Violenza giovanile

Sedicenne accerchiato dal branco e aggredito al luna park della Porada

Vittima un ragazzo di Meda che si trovava nella zona delle giostre insieme a un paio di amici. Il padre ha sporto querela per lesioni personali.

Sedicenne accerchiato dal branco e aggredito al luna park della Porada

Accerchiato dal branco che voleva rapinarlo, al suo rifiuto di consegnare i soldi si è beccato un pugno in faccia ed è finito in ospedale. Quella che doveva essere una serata all’insegna della spensieratezza e del divertimento ha preso una piega decisamente diversa. Vittima dell’aggressione, sabato 25 aprile, poco prima delle 21, nella zona del luna park della Porada a Seregno, un 16enne residente a Meda.

“Mio figlio è stato aggredito al luna park della Porada”

A raccontare l’accaduto è il padre del ragazzo, di cui omettiamo le generalità per tutelare la vittima minorenne:

«Mio figlio mi ha telefonato alle 20.55 dicendomi che mentre si trovava in via Alla Porada, nella zona delle piscine, insieme a due suoi amici, era stato picchiato. Un branco, composto da una ventina di ragazzi, si è avvicinato a loro tre chiedendo soldi. Alla sua risposta, tra l’altro veritiera, “Non ne ho”», uno del gruppo gli ha sferrato un pugno in un occhio».

L’aggressore è fuggito, il ragazzo è finito in ospedale

Una volta lanciato l’allarme, sul posto si sono portati tempestivamente i Carabinieri, che hanno provveduto a identificare i membri del branco, «ma l’autore dell’aggressione, che sembrava straniero, era riuscito a dileguarsi», prosegue il medese. Il ragazzo è finito all’ospedale Pio XI di Desio per le medicazioni del caso e gli opportuni accertamenti:

«Per fortuna non ha subito gravi danni: i medici del Pronto soccorso, che ringrazio, sono stati molto scrupolosi e lo hanno sottoposto a una tac, per scongiurare eventuali complicazioni. Dagli esami non è emerso nulla di rilevante, ha rimediato cinque giorni di prognosi», spiega il padre.

L’amaro sfogo del papà, che ha sporto querela

Restano l’occhio tumefatto e una sensazione di incredulità e amarezza per quanto accaduto. Il papà domenica mattina si è recato alla caserma dei Carabinieri cittadina per sporgere querela per lesioni personali.

«A me non interessa chi siano gli attori di queste scene da Far West che capitano sempre più spesso – si sfoga il genitore, ex soccorritore del 118 che oggi insieme al figlio è impegnato nel sociale, specialmente nel servizio di Pronto soccorso per gli animali Ambulanze Veterinarie Italia – Non mi interessa da che frazione arrivano i ragazzi, da che città, da che Stato, da quale continente o pianeta. Non mi interessa colore della pelle, etnia, religione. Non c’è differenza, sono tutti nostri ragazzi, talvolta neanche maggiorenni. C’è un’educazione che tutti diamo ai nostri figli e dove non arriva l’educazione lo Stato emana delle leggi. Ci sono sul territorio Forze di pubblica sicurezza a nostra protezione e tutela preventiva. Dove questi strumenti falliscono c’è una giustizia con cui tutti dovremo, prima o poi, fare i conti, che è quella del Dio in cui ognuno è libero di credere…».  E assicura che non lascerà cadere nel vuoto quello che è successo: «Sono episodi che non devono accadere, oggi magari te la cavi con un graffio, domani succedono cose peggiori perché più i ragazzi crescono senza una corretta educazione più da adulti possono causare danni ben più gravi».