Trovata in una sedia da un tappezziere di Meda

Una lettera d’amore, i suoi segreti e quell’invito per una cioccolata…

Carlo Cazzaniga: "Ci siamo scoperti filologi, investigatori e storici e ora che abbiamo completato una prima traduzione possiamo rivelarne il contenuto".

Una lettera d’amore, i suoi segreti e quell’invito per una cioccolata…
Altro Seregnese, 17 Febbraio 2021 ore 18:03

«Mon petite promie. Encore ces quelques mots. Quoi que cette lettre n’est pas une déclaration d’amour, (ni) nyy par moi-même». Sono le prime parole della lettera d’amore in francese antico trovata in una sedia imbottita dal tappezziere 31enne di Meda Carlo Cazzaniga, che l’ha affidata all’amico Christian Rech per tradurla e ricostruire la storia di intrighi e sentimenti raccontata in quelle righe.

“Ci siamo scoperti filologi e storici”

«D’improvviso ci siamo scoperti filologi, investigatori e storici e ora che abbiamo completato una prima traduzione della lettera possiamo rivelarne il contenuto», spiega Cazzaniga, precisando che comunque «il lavoro non è ancora concluso. Lo scritto è passato a un nostro amico filologo che cercherà di contestualizzarlo e di ricostruirne i contorni storici, in base ad alcuni indizi ed elementi contenuti nelle pagine».

L’amore nascosto dietro l’amicizia

Ciò che emerge sin dalle prime righe è l’intento dell’uomo di non sbilanciarsi troppo, di confessare i propri sentimenti alla donna destinataria della missiva, ma non del tutto, mascherando un po’ quello che prova. «Non so come prenderai questa lettera, per certo non è una dichiarazione d’amore, ti assicuro che se così fosse l’avrei scritta in modo diverso», dichiara nell’incipit, mettendo le mani avanti. Ma si «tradisce» poche righe più avanti, dalle quali lascia trasparire dolore per un amore non corrisposto (forse) e un pizzico di gelosia nei confronti dell’amante della donna: «Cara signora, anche solo vedendovi come amica versai delle lacrime per voi per via di quell’uomo che frequentava casa vostra per i vostri affari».

“Nonostante tutto non parlerei mai male di voi”

Nonostante la delusione, l’affetto provato per la signora è così forte da volerla tutelare, anche se potrebbe benissimo metterla in imbarazzo rivelando la sua relazione clandestina: «Ho saputo di voi quella domenica pomeriggio, mentre noi altri eravamo riuniti con i vicini, vi colsi appartata in quella tenda montata nel giardino con quell’uomo. Per fortuna solo io vi vidi, dal canto vostro preferirei che mia moglie non sapesse di fatti simili – prosegue la lettera – Mia cara signora, spero che nonostante tutto fra noi non avremo difficoltà, ci starei troppo male. Anche nel caso in cui io dovessi essere sincero con voi, io vi giuro su ciò che più di caro ho al mondo mai, ma mai credetemi, una sola parola cattiva uscirà dalla mia bocca faccia a faccia con voi. Non dubitate, è tutto ciò che vi chiedo, la vostra amicizia per me è tutto e vi giuro che voi siete stata la sola con cui io sia mai stato così come sono e sarete l’ultima, che Dio mi senta!».

Un portamine in regalo

E in segno della sua «amicizia» le manda in dono un porta mine, di cui le spiega anche il meccanismo di funzionamento: «Non ho potuto permettermi nulla di più, al contrario se avessi potuto vi avrei fatto un regalo più bello. Per il momento tenetelo, non dite niente e prima o poi riuscirò a farvi un regalo più bello e che funzionerà meglio». Insieme alla lettera, anche i confetti di un Battesimo.

L’invito per una cioccolata

Nella parte finale, nonostante i tentativi di non mostrare troppo i suoi sentimenti, si intuisce che guarda la donna con gli occhi dell’amore: «Mercoledì vi ho visto mentre per due ore siete stata sul vostro dondolo, vi ho pensato e lo farò per i successivi giorni». E infatti arriva un invito: «Sabato probabilmente andrò al mercato e se vi vedrò, vogliate accettare una tazza di cioccolata, la berrei con voi con piacere. Arrivederci mia cara signora i miei ossequi, con amicizia».

“Conservate questa lettera per sempre”

E nel post scriptum ecco che l’autore allude a una conversazione avuta con la donna, forse in cui hanno parlato della loro situazione, del fatto che sarebbe sconveniente iniziare una relazione, essendo entrambi sposati: «Vorrei scrivere ciò che penso su quello che ci siamo detti, ma non lo farò. Vi auguro di rimanere come siete, ma se qualcosa dovesse accadere, pensate a voi stessa e andate avanti, io vi aiuterò e ne uscirete di buon conto, del resto mia moglie non vedrebbe nulla di sconveniente se dovessi andare al mercato con voi. Nel caso potrei farvi dei grandi favori se necessario». Infine la richiesta di custodire lo scritto: «Ve ne riparlerò a condizione che voi conserviate questa lettera per sempre».

Alla prossima puntata

«La traduzione della lettera ci ha appassionato e ora siamo incuriositi di conoscere altri dettagli – commenta Cazzaniga – In particolare siamo rimasti colpiti dalla genuinità e semplicità delle parole dell’autore, che utilizza un linguaggio sgrammaticato, senza punteggiatura, ma molto incisivo». Un flusso continuo, che ricalca quello delle sue emozioni. Sono ancora tanti i punti da chiarire, su cui magari l’analisi del filologo potrà gettare un po’ di luce. «Ci piacerebbe riuscire a sapere se la signora ha accettato l’invito, se è andata a bere quella cioccolata», conclude. Alla prossima puntata…

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