Studenti lasciati a piedi o stipati sull’autobus come sardine, attaccati l’uno all’altro senza quasi riuscire a respirare. Le lezioni scolastiche sono iniziate da poco, ma per molti ragazzi di Meda che frequentano l’Istituto Primo Levi di Seregno questi primi giorni di tragitto sono stati un vero e proprio incubo.
“Il viaggio in autobus tra Meda e Seregno è un incubo”
A denunciare «una situazione allarmante che riguarda decine di famiglie e studenti delle scuole superiori» è Jessica Khalil, mamma di un 14enne del quartiere Polo di Meda, che si è fatta portavoce delle lamentele di tanti altri genitori.
«Con l’inizio dell’anno scolastico la linea di trasporto pubblico Z166 (gestita da Air Pullman) si è trasformata in un incubo quotidiano fin dai primissimi giorni – spiega – Corse del mattino che arrivano a Meda già totalmente sature, lasciando a terra i ragazzi che rischiano di saltare la prima ora se non interveniamo noi genitori con le automobili; corse di rientro da scuola che sfilano davanti alle fermate senza arrestarsi perché prive di spazio a bordo; condizioni di viaggio a bordo disumane e pericolose: mezzi sovraffollati all’inverosimile, studenti pressati contro porte e finestrini che accusano principi di malessere e senso di soffocamento».
Un problema che si ripresenta puntualmente a ogni anno scolastico
Un problema che sussiste da diverso tempo, ma che non viene affrontato e quindi si ripete a ogni anno scolastico. Da qui la decisione dei genitori di denunciare la situazione e di rivolgersi ai vari Enti coinvolti:
«A fronte di risposte telefoniche aziendali che liquidano il problema come una fatalità, ho inviato un formale reclamo con diffida via pec ad Air Pullman (notificato per conoscenza anche all’Agenzia del TPL e alla dirigenza del Primo Levi), interessando contestualmente i Comuni di Meda e Seregno, affinché intervengano a tutela dei ragazzi – prosegue Khalil – Successivamente ho informato anche le Polizie Locali di entrambe le città».
L’Istituto Levi ha istituito il “ritardo breve” per andare incontro agli studenti
Dopo la segnalazione, i genitori sono stati subito contattati dal dirigente del Levi, Massimo Viganò, «che è stato disponibilissimo e si è schierato dalla nostra parte. Ci ha spiegato che è una criticità che più volte hanno portato all’attenzione di Air Pullman, senza però mai ottenere un risultato concreto».
«Per andare incontro ai ragazzi e alle famiglie, la scuola ha istituito il “ritardo breve”, consentendo di entrare al massimo dieci minuti dopo l’inizio delle lezioni senza doversi recare in vicepresidenza – aggiunge ancora la medese – Ma bisogna risolvere il problema alla fonte, perché rappresenta un disagio, per i ragazzi, arrivare in aula sempre dopo per motivi che non dipendono da loro».
I genitori spesso vanno a recuperare un auto i ragazzi lasciati a piedi dall’autobus
Così come è un disagio per le famiglie dover andare a recuperare alla fermata i figli che non sono riusciti a salire sul pullman perché troppo pieno:
«Paghiamo 30 euro mensili di abbonamento e poi spendiamo altri soldi in benzina per accompagnare i nostri figli a scuola in auto? Senza contare che non tutti i genitori hanno questa possibilità». Conclude: «Riteniamo inaccettabile che il diritto allo studio e la sicurezza dei ragazzi vengano gestiti in questo modo a fronte di abbonamenti regolarmente pagati. Credo sia fondamentale accendere i riflettori su questo disservizio per pretendere con urgenza l’attivazione di corse bis o mezzi idonei».