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Online Monza VROOOM, il podcast di Prima Monza che celebra i 100 anni dell’Autodromo brianzolo

Online Monza VROOOM, il podcast di Prima Monza che celebra i 100 anni dell’Autodromo brianzolo
Sport 09 Settembre 2022 ore 12:42

Cent’anni. Tanti ne sono passati da quando, nel gennaio 1922, l'Automobile Club Milano decise di costruire un autodromo nel Parco di Monza. Il 15 maggio iniziarono i lavori e dopo solo 110 giorni fu completato. E il 10 settembre di quell’anno si corse, davanti a oltre centomila spettatori, il primo Gran Premio d’Italia, vinto dal piemontese Pietro Bordino su una Fiat.

Ascolta anche tu il Podcast di Monza VROOOM! su PrimaMonza.it

Nel corso di un secolo, quante storie si sono succedute su quella pista: storie fantastiche, a volte addirittura leggendarie. Abbiamo deciso di raccontarvene alcune. Non dalle pagine del nostro giornale, però, bensì attraverso un podcast.

L’abbiamo intitolato “Monza VROOOM” perché in due parole venisse concentrato quello che si vuole raccontare. E crediamo che “VROOOM”, l’onomatopea che riproduce il rombo del motore di un autoveicolo in fase di accelerazione, a fianco al nome della città, nota in tutto il mondo proprio per il suo circuito, non lasci adito ad alcun dubbio su cosa si voglia raccontare.

Il podcast del gruppo Netweek, scritto e speakerato da Giuseppe Pozzi, si svilupperà in dieci puntate settimanali, della durata di 6-8 minuti ciascuna.

Le dieci puntate di Monza VROOOM!

Il podcast “Monza VROOOM” si svilupperà in dieci puntate. 

La prima, ovviamente, è dedicata a presentare il “tempio della velocità”, alla pista che, più di tutte le altre nel mondo, consente alle auto di raggiungere le maggiori velocità. Perché, come si racconta nel podcast, «non ci sono curve Parabolica, Ascari, di Lesmo o chicane che tengano: è ormai da oltre 20 anni che i record di velocità media sul giro si stabiliscono tutti qui, da quando, nel 2001, sono state apportate delle modifiche al circuito di Silverstone, che fino ad allora si contendeva i primati con il tracciato brianzolo».

Le sei puntate successive raccontano, invece, alcune delle storie straordinarie che si sono succedute sui 5.793 metri dell’autodromo monzese. A cominciare dello spericolato successo di Juan Manuel Fangio sulla Maserati nel 1953, quando il pilota italo-argentino soffiò la vittoria agli italiani Nino Farina e Alberto Ascari proprio all’ultima curva prima del traguardo. 

Un grande gesto di cavalleria caratterizza la puntata successiva del podcast: siamo nel 1956 e il pilota britannico Peter Collins, mentre sta lottando per vincere la gara e forse il Campionato del Mondo, decide di cedere la sua auto, la Ferrari numero 26, al suo compagno di squadra Juan Manuel Fangio, appiedato per un guasto, consentendogli di arrivare secondo e di vincere per la quarta volta il titolo iridato. 

La quarta puntata è dedicata all’ultima vittoria di un pilota italiano a Monza. Siamo nel lontano 1966 e parliamo di Ludovico Scarfiotti, un ottimo pilota di corse in montagna che partecipò a una decina di Gran Premi. Trionfò a bordo di una Ferrari: una vittoria, però, che lasciò molti dubbi sulle eventuali “spinte” esercitate, in particolare, da Enzo Ferrari, visto che Scarfiotti era cugino di Gianni Agnelli…

L’anno successivo, sul circuito brianzolo, il pubblico assiste a una straordinaria rimonta di Jim Clark che è rimasta nella storia. Lo “scozzese volante”, com’era chiamato tra gli amanti della Formula 1, vinse due Campionati Mondiali, nel 1963 enel 1965, ma tutti lo ricordano perché il 10 settembre 1967, a bordo di una Lotus disegnata da quel genio di Colin Chapman, si ritrovò, dopo alcuni giri, con una gomma a terra. Doppiato dai primi tre piloti e con un minuto e mezzo di ritardo, riuscì a recuperare il distacco e a trovarsi in testa alla gara fino all’ultimo giro, quando la pompa della benzina della sua vettura fece le bizze: comunque, riuscì a concludere al terzo posto tra l’ovazione di tutto il pubblico monzese.

La sesta puntata racconta il finale più combattutto ed emozionante della Formula 1. All’autodromo di Monza, il 5 settembre 1971 davanti alla bandiera a scacchi sfrecciarono, in quest’ordine, la BRM di Peter Gethin, la March di Ronnie Peterson, la Tyrrell di Francois Cevert, la Surtees di Mike Hailwood e l’altra BRM guidata da Howden Ganley. Tutte e cinque le vetture racchiuse in soli 61 centesimi. Neanche in un film…

Si passa, poi, al 1993, per raccontare una storia sfortunata, un sogno durato solo 800 metri. Quello di Marco Apicella, pilota bolognese classe 1965, chiamato all’ultimo momento, mentre stava correndo in Giappone, per guidare una Jordan al posto di Thierry Boutsen. Nonostante le buone prove e l’ottima partenza, non riuscì nemmeno a impostare la prima chicane: venne coinvolto in un incidente scatenato da J.J. Lehto che con la sua Sauber buttò fuori pista diverse vetture, tra cui la sua. Apicella tornò nel paese del Sol Levante dove, però, raggiunse la gloria l’anno successivo laureandosi campione di Formula Nippon.

Vincere a Monza, per un pilota di Formula 1 è sempre qualcosa di speciale. Figuriamoci poi se sul circuito brianzolo ottieni il tuo primo successo iridato in assoluto… Ecco, la successiva puntata racconta queste “prime volte” di cui si possono vantare solo otto piloti: Phil Hill nel 1960, Jackie Stewart nel 1965, il già citato Ludovico Scarfiotti l’anno dopo, Clay Regazzoni nel 1970, Peter Gethin nel 1971, Juan Pablo Montoya nel 2001, Sebastian Vettel nel 2008 e Pierre Gasly nel 2020.

Ma sul circuito di Monza non hanno gareggiato solo le auto. Spesso sono state protagoniste le moto delle varie cilindrate, in particolare nel Gran Premio delle Nazioni e del Mondiale Superbike. A questo è dedicata la nona puntata che ricorda le imprese delle due ruote e dei suoi piloti, molti dei quali italiani, da Giacomo Agostini a Carlo Ubbiali, da Pierfrancesco Chili a Max Biaggi.

La decima e ultima puntata abbiamo voluto dedicarla ai record dell’autodromo di Monza: ai piloti che hanno vinto di più, a quelli che hanno contato il maggior numero di pole position o di giri veloci; e poi alle classifiche dei costruttori più vincenti o saliti sul podio più volte; fino ai vari primati legati alla velocità che non si esclude possano essere presto battuti.

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