Traguardo

Dalla medaglia al Quirinale all’incidente che poteva costargli la vita: l’anima della Polstrada va in pensione

Dopo 39 anni in divisa Maurizio Morganti, lo scorso primo aprile, ha lasciato il comando della Polizia stradale di Arcore

Dalla medaglia al Quirinale all’incidente che poteva costargli la vita: l’anima della Polstrada va in pensione

L’1 aprile scorso non è stato un giorno come gli altri per il comando della Polizia Stradale di Arcore. Dopo quasi quarant’anni di servizio, di cui oltre trentacinque trascorsi come colonna portante del presidio di via Monte Bianco, ad Arcore, il Sovrintendente Capo Maurizio Morganti ha deposto la paletta e appeso la divisa al chiodo. A 58 anni, Morganti raggiunge la pensione con 4 anni di anticipo, un congedo che porta con sé il peso e l’onore del titolo di «Vittima del dovere». Un riconoscimento che affonda le radici in una notte drammatica che ha segnato per sempre la sua vita e la storia della Polizia stradale locale.

 

Quella maledetta notte sulla Tangenziale Est

Era il 17 gennaio 2003. Morganti quella maledetta notte non avrebbe nemmeno dovuto essere in servizio, ma una sostituzione dell’ultimo minuto lo portò sulla Tangenziale Est di Milano per i rilievi di un incidente. Mentre lui e il collega Massimo Michielin stavano recuperando le torce segnaletiche dall’asfalto, un’auto piombò su di loro a oltre 180 chilometri orari. L’impatto fu devastante. Morganti fu scaraventato a 30 metri di distanza, riportando fratture multiple. Michielin, purtroppo, non sopravvisse, spirando poche ore dopo in ospedale. «Mi sento un sopravvissuto – racconta oggi Morganti con la commozione di chi non ha mai dimenticato – Quell’incidente è stata una cicatrice che ho portato dentro ogni volta che tornavo su un intervento».
Un eroismo silenzioso che gli valse la Medaglia d’argento al valor civile, consegnatagli al Quirinale dall’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Dal Bar Corti alla divisa: una vita per Arcore

La storia del 58enne è profondamente intrecciata al tessuto di Arcore. Arcorese «doc», figlio d’arte (il padre era l’indimenticato Luigi Morganti, fondatore della Sinistra Arcorese scomparso nel 2023, e la madre è la signora Pinuccia), ha la sicurezza nel sangue: anche la sorella Emanuela è un volto storico della Polizia Locale cittadina. La scintilla per la divisa scoccò quasi per caso, tra un caffè e l’altro: «Facevo il barista al Bar Corti, da Gigi – ricorda – Venivano sempre gli agenti della Stradale a bere il caffè; iniziai a subire il fascino di quel mondo». Arruolatosi a 19 anni, dopo l’esperienza al Reparto Celere di Milano e il corso a Peschiera del Garda, approdò finalmente ad Arcore nel 1992.

«La Stradale è una famiglia».

Trentacinque anni in via Monte Bianco significano migliaia di chilometri, soccorsi e momenti indelebili. Tra i ricordi più dolorosi, Morganti cita la perdita di una ragazza di soli 17 anni, spirata tra le sue braccia dopo un incidente sulla strada del Pagani: «Lì capisci che la vita è un dono immenso e imprevedibile».

Nonostante le difficoltà e il rischio di chiusura del comando arcorese scongiurato anni fa (periodo in cui Morganti rischiò il trasferimento alla Polfer), il Sovrintendente è rimasto fedele al suo territorio: «La Stradale è stata una grande famiglia. Devo molto ai miei capopattuglia, veri maestri di vita». Oggi Maurizio Morganti guarda al futuro con la serenità di chi ha dato tutto. Nel suo congedo, un pensiero speciale va ai colleghi e al legale che lo ha assistito nell’iter burocratico della pensione. Arcore perde un pilastro operativo, ma saluta un uomo che ha incarnato, con sacrificio e umanità, il senso più profondo del dovere.

Gli auguri del sindaco Bono

«Il pensionamento del Sovrintendente Capo Morganti è un momento importante non solo per la Polizia Stradale, ma per l’intera nostra comunità – ha sottolineato il sindaco Maurizio Bono – Morganti ha rappresentato per tanti anni un esempio di servizio, coraggio, umanità e attaccamento al dovere. La sua storia personale, segnata anche da una prova durissima affrontata con straordinaria dignità, appartiene alla memoria civile della nostra città. A nome di Arcore desidero rivolgergli un ringraziamento sincero e profondo per tutto ciò che ha fatto al servizio dello Stato e del territorio, augurandogli una pensione serena e meritata».