Addio al prosciutto cotto, all’hamburger e ai cibi processati e benvenuti burger di fagioli, orzotto con pesto di fagiolini, crocchette di verdure, vellutate con il farro e ragù di lenticchie. Sono cambiati i menù nelle mense scolastiche di Monza con il nuovo appalto della ristorazione, affidato ancora a Sodexo Italia. E la domanda è: ai bambini piaceranno?
I nuovi menù
Oltre all’inaugurazione del nuovo centro di cottura di via Silva (di cui abbiamo scritto qui), che cucinerà e porterà nelle scuole 2mila pasti al giorno, tra le novità del nuovo servizio che avrà una durata di tre anni scolastici (con possibilità di rinnovo per ulteriori due), c’è anche una variazione importante nei menù serviti a scuola.
Il nuovo contratto avviato ad aprile è stato impostato dal Comune di Monza in un’ottica di miglioramento continuo e sostenibilità. Tra i punti cardine c’è la continuità del servizio, con il mantenimento delle cuoche attualmente impiegate, ma anche un rafforzamento della qualità dei pasti attraverso l’introduzione di nuove derrate come salmone, Parmigiano Reggiano e miglio, insieme a un maggiore utilizzo di prodotti biologici, nazionali, a chilometro zero e di filiera corta, con un deciso incremento nell’introduzione dei legumi rispetto alla carne.
Un cambiamento che – assicurano gli uffici comunali che hanno scritto alle famiglie monzesi – è figlio di un lavoro sulla gradibilità dei piatti, con ricette pensate per essere più vicine ai gusti dei bambini, il monitoraggio degli sprechi e la possibilità di introdurre correttivi. A questo si aggiungono il rinnovo delle attrezzature di cucina con modelli di nuova generazione e un incremento degli interventi di educazione alimentare rivolti sia agli alunni sia agli adulti. I nuovi menù, elaborati nel rispetto delle linee guida Ats di Monza e Brianza, introducono però piatti meno tradizionali rispetto al passato, con una maggiore presenza di proposte a base vegetale e di legumi: tra gli esempi compaiono burger di lenticchie o fagioli, piatti con miglio e cereali integrali e ricette che puntano su abbinamenti più «moderni», pensati senza dubbio per un’alimentazione più equilibrata.
Accanto agli obiettivi nutrizionali, però, iniziano ad emergere alcune perplessità sul gradimento reale da parte dei bambini di questi nuovi piatti. Insomma la domanda è: piaceranno davvero ai più piccoli?
I dubbi della maestra e mamma Mosconi
A sollevare il tema è Federica Mosconi, insegnante e mamma di quattro figli: «Il menù è sicuramente più sano e con più verdure e lo dico da vegetariana: io sicuramente mangerò meglio come insegnante, ma dobbiamo chiederci se i bambini mangeranno davvero quei piatti».
Secondo Mosconi il rischio è concreto: «Noi possiamo proporre i piatti, ma non obbligare i bambini a mangiarli. Se non li gradiscono, una parte consistente finirà nel cestino, con uno spreco che fa male al cuore, all’ambiente e pure al portafoglio delle famiglie». Da qui anche la preoccupazione per le conseguenze pratiche: «Se i bambini non mangiano a scuola, arrivano a casa affamati. E alla fine le famiglie pagano comunque il servizio».
Il nodo, quindi, resta quello dell’equilibrio tra qualità nutrizionale e consumo effettivo: «Il punto non è solo cosa si propone, ma quanto viene davvero mangiato».
La risposta del Comune
Per presentare nel dettaglio tutte le novità, il Comune ha organizzato anche un momento di confronto con le famiglie. L’8 maggio alle 18 è in programma il webinar «Mangiare sano e con gusto si può! La ristorazione delle scuole di Monza raccontata alle famiglie», con la partecipazione di un pediatra, uno chef dell’Accademia Marchesi con cui Comune e Sodexo collaborano per rendere più gustosi i piatti e i referenti comunali e aziendali.
L’obiettivo, insomma, è trovare un equilibrio tra alimentazione sana e gustosa, senza perdere di vista il gradimento, venendo incontro sia ai genitori che chiedono menù più tradizionali sia a quelli più salutisti. «Stiamo monitorando costantemente sia gli sprechi sia la gradibilità dei piatti – spiegano dal Comune – perché la vera sfida è far mangiare i bambini e fondamentale è anche la collaborazione con la Fondazione Marchesi, con la presenza di uno chef che affianca le cuoche per migliorare il gusto dei piatti. Poi ovviamente i correttivi potranno esserci. Stiamo già lavorando ai menù invernali e terremo conto di tutti i suggerimenti».