Clima rovente

Clima rovente: il caldo fa chiudere le scuole in anticipo e infiamma la politica (e le famiglie)

Misure urgenti stabilite dal sindaco Maurizio Bono dopo il vertice con l'Istituto Comprensivo: temperature oltre i 34 gradi e aule roventi

Clima rovente: il caldo fa chiudere le scuole in anticipo e infiamma la politica (e le famiglie)

L’eccezionale ondata di calore che sta investendo la Brianza in questi giorni fa salire il termometro non solo all’interno delle aule della scuola Mantegna, ma anche nella politica arcorese. Le condizioni meteo hanno spinto  l’Amministrazione comunale guidata da Maurizio Bono a correre ai ripari per tutelare i cittadini più piccoli. Con il termometro che si prevede supererà costantemente la soglia dei 34 gradi, accompagnato da tassi di umidità altissimi, il sindaco ha firmato un’ordinanza urgente per modificare profondamente l’organizzazione e gli orari delle scuole dell’infanzia statali del territorio, lasciando invece invariata l’attività delle strutture private e paritarie. Una decisione che ha scatenato la dura reazione del Partito Democratico arcorese, che ha parlato apertamente di «improvvisazione e difficoltà logistiche importanti create per le famiglie avvisate troppo tardi di questa decisione». Un’ordinanza che, però, ha creato non pochi mal di pancia anche nel centrodestra e, soprattutto, l’immediata mobilitazione dei genitori.

Il provvedimento è scattato subito dopo un vertice tecnico straordinario tenutosi nella giornata di sabato, al quale hanno preso parte l’assessore Luca Travascio, la dirigente scolastica, le coordinatrici e il responsabile della sicurezza dell’istituto comprensivo. Durante l’incontro sono state analizzate nel dettaglio le temperature interne dei vari edifici pubblici e le segnalazioni di forte disagio e malessere dovute all’afa asfissiante degli ultimi giorni.

Il caso limite di via Mantegna

La situazione più critica è emersa per la scuola dell’infanzia statale di viale Mantegna. A causa delle caratteristiche della struttura e della sua forte esposizione al sole, i locali interni hanno registrato temperature così elevate da non garantire più la permanenza in sicurezza di bambini e personale. Per questo motivo, l’utilizzo del plesso è stato sospeso a partire da lunedì scorso e fino al termine del mese. I piccoli alunni non perderanno comunque gli ultimi giorni di scuola: tutte le attività educative sono state infatti trasferite temporaneamente nei locali della scuola primaria Giovanni XXIII (in via Monginevro), una struttura che offre condizioni microclimatiche decisamente migliori, oltre a spazi e servizi idonei a ospitare i bambini in età prescolare.

Orari ridotti e misure di prevenzione nei plessi pubblici

Il caldo torrido del pomeriggio ha però imposto una riorganizzazione generale che toccherà tutte le scuole dell’infanzia statali di Arcore, compresa quella di via Beretta. Le rilevazioni termiche hanno spinto il sindaco a decretare un’uscita anticipata per tutti i plessi pubblici: da lunedì 22 a lunedì 29 giugno le attività si fermeranno inderogabilmente alle 13. Per martedì 30 giugno, giornata che segna la fine ufficiale dell’anno scolastico per l’infanzia, la campanella suonerà ancora prima, ovvero alle 12.

Oltre alla rimodulazione degli orari e al trasloco del plesso Mantegna, il documento sindacale impone alla direzione scolastica l’adozione di rigide misure di prevenzione interna. Il personale dovrà monitorare costantemente il benessere dei bambini, assicurare la massima disponibilità di acqua potabile per una corretta idratazione e privilegiare l’utilizzo degli spazi più ombreggiati e ventilati delle strutture, vietando o limitando drasticamente le attività all’aperto nelle ore più calde.

Tensione in maggioranza e l’attacco dell’opposizione

L’ordinanza di domenica del sindaco non ha però sollevato polveroni solo tra i banchi della minoranza, ma ha fatto sensibilmente salire la temperatura anche all’interno della chat WhatsApp della stessa maggioranza. Molti esponenti dello schieramento a sostegno del primo cittadino hanno criticato apertamente la decisione, manifestando forte perplessità soprattutto per il pochissimo preavviso dato alle famiglie e per la drastica riduzione dell’orario scolastico. Un episodio di forte attrito interno che, di fatto, fa salire anche il termometro politico all’interno della coalizione di centrodestra.

Dal canto suo, l’opposizione va all’attacco frontale. La decisione del sindaco Bono ha scatenato la dura reazione dei membri del Pd che hanno criticato aspramente l’operato dell’Esecutivo con un post al vetriolo su Facebook intitolato ironicamente: «Straordinaria scoperta del sindaco: a giugno fa caldo».

«Dopo giorni di previsioni che annunciavano temperature oltre i 34 gradi, l’emergenza viene scoperta… la domenica, a poche ore dall’inizio della settimana», attaccano i dem del segretario Davide Pennati (rappresentato in Consiglio comunale da Simone Sgura e Michele Calloni), che contestano anche la retorica del trasferimento logistico: «Il capolavoro: i bambini di via Mantegna trasferiti a via Monginevro come se fossero stati evacuati verso una fresca località alpina. Peccato che via Monginevro sia ad Arcore, non a Livigno. La salute dei bambini va tutelata sempre, ma serve anche il rispetto per le famiglie, che passa dalla programmazione». L’opposizione conclude chiedendo una riflessione a lungo termine sui plessi scolastici del territorio, affinché le ondate di calore estive vengano affrontate con adeguate mitigazioni preventive strutturali e non rincorrendo le emergenze all’ultimo secondo.

La protesta dei genitori e l’avvio del dialogo: lettera aperta e tavoli tecnici

A dare manforte alle critiche della politica si è aggiunto il fronte, compatto, delle famiglie arcoresi. I genitori dei bambini che frequentano le scuole dell’infanzia hanno infatti preso carta e penna inviando una lettera ufficiale e durissima al sindaco Bono, contestando non solo il tempismo dell’ordinanza numero 92, ma l’intera gestione di una criticità definita “cronica” e tutt’altro che imprevedibile.

Di seguito il testo integrale della lettera inviata al primo cittadino:

Gentile Sindaco, scriviamo la presente in nome e per conto dei genitori dei bambini che frequentano la scuola dell’infanzia del nostro territorio, in seguito all’ordinanza n. 92 emanata in data 21 giugno 2026. Ci preme innanzitutto sottolineare che la situazione del caldo torrido all’interno dei locali dell’asilo è un dato oggettivo, insostenibile e, soprattutto, già segnalato da lunghi anni. Riteniamo assolutamente inammissibile che i bambini e il corpo docente siano costretti a trascorrere le loro giornate in ambienti in cui le temperature superano regolarmente i 35 °C ogni estate. Si tratta di una condizione che mette a rischio la salute dei più piccoli e dei lavoratori, una situazione che in altri contesti sarebbe senza dubbio da denuncia. Siamo certamente lieti che, finalmente, anche l’Amministrazione Comunale si sia accorta della gravità della situazione. Tuttavia, ci teniamo a mettere in chiaro un punto fondamentale: questa emergenza non ha nulla di eccezionale. Non si tratta di un evento imprevedibile, ma di una criticità cronica che si ripete puntualmente ogni anno all’arrivo della bella stagione. Proprio per questo motivo, la soluzione adottata con l’ordinanza n. 92 non ci appare affatto adeguata. Ridurre l’orario delle lezioni mira semplicemente a tamponare il problema per una settimana, anziché risolverlo alla radice. Inoltre, tale provvedimento mette gravemente in difficoltà le famiglie. Venire a conoscenza la domenica sera che l’orario della scuola dell’infanzia terminerà alle ore 13:00 a partire dal giorno successivo crea enormi disagi organizzativi e logistici per i genitori lavoratori. Oltre al danno, si aggiunge la beffa dell’interruzione di servizi essenziali e già regolarmente pagati dalle famiglie, come il servizio di doposcuola. Auspichiamo fermamente che una gestione così approssimativa e tardiva non si ripeta mai più. Chiediamo che il problema venga affrontato una volta per tutte e per tempo, programmando fin da subito interventi strutturali concreti, a partire dall’installazione di un adeguato impianto di raffreddamento e climatizzazione dei locali, affinché il prossimo anno scolastico possa iniziare in condizioni civili e sicure.

Restiamo in attesa di un riscontro urgente in merito alle soluzioni definitive che intenderete adottare.

I genitori della scuola dell’infanzia di Arcore

Primi passi verso la distensione: in arrivo un nuovo tavolo di programmazione

La reazione delle famiglie non è comunque rimasta priva di risposta. Per stemperare la tensione e chiarire la delicatezza del momento, nei giorni scorsi il sindaco Maurizio Bono ha voluto incontrare i genitori direttamente in una call online. Durante il collegamento, il primo cittadino ha spiegato nel dettaglio le motivazioni stringenti e di massima urgenza che lo hanno indotto a firmare l’ordinanza restrittiva, ribadendo la priorità assoluta di tutelare la salute dei bambini di fronte a temperature interne non più sostenibili.

L’incontro a distanza ha gettato le basi per un percorso condiviso. È infatti già in programma nei prossimi giorni un nuovo e decisivo incontro istituzionale. L’obiettivo del prossimo tavolo sarà quello di programmare e pianificare, fianco a fianco con i rappresentanti dei genitori, i necessari interventi migliorativi e strutturali sulla scuola, con l’auspicio di risolvere definitivamente i problemi di climatizzazione dei locali prima del suono della prossima campanella a settembre.