Preoccupazione tra i dipendenti

Seregno, lavoratori della piscina sul piede di guerra

Lo sfogo degli addetti del centro natatorio comunale alla Porada, passato in gestione da Aeb alla Insport.

Seregno, lavoratori della piscina sul piede di guerra
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«Dopo anni di lavoro in piscina ci sentiamo traditi dal comportamento di Aeb e dell’Amministrazione seregnese». E’ lo sfogo di una dozzina di lavoratori del centro natatorio Trabattoni, che abbiamo incontrato nel tardo pomeriggio di mercoledì 15 settembre.

Seregno, lavoratori della piscina sul piede di guerra

Dal 31 agosto la piscina e i campi da tennis di proprietà comunale alla Porada non sono più gestiti da Aeb, a cui è subentrata una società privata, la InSport di Vimercate che già si occupa di diverse piscine nella zona. La società è stata selezionata tramite un bando di gara con la formula del project financing, con una concessione di 25 anni.
Il bando di gara prevede l’obbligo di «assorbire prioritariamente nel proprio organico il personale già operante alle dipendenze dell’operatore economico uscente, garantendo l’applicazione del Contratto collettivo nazionale». E in allegato è indicato l’organigramma dei dipendenti per funzioni con il relativo costo annuo.

Lo sfogo dei lavoratori

Secondo i dipendenti assunti a tempo indeterminato, una minoranza rispetto ai lavoratori del centro sportivo alla Porada, non è andata così: «Il nuovo contratto è vergognoso - hanno riferito - Abbiamo perso una parte dello stipendio lordo, circa il 40 per cento, perché è stato applicato il Contratto collettivo nazionale senza tener conto che quello precedente comprendeva un’aggiunta di Aeb compensativa delle indennità dei contratti precedenti e delle ore di ferie in più sempre compensative» dell’aumento delle ore lavorate precedenti. La perdita va dai 400-600 euro fino a 1.000 per la mansione di responsabile mai regolarizzata da Aeb.
«Inoltre dobbiamo fare settanta giorni di prova, come qualsiasi neoassunto, con un cambiamento delle mansioni che, per alcuni di noi, ora includono anche le pulizie». Nel mirino delle maestranze anche «la scorrettezza di Aeb, che ci ha comunicato la cessazione del rapporto di lavoro solo il 31 agosto, senza neanche un grazie dopo anni di lavoro».
Quasi tutti gli addetti hanno comunque accettato le condizioni proposte dal nuovo gestore e hanno ripreso a lavorare dal 6 o 7 settembre.

La situazione di bagnini e istruttori

A bagnini e istruttori del centro natatorio non è andata meglio. «Eravamo assunti con un contratto collettivo nazionale a tempo determinato, interinale, che garantiva la pensione e la retribuzione in caso di infortuni e malattie.Siamo passati a un contratto sportivo che di base è a ore, a chiamata, con uno stipendio inferiore e meno tutele. Durante i colloqui ci hanno anche chiesto fino a quanto eravamo disposti a scendere con lo stipendio».
L’impressione delle maestranze è quella di essere stati abbandonati nel passaggio dal precedente all’attuale datore di lavoro. «C’è stata una scorrettezza di fondo sia da parte della nostra vecchia società sia dell’Amministrazione nel redigere il bando e nel non vigilare sulla condizione effettiva di noi lavoratori».
In questi primi giorni di attività sportiva sono emerse anche le perplessità dei clienti per il costo dei corsi: «Ci arrivano continuamente lamentele di corsiste o di mamme che non si possono permettere di fare l’abbonamento annuale», visto che quello trimestrale con frequenza monosettimanale non è più previsto dal gestore.
Interpellata nella giornata di venerdì scorso, la Insport ha fatto sapere di non voler replicare, almeno per il momento.

Le parole dell'assessore

"Nell’affidamento del servizio è stata prevista la clausola di assorbimento del personale che in precedenza era alle dipendenze di Aeb - spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Borgonovo - La clausola sociale è stata applicata, perché i dipendenti sono stati assunti dal nuovo gestore con lo stesso contratto, rispettando l’anzianità e l’inquadramento professionale".

Nella gara per aggiudicare la gestione del centro natatorio «abbiamo inserito il costo del lavoro. Il primo obiettivo raggiunto era la salvaguardia dei livelli di occupazione e le situazioni di diritto sono state rispettate. Poi ci sono delle situazioni individuali che vanno gestite attraverso una trattativa privata, non si può trasferire sul Comune questa responsabilità: negli incontri precedenti abbiamo suggerito al gestore qualche misura per venire incontro alle esigenze dei lavoratori, come forme di incentivo nell’interesse di avere un personale motivato. Noi abbiamo creato i presupposti per la continuità del lavoro alle condizioni di base, previste dal contratto di lavoro. InSport è una società che ha oltre 130 persone per la gestione dei propri impianti e i nuovi dipendenti sono stati inseriti in maniera uniforme in quel modello organizzativo e con lo stesso inquadramento».

L'aumento dei prezzi

Sulle critiche per l’aumento dei prezzi, l’assessore ha parlato di «un leggero ritocco delle tariffe unitarie sotto il dieci per cento».
La nuova società, però, ha cancellato gli abbonamenti trimestrali con un solo ingresso settimanale per i corsi di nuoto e il nuoto libero, sostituendoli con un abbonamento annuale che è possibile pagare a rate. «E’ una politica commerciale applicata anche altrove, a Cesano e Giussano, ma le tariffe di base non sono aumentate di granché. C’è poi un’indennità di un euro per l’accompagnamento dei bambini negli spogliatoi da parte del personale, visto che i genitori non possono accedere a causa delle normative del Covid. Questi ritocchi saranno più digeribili quando saranno illustrati gli investimenti del privato per la manutenzione straordinaria dell’impianto. Del resto per Aeb e il Comune non era più sostenibile un deficit di 500mila euro all’anno per gestire il centro natatorio».

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