Tra passato, presente e futuro

Quando non c’era il navigatore…

Lo storico triuggese Angelo Cecchetti ci ricorda come si viaggiava secoli fa senza il navigatore satellitare

Quando non c’era il navigatore…

Come si faceva, decenni o addirittura secoli fa, ad «andà in gir senza ul TomTom…?». Ce lo racconta lo storico di Triuggio, Angelo Cecchetti, nel suo servizio dal titolo “Prima del navigatore satellitare: l’arte di orientarsi tra storia e ingegno.

Prima del navigatore

Prima di rispondere è necessaria una piccola ma doverosa premessa: un tempo, la mobilità non era un «diritto» o un’abitudine per tutti. Solo chi godeva di una solida posizione economica poteva permettersi il lusso di viaggiare per svago, per affari o per gestione di possedimenti terrieri. Per i «comuni mortali» gli spostamenti erano limitati al raggio di pochi chilometri, spesso percorribili a piedi o con mezzi di fortuna, e non richiedevano certo l’ausilio di sofisticate mappe.

Un esempio

Un esempio affascinante di questa esclusività è la piantina della Diocesi di Milano del 1821. Questa mappa possiede una particolarità rarissima: è l’unica a non riportare l’anno di stampa. Il motivo? Fu un dono personale dell’estensore (il redattore della mappa) a Giovanni Battista Germani, Cerimoniere e stretto collaboratore dell’Arcivescovo di Milano, Carlo Gaetano Gaisruck. Ma l’aspetto più interessante è che questa copia non rimase chiusa in un cassetto: è visibilmente usurata e presenta numerose annotazioni a matita. Segni che testimoniano viaggi reali lungo le strade polverose della Diocesi, dove il viaggiatore aggiungeva di proprio pugno dettagli logistici dell’epoca. Questa mappa è il rimaneggiamento di precedenti mappe settecentesche. Era questo il «software aggiornato» di allora: una carta geografica che diventava diario di bordo.

La piantina della Diocesi di Milano del 1821

L’epoca d’oro dei tram e delle ferrovie

Facciamo un salto in avanti, arrivando all’epoca d’oro dei tram e delle ferrovie. Con l’espansione dei collegamenti sorse un nuovo problema logistico: come far arrivare gli ospiti alle proprie residenze senza che si perdessero? Anche in questo caso, ricordiamoci che «sèmm adreè a parlà dei sciuri», ovvero della nobiltà e dell’alta borghesia che possedeva le splendide ville di delizia in Brianza. L’ingegno dell’epoca portò alla creazione di cartoline personalizzate che fungevano da veri e propri «inviti con navigatore incluso». Grazie alla collaborazione del collezionista Luca Viganò di Besana Brianza, abbiamo testimonianze preziose, come la cartolina della Villa San Clemente di Cazzano. Qui, il proprietario aveva fatto tracciare il percorso ideale partendo dal centro di Milano, evidenziando le linee ferroviarie Monza-Molteno e Seregno-Usmate. Era una vera «avanguardia tecnologica»: sulla cartolina appariva persino il numero di telefono, probabilmente riferito al posto pubblico di Seregno, un lusso estremo per il tempo che permetteva di avvisare in caso, per esempio, di ritardi o posticipi.

I nodi di Sirtori e Mariano Comense

Proseguendo in questo viaggio iconografico incontriamo mappe su cartolina più ampie, che offrono una visione d’insieme della viabilità brianzola. Un esemplare interessante evidenzia con forza i nodi di Sirtori e Mariano Comense. Si ipotizza che i proprietari di tali cartoline avessero possedimenti in entrambi i comuni, rendendo necessario un collegamento rapido tra le due proprietà. Queste mappe ci permettono anche di datare lo sviluppo infrastrutturale del territorio: se appare la Milano-Bergamo, sappiamo per certo di essere dopo il 1927, anno della sua inaugurazione. In queste cartoline il cordone ombelicale con Milano resta fondamentale ma iniziano a comparire scritte a mano località come Macherio, Briosco, Inverigo e Camerlata. Queste aggiunte non erano casuali: servivano a dare punti di riferimento visivi a chi viaggiava sui tram o sui treni locali, indicando dove scendere o dove cambiare linea. Anche qui, la presenza dei numeri telefonici dei telefoni pubblici sottolinea il passaggio verso un’epoca sempre più interconnessa.

La cartolina per raggiungere Valle Guidino, frazione di Besana in Brianza

Sempre grazie alla collezione Viganò, scopriamo una perla grafica: la cartolina per raggiungere Valle Guidino. Qui l’estetica cambia: il percorso è quasi stilizzato, un design moderno per l’epoca. Il dettaglio più curioso è il disegno «futuristico» di un convoglio ferroviario della linea Monza-Molteno all’altezza di Valle Guidino. Era un invito esplicito: «Prendete il treno, scendete a Besana e venite a trovarci».

L’Autodromo di Monza

Un discorso a parte merita l’Autodromo di Monza. Essendo un polo di attrazione internazionale fin dalla sua nascita, generò una quantità incredibile di materiale cartografico. Esistono cartoline che offrono visioni d’insieme complete, studiata per far confluire migliaia di persone verso il tempio della velocità, coordinando flussi che arrivavano da ogni parte della Lombardia attraverso strade che stavano per essere travolte dal boom dell’automobile.

Arriviamo agli anni ’40, ’50 e ’60

Arrivando agli anni ’40, ’50 e ’60, la «cartolina-itinerario» viene usata anche come strumento pubblicitario. Un esempio classico sono gli inviti per raggiungere Canonica Lambro. Il punto di riferimento resta immancabile: Milano. Perché, come dice il proverbio, «Milan l’è un gran Milan», ed era il cuore pulsante da cui tutto partiva.

Due testimonianze degli anni ’70

Concludiamo questo excursus (consapevoli che il materiale sarebbe ancora tantissimo) con due testimonianze degli anni ’70. La prima riguarda un ristorante ormai chiuso, dove la grafica del percorso è diventata ormai «moderna», lineare e schematica. La seconda è dedicata a Villa Sacro Cuore, anch’essa oggi chiusa, che segna la fine di un’epoca di spiritualità e accoglienza, testimonianza d’altri tempi.

In definitiva, possiamo sorridere pensando ai nostri moderni GPS. Pur senza satelliti in orbita, i noster vècc sapevano perfettamente come muoversi: tra ingegno, cartoline illustrate e un pizzico di spirito d’adattamento, trovavano sempre la strada di casa…

Il servizio completo è pubblicato sul Giornale di Carate in edicola da martedì 6 gennaio 2026.