Botta e risposta

“No a lezioni di ambientalismo da chi aveva detto che avrebbe salvato gli storici Cedri dell’area Falck”

Duro l'affondo del sindaco Bono, del consigliere con delega all'ambiente Bertani e dell'assessore Travascio all'indirizzo dell'ex sindaco Colombo sull'abbattimento dei Pini marittimi in via San Martino

“No a lezioni di ambientalismo da chi aveva detto che avrebbe salvato gli storici Cedri dell’area Falck”

Si inasprisce sempre più la polemica per l’abbattimento dei Pini marittimi nel parcheggio dell’ex Cinema Apollo che in questi giorni si è trasformata in un acceso confronto tra l’attuale amministrazione guidata dal sindaco Maurizio Bono e l’ex sindaca Rosalba Colombo che ha dato il via allo scontro accusando l’attuale consigliere delegato all’ambiente Michele Bertani di perdere tempo dietro a questioni ideologiche e targhe commemorative (vedi la questione riguardante l’intitolazione di tre aree pubbliche a ricordo di Sergio Ramelli, Fausto e Iaio e alle Vittime dell’odio politico) invece di concentrarsi su un serio progetto di ripiantumazione del verde cittadino.

Queste critiche si sono inserite in un clima già teso segnato dalle recenti polemiche in commissione urbanistica dove l’opposizione ha chiesto le dimissioni di Bertani per irregolarità procedurali durante la votazione per l’intitolazione di alcuni luoghi pubblici.

L’attacco dell’ex sindaco Colombo

Rosalba Colombo, proprio ieri, venerdì, attraveso i Social, non ha usato giri di parole per criticare la gestione ambientale dell’attuale amministrazione. Il bersaglio grosso è stato il consigliere comunale di Forza Italia Michele Bertani, che detiene la delega all’Ambiente.
«Invece di perdere tempo e credibilità per tre targhe commemorative perché il consigliere Bertani non pensa a un vero progetto di ripiantumazione?» ha attaccato Colombo.

La replica di Bono e Bertani

La risposta dell’Amministrazione non si è fatta attendere ed è arrivata con una nota congiunta firmata dal sindaco Bono, dallo stesso Bertani e dall’assessore Luca Travascio che hanno respinto le accuse definendole offensive e strumentali. Secondo i tre esponenti di maggioranza l’intervento nell’area ex Apollo non è frutto di una scelta arbitraria o ideologica ma nasce da precise necessità tecniche certificate da perizie agronomiche che hanno evidenziato il cattivo stato di salute delle piante e i danni strutturali causati dalle radici all’asfalto e al sottosuolo. L’amministrazione sostiene inoltre di aver già pianificato da tempo la compensazione ambientale prevedendo la rimozione di quindici esemplari ma garantendo la messa a dimora di ventinove nuove piante di altezza superiore ai tre metri e mezzo trasformando così il progetto in un piano di riqualificazione strutturato.

I due storici Cedri dell’area Falck

“L’intervento sul parcheggio Apollo nasce infatti da una situazione concreta e non più rinviabile – si legge nel comunicato stampa della maggioranza  – Radici che avevano sollevato e deformato l’asfalto, sottofondo compromesso, stalli resi disagevoli e un’area centrale della città che necessitava da tempo di una riqualificazione profonda. Parlare oggi come se si fosse trattato di una scelta arbitraria o addirittura insensibile significa ignorare la realtà o, peggio ancora, far finta di ignorarla. Risulta poi francamente comica la sortita sull’idea “una pianta per una pianta” anche perché questa proposta viene avanzata proprio da chi, durante il proprio mandato, sul tema della tutela delle essenze arboree non ha certo lasciato esempi memorabili. Basti ricordare la vicenda dei cedri dell’area Falk: nell’ottobre 2015 l’allora sindaco dichiarava alla stampa di apprezzare molto l’impegno dei cittadini per salvare i cedri e assicurava che si sarebbe personalmente impegnata, parlando con il costruttore. Eppure, a distanza di quattro anni, nel marzo 2019, quelle stesse piante furono abbattute senza che da parte sua vi fosse alcuna iniziativa concreta capace di impedirlo. È dunque singolare che oggi si impartiscano lezioni di sensibilità ambientale proprio da chi, alla prova dei fatti, su vicende analoghe non ha saputo o voluto incidere”.