Un cerchio che si chiude

Kimi Antonelli e quel legame speciale con Monza prima dello storico trionfo mondiale

Dall'incidente del debutto alla rimonta che ha fatto esplodere l'Autodromo. E nel 2025 APA Confartigianato aveva scommesso su di lui...

Kimi Antonelli e quel legame speciale con Monza prima dello storico trionfo mondiale
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C’è un filo rosso che lega Andrea Kimi Antonelli a Monza. Un rapporto fatto di emozioni contrastanti, cadute, ripartenze e, infine, di una giornata destinata a rimanere nella storia dell’automobilismo italiano. Perché se il titolo mondiale conquistato ieri (domenica 1 novembre) in Messico ha consacrato il talento del giovanissimo pilota bolognese, una parte importante del suo percorso è passata proprio dalla Brianza. E dal circuito che, nel giro di due anni, gli ha regalato prima uno dei momenti più difficili e poi una delle gioie più grandi della sua carriera.

Dalla paura alla consacrazione

Per ritrovare l’inizio di questa storia bisogna tornare al 30 agosto 2024. Antonelli ha appena compiuto 18 anni e per la prima volta si affaccia ufficialmente al mondo della Formula 1. La Mercedes gli affida la monoposto di George Russell per la prima sessione di prove libere del Gran Premio d’Italia. L’attesa è enorme: il ragazzo di Bologna è considerato uno dei talenti più promettenti del panorama internazionale e il pubblico di Monza lo accoglie con grande entusiasmo.

L’esordio, però, dura pochissimo. Dopo aver fatto segnare tempi interessanti, Kimi perde il controllo della vettura alla Parabolica e finisce contro le barriere. Un impatto violento, fortunatamente senza conseguenze fisiche, che interrompe bruscamente la sua prima apparizione nel Circus. Nonostante l’incidente, il giorno successivo Mercedes annuncia ufficialmente che sarà lui a prendere il posto di Lewis Hamilton dalla stagione 2025.

Due anni dopo, il copione è completamente diverso. Il 6 settembre 2026 Antonelli torna sul circuito brianzolo da protagonista assoluto. Una penalità legata alla sostituzione del motore lo costringe a partire dalla diciannovesima posizione, ma il giovane italiano firma una rimonta straordinaria. Recupera posizioni, supera gli avversari e conquista il Gran Premio d’Italia davanti al pubblico del Tempio della Velocità. È la sua prima vittoria a Monza e, soprattutto, un successo storico: un italiano non vinceva sul circuito brianzolo dal 1966, quando a riuscirci era stato Ludovico Scarfiotti.

Una sorta di rivincita personale, dopo quel debutto da dimenticare. Non a caso, anche Toto Wolff, team principal Mercedes, aveva parlato di un cerchio finalmente chiuso: dalla giornata più difficile vissuta dal ragazzo e dalla sua famiglia alla gloria davanti ai tifosi italiani.

Quel premio di APA prima del Mondiale

Ma il legame con Monza non si esaurisce nelle vicende vissute in pista. C’è anche un riconoscimento che oggi assume un significato particolare e che porta la firma di APA Confartigianato Imprese Milano Monza e Brianza.

Nel settembre 2025, infatti, Antonelli era stato premiato nell’ambito della 43ª edizione del Premio Confartigianato Motori, appuntamento organizzato durante il weekend del Gran Premio d’Italia. Al giovane pilota Mercedes era stato assegnato il riconoscimento “Italia sul podio”, istituito per valorizzare le eccellenze italiane capaci di distinguersi nel panorama internazionale delle corse.

Una scelta che, alla luce di quanto accaduto in Messico, acquista oggi un valore ancora più significativo. Quando il premio gli era stato consegnato, Kimi era ancora all’inizio della sua avventura in Formula 1, impegnato in una stagione di apprendistato tra risultati importanti e inevitabili difficoltà. Confartigianato aveva però già individuato in lui un interprete del talento e della determinazione italiana.

Il Premio Confartigianato Motori, del resto, rappresenta da oltre quarant’anni un appuntamento che unisce il mondo delle corse a quello dell’impresa e dell’artigianato. Non è un caso che i trofei della manifestazione siano realizzati a mano da artigiani brianzoli, attraverso l’utilizzo di materiali differenti.

Oggi quel riconoscimento racconta anche una piccola storia di lungimiranza territoriale. Monza aveva già accolto e celebrato il giovane talento quando il traguardo più prestigioso era ancora un sogno. Poi è arrivata quella rimonta di settembre, con il pubblico sugli spalti a scandire il suo nome. Infine, il titolo mondiale conquistato in Messico, che ha riportato un italiano sul tetto della Formula 1 per la prima volta dai tempi di Alberto Ascari.

Kimi Antonelli non è nato in Brianza, ma Monza è ormai una tappa imprescindibile della sua storia. E per un territorio che vive di motori, il suo trionfo ha inevitabilmente anche un sapore speciale.