Serata a Desio con Carlo Cottarelli, per parlare di economia.
Nella sede del Banco Desio ospite l’economista Carlo Cottarelli, che ha presentato il suo ultimo libro
Nella sala conferenze del Banco Desio, di fronte a una platea di finanzieri, assicuratori in pensione, studenti di Economia, ricercatori e commercialisti, ospite d’eccezione Carlo Cottarelli per presentare il suo ultimo libro, l’”Economia facile. Risposte semplici per capire il mondo”: domande e risposte sul mondo dell’economia, nero su bianco, e pochissimi numeri. Il libro, dichiara l’autore, è pensato “per tutti” ed è nato dalle domande che il pubblico gli rivolge da anni: “Perché non possiamo diventare tutti più ricchi stampando più soldi? – provoca l’ex senatore e dichiara – È il più pop dei miei libri, perché rispondere a una domanda del genere non richiede nessuna conoscenza economica”.
Tanti gli argomenti presi in considerazione
Pensioni, Unione Europea, politici che fanno promesse “da marinai”, e poi c’è l’Argentina di Milei, che con una motosega “sega” la spesa pubblica di un terzo. “Un esagerato”, scherza Cottarelli, che però incalza su questo e altri temi emersi nel corso del suo intervento nella sede di via Erminio Rovagnati – cattolico e socio-fondatore del gruppo bancario, lui “economista” sotto una luce diversa. “Come banca di prossimità di Desio, siamo orgogliosi di ospitare Cottarelli e il suo libro, che spiega quello che un po’ sta succedendo nel mondo e che potrebbe complicare gli investimenti che noi, come banca, dobbiamo proporre”, le parole del presidente di Banco Desio, Stefano Lado.
Spesa pubblica e sprechi
Il convegno, una collaborazione tra Banco Desio e la società di gestione del risparmio Arca Fondi Sgr, si apre sul tema della spesa pubblica. Cottarelli, interrogato dal vice direttore generale di Arca, Simone Bini Smaghi, è netto: “Ridurla, anche eliminando gli sprechi, scontenta sempre qualcuno. Il problema di fondo non è tecnico ma politico: nessuno ha mai avuto il coraggio di chiedere agli elettori un mandato per tagliare”. Solo le ultime promesse elettorali, se mantenute, sarebbero costate 150 miliardi l’anno. “In cinque anni di legislatura, sarebbe circa un quarto dell’intero debito pubblico italiano – evidenzia Cottarelli – Chi vorrebbe come amministratore di condominio uno che promette il nuovo ascensore, ma non dice quanto costa o da dove prende i soldi per realizzarlo? Però, per il ‘Condominio Italia’, è sempre funzionato così”. Da qui, una proposta di legge che ha raccolto oltre 100mila firme lanciata sul sito della Fondazione Luigi Einaudi.
Crescita, lavoro e pressione fiscale
Intanto, l’Italia arranca su crescita e lavoro: la pressione fiscale si attesta a un solido 43 per cento, mentre il Pil cresce poco, nonostante i posti di lavoro siano aumentati: “Questo perché abbiamo creato nuovo lavoro in settori a bassa produttività, come per esempio commercio, pubblica amministrazione e costruzione. Così, adesso siamo davanti a un’economia che va a due velocità. Una questione che peserà alle prossime elezioni politiche”. Sull’Europa, Cottarelli si leva un sassolino dalla scarpa, invitando a non scaricare colpe sempre e solo su Bruxelles. “Le norme, come il caso recente dell’Ets lamentato da Confindustria, sono approvate da maggioranze democratiche di cui fanno parte anche i governi italiani”. Ai giovani, infine, lascia un invito: andare a votare e distinguere le proposte serie da quelle che non lo sono.