La provocazione

Dalla “Pineta Siberiana” alle mollette, la provocazione del Pd contro i miasmi della frazione arcorese di Bernate

I dem di Arcore avrebbero voluto presentare la mozione per il prossimo Consiglio comunale straordinario in programma nelle prossime settimane

Dalla “Pineta Siberiana” alle mollette, la provocazione del Pd contro i miasmi della frazione arcorese di Bernate

Bernate di Arcore come Atlantide: tra apnea acrobatica e fragranze siberiane.  Se ultimamente avete visto i residenti della frazione Bernate muoversi con l’agilità di un sommozzatore della Marina o allenarsi in apnee che farebbero invidia a Umberto Pelizzari, non temete: non è una nuova moda fitness.

È solo lo spirito di sopravvivenza contro gli “odori molesti” che da anni assediano la zona. Di fronte a un’aria che definire «irrespirabile» è un eufemismo, i consiglieri del Pd Simone Sgura e Michele Calloni hanno deciso di abbandonare il grigiore della politica tradizionale per abbracciare il surrealismo. La loro mozione, che sarebbe dovuta entrare nei punti all’ordine del Giorno del prossimo Consiglio comunale straordinario richiesto dalle forze di opposizione,  è stata stralciata all’ultimo. Ma, indubbiamente, è un capolavoro di pragmatismo distopico che punta dritto a una soluzione: se non possiamo eliminare la puzza, almeno rendiamola divertente.

Mai più senza molletta… al naso

La proposta parte dalle basi. L’amministrazione comunale guidata da Maurizio Bono dovrebbe fornire a ogni abitante un «Kit di Sopravvivenza Anti-Odore». Dimenticate i bonus facciate, qui servono: mascherine FFP3 da indossare h24 per evitare «fenomeni di asfissia involontaria», mollette per il naso regolabili (l’accessorio must-have della stagione, graduate in base all’intensità del miasmo da “critico” a “estremamente critico”). E non poteva mancare lo spray alla «Pineta Siberiana»: una bomboletta per ogni metro quadro di casa. L’obiettivo? Trasformare ogni salotto arcorese in una gelida foresta russa, sperando che l’odore di pino copra quello di… beh, qualunque cosa ci sia fuori.

Droni al profumo d’incenso e poteri speciali

Ma la vera svolta è tecnologica. La mozione prevede l’istituzione di un “Servizio Odori” notturno e diurno. Una flotta di droni comunali dovrebbe sorvolare Bernate nebulizzando profumi a tappeto, trasformando la frazione in un gigantesco bastoncino d’incenso a cielo aperto.
E il sindaco Bono? Per lui è pronto un nuovo, altisonante titolo: “Custode dell’Aria Pura”. Un ruolo che gli conferirebbe poteri quasi sciamanici per indagare su tutto: dalle fogne alle attività agricole, fino alla suggestiva ipotesi di “presenze aliene ad alta intensità olfattiva”. Perché si sa, se la puzza è spaziale, serve un intervento intergalattico.

Nota di colore

Resta da capire se la cittadinanza preferirà l’apnea o il kit siberiano. Nel dubbio, meglio tenere i finestrini ben chiusi e sperare che il “Custode dell’Aria” trovi presto l’astronave responsabile (o, più probabilmente, lo scarico difettoso). Insoma tutto era pronto, anzi apparecchiato, per il grande show nel prossimo Consiglio Comunale. Già si immaginavano i consiglieri di maggioranza costretti a discutere seriamente di mollette nasali e invasioni aliene profumate. E invece, ecco il colpo di scena: i consiglieri dem hanno deciso di non presentare la mozione. Un vero peccato per gli amanti del dibattito vivace. Ci saremmo goduti una Assise degna dei migliori sketch dei Monty Python, tra fragranze di pino e avvistamenti di Ufo maleodoranti. Invece, per ora, a Bernate resta tutto com’era: niente droni, niente titoli nobiliari per il sindaco e, purtroppo, lo stesso vecchio odore di sempre.

L’Assise straordinaria

Al di là delle schermaglie tra maggioranza e opposizione sui miasmi di Bernate il panorama politico cittadino si riaccende improvvisamente dopo un lungo periodo di stasi istituzionale, segnando la fine di un silenzio che dura ormai dalle festività natalizie. I gruppi consiliari di Partito Democratico, Prospettiva Civica e ImmaginArcore hanno deciso di forzare i tempi della politica locale depositando, mercoledì scorso, una richiesta formale per la convocazione di una sessione straordinaria del Consiglio Comunale.

La mossa, guidata dai consiglieri Simone Sgura, Michele Calloni, Paola Palma, Cheick Tidiane Gaye, Federico Bove e Luca Monguzzi, nasce dalla ferma volontà di non attendere passivamente la seduta di aprile dedicata al bilancio, denunciando come la città sia rimasta priva di un confronto pubblico e democratico per quasi quattro mesi. Un fermo dei lavori del Consiglio dettato, oltre che dalla mancanza di tematiche, soprattutto dalla volontà della maggioranza di centrodestra ridurre al massimo il rischio di eventuali «scivoloni» dovuti ai numeri traballanti in Assise. Criticità dovute all’imprevedibiblità dei consiglieri di Fratelli d’Italia Giovanni Timpano e Fabio Varrecchia.

Le mozioni: rotonde, Pedemontana e Polizia locale

Invocando l’articolo 25 del Regolamento comunale (che dà la possibilità ad un quinto dei consiglieri di chiedere una Assise straordinaria entro 20 giorni dalla richiesta) le minoranze hanno messo sul tavolo un’agenda densa e variegata, che punta a dare risposte immediate a criticità che spaziano dalla grande viabilità alla sicurezza quotidiana, fino a temi di alto valore etico e sociale.
Il cuore della contesa riguarda innanzitutto la gestione del territorio e dei suoi flussi, con una mozione specifica che chiede con forza la gratuità del tratto di sovrapposizione tra la Pedemontana e la Milano-Meda, oltre a urgenti agevolazioni tariffarie per i residenti della Provincia di Monza e Brianza che percorrono regolarmente la tratta C. A questa battaglia sulle infrastrutture si affianca una proposta concreta per la viabilità cittadina, che prevede la realizzazione di due nuove rotatorie in punti nevralgici del tessuto urbano, specificamente agli incroci tra via Grandi, via Fumagalli e via Gilera e tra viale Monte Rosa, via San Martino e via Resegone, per migliorare la sicurezza di automobilisti e pedoni. Non meno rilevante è l’affondo sul tema della sicurezza urbana, con la richiesta di istituire ufficialmente il terzo turno della Polizia Locale, una misura ritenuta indispensabile per garantire un controllo capillare del territorio anche nelle ore serali e notturne.

Uno spazio in memoria di Sergio Colombo

Questa attenzione alla comunità si intreccia con la volontà di dare un segnale di visione energetica e sociale attraverso il sostegno alle Comunità Energetiche Rinnovabili e l’intitolazione di uno spazio pubblico alla figura di Sergio Colombo, cittadino arcorese che ha lasciato un segno profondo come educatore e sindacalista.
Infine, l’opposizione intende riportare l’aula a confrontarsi su questioni di civiltà e diritti che superano i confini comunali ma ne definiscono l’identità. Si chiederà infatti al Consiglio di esprimere una posizione netta sul disegno di legge relativo alla violenza sessuale e alla libera manifestazione del consenso, oltre a sollecitare l’adesione di Arcore al progetto promozionale dei principi costituzionali di pace e ripudio della guerra.

“Sono ormai quasi quattro mesi che non viene più convocato il Consiglio comunale – ha sottolineato il consigliere del Pd Simone Sgura – Il nostro intento è quello di risvegliare la maggioranza dal torpore di queste settimane. Ci sono temi importanti da affrontare e abbiamo pensato che la richiesta di convocazione di una Assise ad hoc sia uno degli strumenti per proporre iniziative e portare sul tavolo tematiche importanti”.

Con il deposito della richiesta avvenuto il 18 marzo, l’Amministrazione ha ora venti giorni di tempo per riaprire le porte dell’aula.