Bernate non ci sta. La frazione arcorese, storicamente abituata alle «barricate» (dalle battaglie contro l’ex area Doneda a quelle per la nuova caserma) in questi mesi si trova oggi a combattere contro un nemico invisibile ma asfissiante: una puzza nauseabonda, con un netto retrogusto di marcio, che da mesi toglie il respiro ai residenti, addirittura fino a via Golgi.
Odori a tutte le ore del giorno
Un’area immensa circondata da odori che si sentono in diverse ore della giornata. Il fenomeno non è nuovo, ma negli ultimi due o tre mesi l’intensità è cresciuta fino a diventare un’emergenza. Le zone più colpite gravitano attorno alla ex statale 36, al confine tra Arcore e Usmate, toccando il centro di Bernate e spingendosi fino a via Golgi. Non è un tormento quotidiano, ma un’aggressione a macchia di leopardo: colpisce spesso la domenica sera, la mattina presto o nelle ore notturne, seguendo un andamento altalenante che dura ormai da tre anni. Con l’arrivo della bella stagione e la necessità di aprire le finestre, la pazienza del quartiere è ufficialmente esaurita.
Il fronte del Comune: l’ipotesi “fanghi” e l’esposto in Procura
L’Amministrazione comunale, dal canto suo, sta seguendo diverse piste anche se quella più accreditata rimane quella della Granarolo (che aveva già ottemperato alle prescrizioni di Arpa sugli additivi). I recenti sopralluoghi sembrano andare proprio in quella direzione.
“La situazione è monitorata giorno dopo giorno, tant’è che la scorsa settimana abbiamo effettuato un sopralluogo alla Granarolo, alla presenza dell’assessore Luca Travascio e dell’ausilio della Polizia locale e dei tecnici di Brianzacque – ha sottolineato il sindaco Bono – Sul trattamento delle acque non ci sono problemi, perché addirittura escono dall’impianto di produzione ancora più pulite di come entrano, circostanza che aiuta a mantenere le fognature pulite. Il problema evidenziato, però, è quello dei container che contengono quelli che vengono definiti i fanghi dovuti alla produzione. Abbiamo notato che dai container venivano sprigionati degli odori, soprattutto quando questi venivano caricati sui camion per essere smaltiti”.
Il sindaco ha chiamato anche l’esperto meteo Galbiati
Per avere una conferma scientifica, il Comune si è avvalso della collaborazione di Flavio Galbiati, esperto meteo che gestisce la stazione locale ubicata proprio sul tetto della vicina scuola elementare id Bernate.
“Grazie a Galbiati ci siamo fatti dire la forza e la direzione del vento in concomitanza con il sopralluogo effettuato alla Granarolo per capire se la causa dei miasmi potesse essere quella dei fanghi. Non abbiamo la prova del nove, ma con tutta probabilità quella è la causa. Ora abbiamo chiesto l’intervento dei tecnici di Arpa per effettuare ulteriori rilevazioni. Se avremo la conferma, chiederemo a Granarolo l’installazione di filtri particolari sul deposito dei fanghi». Tuttavia, il sindaco non vuole lasciare nulla al caso e ha deciso di alzare il livello dello scontro istituzionale. «Ho chiesto alla Procura la possibilità di fare una verifica a 360 gradi su tutto il territorio usmatese per capire se potrebbero esserci altre concause – ha continuato Bono – Ora attendiamo Arpa, che dovrebbe installare una serie di sensori in varie zone del territorio al confine. A breve faremo uscire anche un modulo ufficiale per i cittadini per segnalare le puzze”.
L’appello del Comitato: «Segnalate tutto via mail»
Nel frattempo, il Comitato di quartiere di Bernate ha voluto imprimere una accelerata alla risoluzione del problema. Durante la riunione di giovedì scorso, il presidente Ivan Puleo ha tracciato la rotta, puntando tutto sulla partecipazione attiva dei residenti per dare forza alla protesta.
“Il problema è stato segnalato ogni volta all’Amministrazione, che se ne sta occupando su più fronti – spiega Puleo – Ai residenti di Bernate chiedo però un aiuto concreto: inviatemi le vostre segnalazioni via mail all’indirizzo combernateboschi@gmail.com. In questo modo potrò stamparle e consegnarle più facilmente al sindaco, creando un dossier documentato».
L’obiettivo del Comitato è duplice: spingere affinché Arpa installi al più presto i sensori di rilevazione e, se non arriveranno risposte rapide, dare il via a una raccolta firme di massa.
“Dal mio punto di vista – conclude Puleo – non posso che ringraziare il sindaco e l’assessore Luca Travascio per il grande lavoro che stanno mettendo in campo per aiutarci a risolvere questo problema. Speriamo di arrivare presto ad un soluzione”.