Come primo appuntamento delle celebrazioni del 25 Aprile, Anpi Desio, col patrocinio della Città di Desio, presenta il docu-film “Bella ciao – Per la libertà” allo Spazio Stendhal in programma venerdì 17 aprile alle 21. L’ingresso è libero con prenotazione: www.villeaperte.info/it/
Promosso dall’Anpi, il docufilm “Bella ciao – Per la libertà”
Il documentario promosso dall’Anpi, in programma venerdì 17 aprile alle 21 allo Spazio Stendhal a Desio, realizzato da Giulia Giapponesi racconta la storia di una canzone simbolo della Resistenza, e della sua diffusione internazionale come inno di lotta per la libertà. Con oltre un miliardo di visualizzazioni online, Bella Ciao è la canzone italiana più ascoltata nel mondo negli ultimi anni. Come canto di lotta e resistenza è stata recuperata nell’ultimo quarto di secolo da decine di realtà di protesta, dalla primavera araba alle proteste #occupy Usa e #occupy Mumbai, dalla lotta alla globalizzazione alla lotta ai cambiamenti climatici, dai funerali dei vignettisti di Charles Hebdo alle rivolte in Sudan e ai movimenti di piazza in Libano, in Cile, in Turchia. Ma è anche diventata un fenomeno tipico della globalizzazione: canzone simbolo della serie Casa di carta, jingle per vendere un prodotto in Messico, musica per promuovere Netflix in Arabia Saudita.
“Bella ciao”, un canto che riappare ovunque si combatta contro l’ingiustizia
Così spiegano dall’Anpi:
Il film racconta i misteri, la genesi e la storia della canzone della Resistenza, che riappare ovunque si combatta contro l’ingiustizia. Un canto inarrestabile, oggi patrimonio dell’umanità nella lotta per la libertà. La regista Giulia Giapponesi propone un percorso che si trasforma in una presa di coscienza con una fondamentale connotazione femminile. “Bella ciao” è un canto dalle origini mai nettamente chiarite, divenuto patrimonio mondiale dei movimenti che, nelle più diverse situazioni, lottano contro regimi che sopprimono o vorrebbero sopprimere le libertà fondamentali. Questo documentario ne porta alla luce alcune delle meno note, approfondendo le motivazioni che hanno portato all’adozione del canto che in Italia si tende a configurare come l’emblema della resistenza al nazifascismo. “Questo documentario cercherà di spiegare quanto sia straordinariamente contemporanea una canzone che sembrava non poter scavalcare il secolo scorso”.
Tra le testimonianze del film: Moni Ovadia, Vinicio Capossela e lo storico novarese Cesare Bermani.