Tutti a scuola con il grembiule blu, il motivo fa insorgere la Lega. In una circolare la dirigente spiega che la scelta intende “superare le tradizionali distinzioni cromatiche legate all’identità di genere”, per il Carroccio “Una deriva ideologica che lascia perplessi”
Tutti in grembiule blu
Dal prossimo anno scolastico 2026/2027 tutti gli alunni delle scuole primarie di Bovisio Masciago indosseranno il grembiule di unico colore, il blu. Lo ha annunciato la dirigente Fabiana Novello con una circolare diramata ieri, giovedì il 2 luglio. Le motivazioni della scelta del colore, illustrate nella nota del Comprensivo Manzoni, hanno però hanno fatto storcere il naso alla Lega.
Le motivazioni della scelta
“Al fine di favorire un ambiente sempre più inclusivo ed equo, tutti gli studenti e le studentesse della scuola primaria indosseranno un grembiule di colore blu – ha premesso la dirigente nella comunicazione a famiglie e insegnanti – La decisione del Consiglio di Istituto racchiude un profondo significato pedagogico e sociale: il colore blu è stato scelto come simbolo, a favore dell’identità della persona nella sua unicità, obiettivo primario a cui il nostro Istituto mira quotidianamente; la scelta intende superare le tradizionali distinzioni cromatiche legate all’identità di genere (bianco per le bambine e blu per i bambini), promuovendo la parità fin dai primi anni della scuola primaria”.
La protesta del capogruppo leghista in Regione
A non andar giù al Carroccio è soprattutto il riferimento al “superamento delle distinzioni cromatiche legate all’identità di genere”.
“Una deriva ideologica che lascia perplessi – ha affermato Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Regione Lombardia – Con tutti i problemi che riguardano la scuola, davvero il tema prioritario in una primaria è il colore del grembiule? Per generazioni bambini e bambine sono cresciuti con grembiuli blu, neri, rosa o bianchi, senza che questo abbia mai impedito pari diritti, rispetto, amicizia, inclusione o libertà di espressione. Trasformare anche il grembiule in una questione ideologica e politica appare una forzatura incomprensibile”.
“Richiamo al pensiero woke”
L’esponente regionale della Lega ha annunciato che porterà la questione all’attenzione delle autorità scolastiche:
“La scuola dovrebbe occuparsi prima di tutto di educazione, formazione, merito, rispetto e qualità dell’insegnamento. Portare nelle scuole primarie certe categorie che richiamano il pensiero woke significa caricare bambini piccoli di temi che non appartengono alla loro età e che rischiano solo di creare ulteriore confusione – ha evidenziato – Maschi e femmine esistono a livello biologico e non si cancellano con un grembiule uguale per tutti. Evidentemente invece qualcuno pensa che per promuovere la parità dei diritti, che già esiste, si debbano annullare le identità sessuali. Nulla di più sbagliato. Come Lega chiederemo chiarimenti al Ministero dell’Istruzione e all’Ufficio scolastico competente”.
L’appoggio della Lega bovisiana
Condividono la posizione di Corbetta i componenti della sezione cittadina della Lega che si dicono “basiti” per la circolare inviata dalla dirigente:
“Diverse famiglie ci hanno scritto contrariate da una decisione che riteniamo lontana dai veri problemi della scuola. La scuola deve occuparsi prima di tutto dell’educazione e della crescita dei bambini, non di iniziative ideologiche”.