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Costa Lambro

Carate Brianza, in vendita lo storico Ristorante Tre Re

La villa d’epoca di via Sabotino con annesso lo storico locale venne rilevata dal cavalier Umberto Sollami nel 1976.

Carate Brianza, in vendita lo storico Ristorante Tre Re
Attualità Caratese, 26 Ottobre 2021 ore 13:03

Dopo quasi mezzo secolo il «Ristorante Tre Re» di Costa Lambro a Carate Brianza, una delle attività più longeve nel settore della ristorazione, è in vendita.

Carate, il gioiello della famiglia Sollami

I proprietari, che nel 1976 avevano rilevato l’antica osteria di via Sabotino a Costa Lambro di Carate Brianza - divenuta successivamente locanda-trattoria - hanno deciso di mettere sul mercato il «gioiello» di famiglia. Cinquecentotrentatré metri quadrati di proprietà, inseriti in un’accogliente e ottocentesca villa d’epoca indipendente con annesso ristorante e giardino per una valutazione stimata di 650 mila euro.

«Nessuna chiusura, semplicemente una scelta pensata e ponderata dopo quarantacinque anni di impegno e sacrifici spesi qui dentro», assicura Francesco Sollami, che, con le due sorelle, porta avanti ancora oggi l’attività diventata punto di riferimento per il territorio e non solo, avviata dal padre Umberto, siciliano di Gela trapiantato in Brianza, compianto e stimato imprenditore nominato Cavaliere della Repubblica.

La conferma della messa in vendita dell’attività da parte della famiglia va di pari passo però con l’intenzione di proseguire con il ristorante e con i ricevimenti già tutti calendarizzati e programmati fino a tutto il 2022.

«Qui dentro c’è la storia di una frazione e di una comunità»

«Qui dentro c’è e continuerà ad esserci la storia di una frazione e di un’intera comunità, legata al nome di un’attività che nel tempo è cresciuta grazie all’apprezzamento di tantissimi clienti che dopo anni ritornano qui con figli o figlie a celebrare nozze o ricorrenze», spiega  Francesco Sollami.
Una storia iniziata, come detto nel 1976, dal padre Umberto, scomparso nel 2015 all’età di 78 anni oltre la metà dei quali trascorsi a gestire la storica osteria di Costa Lambro trasformata nel tempo con sapiente spirito imprenditoriale fino a diventare uno dei più conosciuti e apprezzati ristoranti della Brianza.
Un impegno costante e quotidiano sul lavoro, quello di Umberto Sollami che nel 2006 gli valse anche il conferimento dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica italiana che l’allora Capo dello Stato Giorgio Napolitano volle concedergli come riconoscimento e omaggio in occasione dei festeggiamenti del trentennale di attività.

Siciliano di Gela, comune in provincia di Caltanissetta, Sollami con la mamma Alfonsina  era emigrato insieme ai tre fratelli ancora tutti molto piccoli, in conseguenza delle miserie che la guerra aveva prodotto e senza padre militare disperso e ritrovato solo dopo molti anni in un ospedale militare di Roma. Dietro il ristorante c’è una vita fatta di sacrifici e di lavori saltuari (papà Sollami aveva lavorato come lucidatore di mobili, ndr), ma affrontati sempre con la tenacia e il piglio tipico degli «uomini veri».

Neppure quando rimase vedovo della moglie Angela Colombo - scomparsa nel 1986 all’età di 44 anni - e con tre figli da crescere, Sollami aveva saputo guardare avanti con lo sguardo fiero e il coraggio di chi ha imparato tanto dalla vita.

Dopo aver rilevato l’antica osteria, divenuta successivamente locanda-trattoria per offrire ai viaggiatori oltre al ristoro anche un giaciglio per la notte, il cavalier Umberto si ritrovò davanti ad un bivio: lasciare tutto o continuare. Fu il figlio Francesco, all’epoca in servizio all’Arma dei carabinieri, a scegliere di congedarsi per continuare con il padre l’avventura della ristorazione.
Da quel momento iniziarono anche la modernizzazione dei locali in via Monte Sabotino e le ristrutturazioni con la costruzione della nuova sala.
Così, in breve tempo, il ristorante «Tre Re» divenne meta apprezzata di ricevimenti, cene aziendali, punto di ritrovo di associazioni e compagnie di amici e coscritti sotto la supervisione di Umberto e poi dei figli Francesco e delle due sorelle Simona e Paola che oggi proseguono ancora nell’attività.

 

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