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Viaggi internazionali post-Covid 19: il punto dei permessi

Viaggi internazionali post-Covid 19: il punto dei permessi
Tempo libero 02 Novembre 2021 ore 07:44

La pandemia da covid-19 ha rivoluzionato ogni aspetto della vita degli italiani: tra le conseguenze, una completa (o quasi) rivalutazione del concetto di turismo e di viaggio. Guardando indietro, si dovrebbe poter trovare una battuta d’arresto al turismo nazionale soltanto nella crisi economica del 2008: in realtà, gli effetti deleteri della pandemia hanno provocato un crollo di più di dieci volte superiore. Questo crollo si lega con evidenza alla dipendenza dell’Italia dal turismo straniero (questo era chiaro già dal 2017, anno in cui le presente turistiche straniere superarono quelle dei residenti): il flusso è stato bruscamente interrotto dall’emergenza sanitaria e dai conseguenti lockdown. 

Adesso, è il momento della ripresa: tra l’avanzare della campagna vaccinale, la riduzione dei contagi e l’importante strumento del green pass, il contenimento della pandemia è una realtà tanto quanto la ripresa dei viaggi (siano essi per turismo o lavoro). La grandissima parte degli italiani preferisce dedicarsi al turismo di prossimità (90%), per ragioni ancora strettamente connesse al covid-19: la crisi economica innescata dalla pandemia e la preferenza per luoghi isolati e appartati, così da ridurre il rischio di contagio, ha portato gli italiani a scegliere mete all’interno della propria regione o – almeno – all’interno dei confini nazionali.

Viaggi in Europa: quando e come è possibile affrontarli?

Esiste tuttavia la possibilità di viaggiare fuori dell’Italia, garantita almeno fino al 25 Ottobre, dentro e fuori l’Unione Europea, purché i Paesi godano dei giusti permessi. Proprio recentemente, è stata disposta la revoca delle restrizioni ai viaggi verso molte nazioni, tra cui Cina, Uruguay, Qatar, Nuova Zelanda e Singapore. Queste revoche, unitamente al procedere della campagna vaccinale e della riduzione dei contagi, si legano alla politica di allentamento che caratterizza gli spostamenti anche all’interno dell’Unione Europea.

Proprio all’interno dell’UE, infatti, sono previste delle agevolazioni per le persone vaccinate, pur tenendo presente il rischio legato alle varianti. Per i viaggi internazionali post-Covid 19 in direzione Unione Europea, dunque, sono autorizzate certamente le persone vaccinate, così come i viaggiatori essenziali e quelli non essenziali purché provenienti da Paesi autorizzati dai provvedimenti europei.

Il vaccino richiesto alle persone vaccinate, inoltre, deve essere approvato dall’EMA (Agenzia europea per i medicinali) e dall’OMS (Organizzazione mondiale della sanità); il ciclo vaccinale deve essere stato completato almeno quattordici giorni prima della partenza. 

La categoria di viaggiatori essenziali, invece, si lega strettamente alle ragioni dello spostamento o alla tipologia di lavoro svolto: operatori sanitari e ricercatori nell’ambito della sanità; diplomatici; lavoratori specializzati lavoranti all’estero o frontalieri; studenti o passeggeri in transito. Per questo genere di viaggiatori (come per quelli non essenziali), è imposto il test PCR (il cui esito deve essere negativo) nell’arco delle 72 precedenti la partenza. Gli Stati UE inoltre possono disporre comunque la quarantena e l’isolamento, senza considerare poi la facoltà di bloccare partenze ed arrivi in caso di diffusione di una nuova variante (elemento, questo, purtroppo imprevedibile).

Viaggi verso gli Stati Uniti: l’autorizzazione necessaria

Restando in temi di permessi, per viaggiare dall’Italia verso gli Stati Uniti, invece, la situazione prevede uno step burocratico in più. Tra questi la necessità di procurarsi l’ESTA per gli USA è una priorità ormai dal 2009, quando questa autorizzazione è diventata obbligatoria. Per ESTA, si intende l’Electronic System for Travel Autorization: in breve, un’autorizzazione elettronica a viaggiare verso gli Stati Uniti, elaborata a fine antiterroristico nel 2008 e resa d’obbligo nell’anno successivo.

Si tratta di un semplice permesso, che può essere facilmente richiesto online, necessario per qualsiasi viaggiatore raggiunga gli USA via terra, mare o aereo, anche soltanto per fare scalo prima di spostarsi verso altra meta. L’ESTA si applica a tutti i viaggiatori provenienti dai paesi che aderiscono al VWP (Visa Waiver Program): l’Italia ne fa parte, ragion per cui chiunque voglia raggiungere gli Stati Uniti deve fornire in piattaforma online i propri dati in forma veritiera e completa, dalle generalità agli scopi del viaggio (tenendo presente che non è possibile raggiungere gli USA per turismo, al momento attuale), passando per informazioni sulla fedina penale. L’autorizzazione ESTA è valida due anni, e va richiesta almeno 72 ore prima dell’arrivo sul suolo americano.

Va precisato comunque che l’ESTA, in caso di viaggio per gli USA, non sostituisce gli altri documenti necessari, essendo una semplice autorizzazione. Sono dunque necessari il passaporto e altri elementi accessori, quali l’assicurazione sanitaria. Quest’ultima non è obbligatoria, ma è sicuramente consigliata in caso di viaggi di così ampia portata. Per questo, è opportuno stipularne una che garantisca assistenza per le emergenze, offra una protezione completa e un massimale per le spese mediche non inferiore al milione di euro.

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