«E’ stata una questione di pochi secondi, bastava che facessi due remate sbagliate e l’esito sarebbe stato diverso… E’ stata un’esperienza assurda, di notte prima di dormire ho ancora in mente quegli attimi, il viso di quel ragazzo».
Salva un 16enne che stava annegando nel lago
E’ ancora incredulo Samuele Bordogna, geometra 53enne dell’Altopiano di Seveso che sabato 25 luglio ha salvato un 16enne olandese che stava annegando nel lago di Como, davanti a Menaggio. Il padre del ragazzo, Mattheus Gosseling, 45 anni, si era tuffato da una barca a noleggio per salvare il figlio in difficoltà, ma purtroppo è stato risucchiato dalle acque e ritrovato privo di vita dai Vigili del Fuoco solo il giorno dopo, domenica, a 25 metri di profondità.
Samuele Borgogna era sul Sup con il figlio
La stessa sorte sarebbe potuta toccare al figlio se non fosse stato per il sangue freddo, il coraggio e la tempestività di Bordogna, frequentatore abituale di Menaggio.
«Di solito al sabato vado in barca, ma quel giorno ho preferito rimanere sulla spiaggia con mio figlio Andrea, di 10 anni – racconta – Destino? Coincidenza? Provvidenza? Non so come chiamarlo, ma per fortuna ho potuto assistere a quello che stava succedendo e intervenire».
Tutto è nato al mattino, dalla richiesta del figlio di poter utilizzare il Sup (Stand up paddle, una variante del surf in cui si sta in piedi su una tavola e si usa una pagaia per muoversi): «Siccome quel giorno c’era molto vento ho preferito non farlo andare da solo e l’ho accompagnato».
Nota due bambini da soli su una barca e altre due persone che stavano annaspando
A un tratto, intorno alle 12.15, la sua attenzione è stata catturata da una scena insolita:
«Ho notato una barchetta che ondeggiava e si stava avvicinando alla costa, contro gli scogli – spiega – Sopra c’erano due bambini da soli e mi ha colpito l’assenza di un adulto. Ho spostato lo sguardo e a poca distanza ho notato due persone che annaspavano, un adulto e un ragazzino».
Si messo a remare sfidando il vento e salva un 16enne
Accortosi della gravità della situazione, ha ragionato in una frazione di secondo:
«Eravamo a 30 metri dalla spiaggia, se avessi accompagnato mio figlio a riva e chiamato i soccorsi sarebbe passato troppo tempo, invece non ce n’era da perdere». E così si è messo a remare, andando controcorrente e sfidando il vento: «Ci ho messo qualche minuto, man mano che andavo avanti vedevo le braccia del papà e la testa del ragazzo. Quando sono arrivato il padre non c’era più, mentre il figlio andava su e giù. Ho fatto appena in tempo a vedere la mano a un metro e mezzo di profondità e l’ho prontamente afferrata. Poi l’ho portato sul Sup. Ha tossito, sputato un po’ d’acqua, ma è sempre rimasto cosciente».
Niente da fare per il padre del ragazzo, che si era tuffato per aiutarlo
Il 16enne si era sentito male dopo essersi tuffato dalla barchetta e il padre aveva cercato di raggiungerlo per aiutarlo, ma purtroppo a un certo punto non ce l’ha più fatta a nuotare e si è inabissato.
«Pure il figlio si è praticamente visto la morte in faccia, bastavano pochi secondi e non sarei riuscito a salvarlo – dice ancora il sevesino – Non appena si è ripreso, abbiamo raggiunto la barchetta dove c’erano i fratellini e poi ho chiamato i soccorsi. E’ arrivata la Guardia costiera, che ha portato la barca fino al pontile del Lario Boat».
“Non sono un eroe, ho agito istintivamente”
Subito sono iniziate le ricerche del padre disperso, che si sono concluse il giorno dopo con un esito drammatico.
«Penso al trauma di questi ragazzi che si sono visti il papà morire davanti agli occhi – ci confida Bordogna – Mi consola sapere di essere riuscito a salvare almeno il figlio». A congratularsi con lui anche un console dei Paesi Bassi, «che mi ha chiamato per ringraziarmi. Non penso di aver fatto nulla di eccezionale, in quel momento istintivamente ho pensato di provarci, il desiderio di aiutare quelle persone è prevalso sulla paura».
Ma agli occhi di tutti e del figlio Andrea, che dal Sup ha assistito alla scena, è stato di sicuro un vero eroe.
Ricevuto in Comune da sindaco e Giunta: a lui il “grazie” e una pergamena
Nel pomeriggio di giovedì, 6 agosto, il sindaco Alessia Borroni – assieme alla Giunta – ha ricevuto al palazzo municipale il concittadino Samuele Bordogna per esprimergli tutta la sua gratitudine per il salvataggio nelle acque del lago di Como del 16enne olandese che stava annegando.
“Volevamo dirle grazie per quello che ha fatto. A nome mio, dell’Amministrazione ma anche dei cittadini di Seveso. Sapere di avere persone come Samuele nella nostra città, che non si girano dall’altra parte, è motivo d’orgoglio per tutti”. A Samuele è stata donata una pergamena con le seguenti parole: “…che con la sua mano ha salvato una vita, compiendo un gesto di straordinaria umanità e coraggio. Nobile esempio di un sevesino che non si è sottratto alla responsabilità di rischiare la sua stessa vita per aiutare un giovane in difficoltà”.
Nell’ufficio del sindaco erano presenti anche la moglie Laura e il figlio Andrea che ha assistito in prima persona al salvataggio. A lui il sindaco ha donato una spilletta del Comune di Seveso.
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