Partito democratico

«Giovani e proteste: oltre gli scontri, ascoltare il malcontento»

La segretaria Marica Re con la delegazione giovanile del Pd: «Condannare la violenza è doveroso, ma servono politiche capaci di restituire opportunità, diritti e fiducia»

«Giovani e proteste: oltre gli scontri, ascoltare il malcontento»
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La Segretaria e la delegazione giovanile del Pd di Desio intervengono sulle proteste di piazza delle ultime settimane.

Giovani e proteste, l’intervento della delegazione giovanile del Pd

«Noi giovani siamo stufi di non essere ascoltati. Molti sono scesi in piazza pacificamente, altri hanno scelto la violenza, che non può essere giustificata. Ma se condanniamo le vetrine infrante, dobbiamo anche avere il coraggio di guardare le crepe di una società che lascia indietro troppe persone», dichiara Marica Re, segretaria del Partito democratico cittadino.

Un disagio che, secondo Federico Pilastro, consigliere comunale del Pd, nasce anche da problemi concreti: «Carovita, affitti sempre più insostenibili e salari insufficienti rendono difficile per tanti giovani costruire la propria autonomia». Per Pilastro, occorre ripartire dal diritto alla casa, dal lavoro dignitoso e dal sostegno agli studenti.

Un richiamo alla responsabilità politica

Marco Lorenzi, membro del gruppo del Pd desiano dedicato alle Politiche giovanili, richiama la responsabilità della politica nel «non aver saputo costruire, negli ultimi decenni, una visione di lungo periodo capace di favorire crescita e dinamismo economico, creando le condizioni per offrire alle nuove generazioni opportunità concrete e prospettive di futuro».

Marta Rossetti, anch’essa membro del gruppo, sottolinea invece la necessità di «coinvolgere realmente i giovani nelle scelte che riguardano la società e il futuro del Paese. Come Pd di Desio, crediamo che condannare la violenza sia doveroso, ma non sufficiente – afferma – Servono politiche capaci di restituire opportunità, diritti e fiducia. La politica deve assumersi la responsabilità di ascoltare le nuove generazioni e trasformare le loro richieste in azioni concrete. Perché il dissenso non si governa ignorandolo, ma affrontando le cause che lo alimentano».