegnati sul campo da golf di Usmate Velate, sotto la guida di un maestro federale.

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I soci dell'UICI di Monza imparano a giocare a golf

Un appuntamento al quale i golfisti con disabilità visiva hanno preso parte con entusiasmo, non solo per vivere un pomeriggio all’aria aperta, ma soprattutto per socializzare, divertirsi e vincere. Perché lo spirito agonistico alla fine emerge.

"Sembrava anche a me impossibile – spiega Ernesto Pala, ipovedente che giocava a golf già prima dell'insorgenza dei problemi alla vista -. Io che da anni praticavo il golf sapevo bene che la vista era fondamentale. Perché quella pallina che ti trovi davanti ai piedi la devi vedere, e devi anche vedere dove è la buca, la direzione, la distanza".

La tecnica

Ma c'è una tecnica particolare che permette anche a chi non vede di approcciarsi a questo sport, naturalmente con l’ausilio del maestro che lo segue passo passo, e che “rinforzando” certe abilità non legate alla vista permette al giocatore di andare in buca.

Il maestro insegna e accompagna il giocatore nella posizione e nel movimento da eseguire quando viene colpita la pallina. Il maestro posiziona anche in modo corretto il bastone, facendo ripetere l’esercizio tante volte così da renderlo automatico. Tuttavia, non potendo vedere dove viene posizionata la pallina, il professionista la batte sul ferro permettendo, attraverso le vibrazioni, di far percepire la posizione e quindi, al momento del tiro, permettere al golfista non vedente di colpirla; l'insegnante indica anche  la direzione dove va lanciata e la distanza, all’incirca, che c’è dalla buca così che il giocatore possa calibrare potenza e direzione del lancio.

"Io sono rimasto senza parole di fronte alla bravura dei miei compagni non vedenti - continua Ernesto -. E con me anche gli altri golfisti che, quando scoprono che quel bel lancio è stato eseguito da una persona cieca restano basiti. Le prime volte capita di fare lanci a vuoto, cosa che accade anche alle persone normodotate. Quando il giocatore ha compreso il movimento e “sentito” la posizione della pallina il gioco è fatto".

Gli atleti brianzoli dell’UICI sono però straordinari: sono centinaia le nozioni che via via hanno appreso per muoversi autonomamente, sempre con l’ausilio del maestro, sul campo da golf.

"Una esperienza straordinaria"

"Insegnare a persone non vedenti è un’esperienza straordinaria - spiega l'insegnante Matteo Bellenda, una carriera ultra ventennale come insegnante e che da anni insegna golf a persone con disabilità psichica -. Noi chiudiamo gli occhi prima di lanciare per sentire il corpo, ma poi li riapriamo. Loro, invece, sentono e lanciano sempre al buio. Hanno fatto grandi progressi anche se, naturalmente, è sempre fondamentale la presenza del maestro. Prima di iniziare c’è quella componente teorica dove l’insegnante deve descrivere quel campo a loro sconosciuto". Il golf ha poi un risvolto molto importante. Non tanto quello delle buche raggiunte o della sana competizione tra amici, ma soprattutto quello di regalare a persone che altrimenti avrebbero poche occasioni di uscire e socializzare, di incontrarsi e fare sport insieme. Il golf ha permesso a questi amici di camminare all’aria aperta, di muoversi, di stare insieme, di imparare uno sport nuovo. "Sembrava un’impresa impossibile e invece hanno dimostrato di essere ottimi allievi, qualcuno con una spiccata inclinazione alla competizione". conclude il maestro.

"Questa iniziativa, straordinaria nel suo genere - aggiunge la presidente dell'UICI di Monza Silvana Oliva - ancora una volta dimostra potenzialità incredibili delle persone con disabilità visiva. Gli ottimi traguardi raggiunti dai soci partecipanti sono il risultato degli obiettivi dell'Unione, ovvero che nulla è impossibile quando ci si mette in gioco, credendoci fortemente".

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